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14 Febbraio 2024

La regolarizzazione del magazzino

La Legge di Bilancio 2024 ha introdotto la possibilità per i soggetti esercenti attività di impresa, che non adottano i principi contabili internazionali, di regolarizzare le rimanenze di magazzino adeguandole alla situazione di giacenza effettiva. La facoltà concessa ai contribuenti, con riferimento al periodo di imposta 2023 (soggetti solari), è sia quella di adeguare, in termini di quantità o valori, le rimanenze iniziali che siano superiori a quelle effettive, sia quella di iscrivere esistenze iniziali precedentemente omesse.

L’adeguamento, ai sensi normativi, si riferisce ai beni di cui all’art. 92 del TUIR, quindi:

  • rimanenze di beni alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa;
  • rimanenze di materie prime e sussidiarie, di semilavorati e degli altri beni mobili, esclusi quelli strumentali, acquistati o prodotti per essere impiegati nella produzione.

L’eliminazione di esistenze iniziali, di quantità o di valori superiori a quelli effettivi, comporterà il pagamento:

  1. dell’imposta sul valore aggiunto, determinata applicando l’aliquota media riferibile all’anno 2023 all’ammontare che si ottiene moltiplicando il valore eliminato per il coefficiente di maggiorazione stabilito, per le diverse attività, con apposito decreto dirigenziale. L’aliquota media, tenendo conto dell’esistenza di operazioni non soggette ad imposta ovvero soggette a regimi speciali, è quella risultante dal rapporto tra l’imposta relativa alle operazioni, diminuita di quella relativa alle cessioni di beni ammortizzabili, e il volume di affari dichiarato;
  2. di un’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, dell’imposta sul reddito delle società e dell’imposta regionale sulle attività produttive, in misura pari al 18 per cento, da applicare alla differenza tra l’ammontare calcolato con le modalità indicate alla lettera a) e il valore eliminato.

L’iscrizione, invece, di esistenze iniziali in precedenza omesse comporterà il pagamento dell’imposta sostitutiva del 18%, da calcolare sull’intero valore iscritto.

L’adeguamento deve essere richiesto nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2023 (soggetti solari) e le imposte dovute vanno versate in due rate di pari importo, rispettivamente, la prima in occasione del versamento del saldo e la seconda in occasione del versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi. Resta possibile avvalersi del ravvedimento operoso, secondo le disposizioni generali.

L’imposta sostitutiva è indeducibile dalle imposte sui redditi e relative addizionali e dall’IRAP, così come sarà indeducibile l’IVA dovuta per effetto dell’adeguamento.

In caso di mancato pagamento delle imposte dovute per l’adeguamento nei termini previsti, conseguirà l’iscrizione a ruolo a titolo definitivo delle somme non pagate e dei relativi interessi, nonché delle sanzioni conseguenti all’adeguamento effettuato.

L’adeguamento non rileva ai fini sanzionatori di alcun genere. I valori risultanti dalle suddette variazioni sono riconosciuti ai fini civilistici e fiscali a decorrere dal periodo d’imposta 2023, e, nel limite del valore iscritto o eliminato, non possono essere utilizzati ai fini dell’accertamento in riferimento a periodi di imposta precedenti.

La regolarizzazione non ha effetto sui processi verbali di constatazione consegnati e sugli accertamenti notificati fino all’01/01/2024.

Restano tuttavia ancora incerti gli eventuali effetti “indiretti” quali, ad esempio, i profili di responsabilità di amministratori, sindaci e/o revisori, in relazione ai bilanci in cui sono state iscritte rimanenze inesistenti per quantità e/o valori.

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