Ne abbiamo parlato su ‘Il Giornale di Vicenza – 17/05/2020 pagina 11’

Concentrarsi sulle opportunità per ristrutturare gli equilibri aziendali: un confronto per dare consistenza alle scelte.

Confusione. Timore. Incertezza per il futuro. Questi sono i sentimenti che maggiormente si respirano nelle aziende oggi. È bastato un virus invisibile per distruggere, nell’arco di breve tempo, tutte le nostre certezze. Un recente studio di Confindustria attesta che il 78,2% degli imprenditori, quando pensa alle strategie da mettere in atto per superare la crisi, si sente disarmato e l’unica speranza + quella di un ritorno alla normalità.

Ma l’oggi non è il domani. Si stima che le conseguenze del Covid-19 e i reali impatti sul contesto socio-economico si potranno valutare in maniera esauriente non prima di un anno. Di certo non eravamo preparati.
Le certezze evidenti di oggi si traducono in termini come blocco produttivo, di distanziamento sociale, riduzione della domanda e contrazione dei flussi.
In estrema sintesi gli effetti subiti alle aziende si concretizzano in una mancanza di liquidità, in una perdita del fatturato a fronte di costi fissi che, nonostante tutto, è necessario sostenere.
Il governo ha proposto, in poche settimane, diversi strumenti che dovrebbero aiutare le imprese a superare i problemi finanziari. Ma in un contesto nuovo, sconosciuto, come quello odierno è lampante che il pericolo di accedere a misure senza che a monte sia stata programmata un’adeguata analisi aumenta il rischio di default.
Risulta importante ripartire velocemente ma senza fretta, con un’attenta pianificazione guidata da una consapevole strategia di fondo.
Un passo sbagliato potrebbe avere un grande impatto sul nostro futuro e su quello della nostra azienda.

Evitare le scommesse. 

La stratificazione delle agevolazioni e la corsa repentina all’accaparramento dei finanziamenti non può essere lasciata al panico. Le variabili da tenere sotto controllo sono tante, le incertezze pure, oltre al fatto che il range delle opzioni si riduce man mano che il tempo scorre.  La figura dell’imprenditore assume pertanto un ruolo determinante perché la mossa sbagliata di una pedina potrebbe cambiare l’intera “partita”.
Quale potrebbe essere, quindi, la strategia vincente? Sicuramente un primo passo è quello di affidarsi a figure professionali esperte e in grado di valutare le effettive esigenze dell’azienda e di individuare, tra i tanti, gli strumenti corretti per il superamento della crisi e la gestione degli scenari futuri.

La scelta della cura giusta.

La chiave della ripartenza la si può trovare nella gestione della situazione economica e finanziaria attuale e nell’adozione immediata di misure adeguate. Ma questo cosa significa in termini pratici?

  1. Un’attenta analisi dei ricavi e della composizione dei costi aziendali;
  2. l’individuazione del nuovo punto di break even, e valutazione delle evoluzioni possibili;
  3. la gestione della liquidità di breve termine, con l’individuazione dei clienti e fornitori chiave, l’esame dei termini contrattuali e la valutazione del sistema di approvvigionamento;
  4. L’individuazione delle conseguenze del lockdown e l’individuazione del corretto strumento di finanziamento.

A tal proposito la domanda ricorrente è: quale importo e quale durata deve avere il finanziamento per far fronte alla perdita economica generata dal lockdown?
Ormai è ben noto che il cedreto liquidità, permette un più veloce accesso al credito grazie alle garanzie concesse dallo Stato, ma non bisogna tralasciare il fatto che il debito deve essere rimborsato. Per questo risulta necessaria una valutazione strutturata e supportata da modelli di analisi flessibili, elaborati con l’appoggio di professionisti che da anni lavorano per garantire le soluzioni migliori alle aziende. L’obbiettivo che perseguono tali figure professionali è in primis quello di individuare le soluzioni più adatte a mantenere l’equilibrio aziendale rispettando le specifiche esigenze delle imprese.
Soluzioni che andranno condivise con l’imprenditore e periodicamente riadattate.

Le insidie da non sottovalutare.

Un incontrollato accesso al credito, non correlato alle effettive esigenze aziendali, è un “autogoal”.
Le domande che ciascun imprenditore dovrebbe porsi sono le seguenti: l’andamento economico futuro del mio business è in grado di restituire i prestiti contratti? Come posso io imprenditore fornire una risposta concreta ai terzi?
Il futuro di ciascuna realtà dipende da chi si vuole essere dopo questo tempo di cambiamento.

Navigare in una dimensione nuova: L’opportunità.

L’opportunità di analizzare i dati economici, di ristrutturare le fonti di finanziamento, di identificare le nuove esigenze.
L’opportunità di riorganizzare i ruoli all’interno dell’azienda.
L’opportunità di fare focus sulle misure da adottare volte a supportare l’intuizione dell’imprenditore nel disegno di strategie per superare l’emergenza, affiancata da un’analisi professionale esperta che si prefigge come obiettivo quello di valutare gli equilibri aziendali.
L’opportunità di dare solidità all’impresa per la ripartenza.
Infine l’opportunità di prendere decisioni importanti con la consapevolezza della fragilità che caratterizza la nostra economia e riaffermarsi.

Studio G&G Commercialisti Associati – Dal 1947 a Vicenza. Non permettere che il cambiamento subito rovini il tuo futuro, concediti di ripartire.