Ne abbiamo parlato su ‘Il Giornale di Vicenza – 31/05/2020 pagina 6’

Pianificare per dare una rotta al futuro

Riapertura. Protocolli di sicurezza Allarme liquidità. Queste sono le priorità che stanno affrontando le aziende oggi.
La ripartenza non è il traguardo raggiunto dopo il lockdown, ma è l’ulteriore momento in cui è necessario dimostrarsi lungimiranti.
Lo scenario non è uguale per tutti: molti non lavorano ancora a pieno ritmo, altri stanno affrontando una sovrapproduzione chiedendosi cosa accadrà dopo, altri ancora hanno rimandato la ripartenza.
L’incertezza del domani e la necessità di rallentare non devono portare al timore di fermarsi, ma alla consapevolezza che è necessario pianificare la tattica.
L’esigenza di rispettare le norme, in primis quelle a tutela della salute, ha delineato una priorità nelle scelte così ogni minimo dettaglio volto a garantire la ripartenza ha assorbito l’attenzione dell’imprenditrice, ma focalizzarsi sul particolare rischia di togliere la concentrazione sulla visione dell’insieme.
In concomitanza con la riapertura generale è stato emanato il tanto atteso Decreto Rilancio, un provvedimento rivolto all’Italia a 360 gradi.
Numerosi e diversificati sono stati gli interventi normativi indirizzati “a chi fa impresa”. Si è ampiamente parlato di contributo a fondo perduto, stralcio dell’Irap, crediti di imposta e quella che può essere vista come un’ancora di salvataggio: la proroga dei versamenti.

Il problema non è risolto, ma solo temporaneamente rimandato.

In tale contesto si apre da un lato uno spiraglio di ripresa, ma dall’altro il pensiero di dovrebbe rimborsare: il primo scoglio è già dietro l’angolo, il picco però è settembre 2020.
Data ridondante per la ripartenza delle scadenze sospese dai precedenti decreti: non solo quelle fiscali, ma anche le rate dei mutui oggetto di moratoria covid, il tutto in aggiunta ai pagamenti ordinari. Come se non bastasse il calendario fiscale da giugno riparte con i consueti versamenti di iva, imu e ritenute, senza dimenticarsi ires, irpef e addizionali.
Tutti gli interventi del Governo hanno previsto delle misure volte ad affrontare il mare in tempesta, ora il timone è in mano alle aziende che devono capire la giusta direzione per non andare alla deriva.
Come arrivare preparati all’appuntamento con banche, inps ed erario mantenendo gli impegni commerciali?

Testare la propria resilienza e pianificare la liquidità.

Prendere consapevolezza e capire come si identifica l’azienda: resiliente, che sta lottando per affrontare le sfide della pandemia o innovativa che ha colto le opportunità ed è cresciuta sull’onda del momento. Comunque sia resilienza, riorganizzazione e continuità richiedono di rivolgere la concentrazione sulla visione globale degli equilibri aziendali e di capire qual è l’azione da intraprendere.
Semplice e concreta. Ogni imprenditore, manager, direttore entra in azienda la mattina, gli viene misurata la febbre e si trova a gestire le persone, sia presenti che organizzate a rotazione in smartworking e in cassa integrazione. Telefono, audio e video conferenze assorbono buona parte del tempo, ma interfacciarsi con persone, clienti e fornitori, figure chiave per l’attività significa dare risposte tempestive e affidabili. Non è il momento di mettere repentaglio la fiducia costruita negli anni, E poi va organizzata la produzione. Il problema del fine mese, la finanza, è diventato il dilemma quotidiano: vanno ripianificate le scadenze il tutto nel rispetto delle norme.
La complessità di far fronte ad ogni minimo dettaglio mantenendo la visione dell’insieme.
A questo serve redigere i piani previsionali. Pianificati i dettagli e monitorare l’azienda a 360 gradi. Infatti, attraverso strumenti completi si ottengono risultati tempestivi e affidabili che permettono di tenere sotto controllo la situazione, di simulare i cambiamenti del mercato e i conseguenti fabbisogni finanziari di breve e medio termine.
Avvalersi di modelli flessibili che traducono l’azienda in numeri che siano di supporto alle scelte operative e alla pianificazione finanziaria, e attraverso l’occhio critico del professionista permettono di analizzare i problemi da risolvere, dare risposte precise e gestire il cambiamento senza subirlo.
Convivere con il virus, infatti, significa affrontare scenari difficilmente prevedibili e sicuramente ampiamente variabili, pertanto è necessario prendere decisioni correndo rischi calcolati.
Non sappiamo cosa ci lascerà in eredità il Codiv-19, non abbiamo ancora percepito la portata totale delle conseguenze sugli usi e sulle abitudini del consumatore, ma sappiamo che anticipare il cambiamento è la strategia chiave per consolidare l’esistenza.
Si parla di ritorno alla normalità, ma la sfida non è tornare al passato. Controvento (surante la tempesta) non si può navigare. Sicuramente bisogna trovare la nuova rotta, economia e aziende devono ricostruire il giusto assetto. È necessario affrontare il presente, preparati e flessibili. Girare la boa e timonare con consapevolezza delle scelte verso il futuro.

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