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06 Marzo 2024

La rideterminazione del costo fiscale delle partecipazioni

La Legge di Bilancio 2024 ha previsto la proroga della rivalutazione delle partecipazioni ex art. 5, co. 1 e 1-bis della L. 448/2001, possedute all’1.1.2024 da soggetti non imprenditori, cioè soggetti che effettuano operazioni suscettibili di generare redditi diversi ai sensi dell’art. 67, co. 1, lett. c) e c-bis) del TUIR (capital gain).

Rientrano pertanto nel perimetro soggettivo dell’agevolazione le persone fisiche, le società semplici, gli enti non commerciali e soggetti non residenti (privi di stabile organizzazione in Italia) che possiedono le partecipazioni al di fuori del regime d'impresa. 

Sotto il profilo oggettivo, la rivalutazione è ammessa anche in relazione a:

  • ipotesi di titolarità del diritto di usufrutto o di nuda proprietà sulle partecipazioni;
  • partecipazioni in società estere, sebbene in tal caso essa non dovrebbe produrre effetti ai fini delle imposte da assolvere nello Stato estero.

 

Per quanto concerne la rivalutazione delle partecipazioni non quotate si rammenta che essa si effettua assumendo, come in passato, in luogo del costo o valore di acquisto della partecipazione stessa, il valore all’1.1.2024 della frazione del P.N. della società determinato sulla base di un’apposita perizia giurata di stima, la quale deve attestare il valore dell’intero patrimonio sociale alla data dell’1.1.2024. 

In assenza di tale perizia giurata di stima non è consentito il perfezionamento della procedura di rivalutazione.

La redazione e il giuramento delle perizie relative alle partecipazioni possedute alla data dell’1/1/2024 deve avvenire entro il 30/6/2024; non è possibile beneficiare dell’agevolazione se il giuramento avviene oltre il termine previsto.

 

Per la rivalutazione del costo dei titoli, delle quote o dei diritti negoziati nei mercati regolamentati o nei sistemi multilaterali di negoziazione posseduti all’1/1/2024, la norma prevede la possibilità di assumere il valore normale determinato in base alla media aritmetica dei prezzi rilevati nel mese di dicembre 2022; di conseguenza, per le partecipazioni quotate viene meno la necessità di predisporre una perizia giurata di stima.

Ai fini della rivalutazione delle partecipazioni quotate e non quotate per l’anno 2024 è prevista l’applicazione di un’imposta sostitutiva con aliquota del 16% (la medesima aliquota prevista lo scorso anno 2023).

Tale aliquota del 16% deve essere confrontata con quella del 26% prevista per la tassazione della plusvalenza realizzata in assenza di rivalutazione.

Si tenga altresì presente che l’imposta sostitutiva dovuta a fronte della rivalutazione può formare oggetto di compensazione nel modello F24 con crediti d’imposta o contributi disponibili, ovviamente nei limiti ammessi dalla legislazione vigente.

 

Il versamento dell’imposta sostitutiva può essere eventualmente frazionato in tre rate annuali: la prima in scadenza il prossimo 30/06/2024, mentre le restanti due rispettivamente in scadenza il 30/06/2025 e 30/06/2026 (queste ultime due maggiorate degli interessi del 3% annuo).

Lo Studio rimane a disposizione per qualsiasi chiarimento. 

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