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24 Aprile 2024

IL TRASFERIMENTO IN ITALIA DI ATTIVITÀ ECONOMICHE

L’art. 6 del D.Lgs. n. 209/2023 ha introdotto una nuova agevolazione fiscale che prevede l’esonero di parte dei redditi derivanti da attività d’impresa e arti e professioni esercitate in forma associata, trasferite in Italia da un Paese estero non appartenente all’Unione Europea (UE) o allo Spazio Economico Europeo (SEE). Viene infatti previsto che tali redditi “non concorrono”, per il 50% del relativo ammontare, alla formazione del reddito imponibile ai fini IRES e IRPEF e del valore della produzione netta ai fini dell’IRAP.

L’agevolazione trova applicazione per 6 periodi di imposta, cioè per il periodo di imposta in corso al momento del trasferimento e per i 5 periodi successivi.

La ratio dell’agevolazione è quella di “promuovere lo svolgimento nel territorio dello Stato italiano di attività economiche”. La norma incentiva pertanto sia il rientro in Italia di attività economiche che in passato sono state (in tutto o in parte) delocalizzate dal territorio dello Stato verso Stati extra-UE/SEE (c.d. reshoring) sia l’insediamento in Italia di attività economiche avviate già ab origine in territorio estero ed attualmente svolte in Stati extra-UE/SEE.

Dall’agevolazione sono escluse le attività esercitate nel territorio dello Stato nei 24 mesi precedenti il loro trasferimento in Italia. È inoltre disposto l’obbligo per il beneficiario dell’agevolazione di mantenere separate evidenze contabili idonee a consentire il riscontro della corretta determinazione del reddito imponibile e del valore della produzione netta agevolabile.

Viene stabilita la decadenza dal regime agevolativo qualora il beneficiario dell’incentivo trasferisca all’estero (anche in uno Stato dell’UE/SEE) le attività precedentemente trasferite in Italia entro un determinato periodo di tempo. In tale ipotesi, l’Amministrazione finanziaria recupera, con gli interessi, le imposte non pagate in costanza del regime agevolato; la disciplina non prevede l’applicazione di sanzioni.

Pur essendo entrata in vigore dal 1° gennaio 2024, l’efficacia dell’agevolazione è subordinata all’autorizzazione da parte della Commissione Europea ai sensi dell’art. 108, par. 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), che dovrà pronunciarsi in ordine alla compatibilità della misura con la normativa europea in materia di aiuti di Stato.

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