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20 Giugno 2024

IL BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ: IMPATTO DEGLI ESG

IL BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ: IMPATTO DEGLI ESG

LA DIRETTIVA UE n. 2022/2464 del 14 dicembre 2022

La Direttiva UE n. 2022/2464 del 14 dicembre 2022 sulla rendicontazione sostenibile (Corporate Sustainability Reporting Directive - CSRD) ha introdotto molte novità in tema di Bilancio di Sostenibilità rispetto alla precedente direttiva del 2014 (Non Financial Reporting Directive NFRD).

Questi nuovi criteri sono diventati obbligatori a partire dal 1° gennaio 2024, e le aziende obbligate dovranno adeguare i propri bilanci in conformità a questi standard.

LO STANDARD UNICO DI RENDICONTAZIONE ESRS

Per garantire una maggiore comparabilità tra le divulgazioni, le imprese saranno tenute ad adottare uno standard unico di rendicontazione ESRS (European Sustainability Reporting Standard), sviluppato dall’EFRAG.

La Direttiva ha individuato dodici standard, organizzati in 4 aree: Cross-cutting standard (in cui rientrano ESRS1 ed ESRS2), Environmental, Social e Governance (ESG), oltre che i principi generali, sui quali si deve fondare l’informativa da rendicontare, in particolare la doppia materialità e la catena del valore.

Con l’avvento della CSRD i soggetti obbligati sono:

  • Con riferimento al bilancio 2024: le grandi imprese già soggette a NFRD (grandi aziende o gruppi, costituiti da società quotate, banche, compagnie di assicurazione, Enti di Interesse Pubblico) che alla data di chiusura del bilancio, anche su base consolidata, superino: i) il numero medio di 500 dipendenti; ii) almeno uno dei seguenti limiti: a) attivo stato patrim. > € 25 mln; b) ricavi netti > € 50 mln.
  • Con riferimento al bilancio 2025: le grandi imprese non quotate, che alla data di chiusura del bilancio, anche su base consolidata, abbiano superato almeno due dei seguenti criteri dimensionali: i) numero medio di 250 dipendenti; ii) totale attivo di stato patrimoniale > € 25 mln; iii) ricavi netti > € 50 mln.
  • Con riferimento al bilancio 2026: le piccole e medie imprese (PMI) quotate, che alla data di chiusura del bilancio rientrino in almeno due dei seguenti criteri dimensionali: i) numero medio di dipendenti compreso tra 10 e 250; ii) totale attivo di stato patrimoniale: € 450.000-25 mln; iii) ricavi netti: € 900.000-25 mln.
  • Con riferimento al bilancio 2028: obbligo per le imprese non appartenenti all’Unione con determinati limiti e/o filiali o succursali nell’Unione.

Al momento, quindi, né le PMI né le Microimprese sono quindi tenute a fornire una rendicontazione non finanziaria; tuttavia, l’ampliamento del perimetro di società soggette alla disclosure obbligatoria e la necessità di coinvolgere la loro value chain (catena del valore) negli obblighi di rendicontazione, comporterà una sempre maggiore diffusione della consapevolezza e della disponibilità di dati in materia ambientale e sociale anche da parte delle imprese ad oggi non obbligate.

E’ sempre più frequente, inoltre, che le banche commerciali e gli investitori finanziari richiedano alle PMI o Microimprese con le quali si relazionano, la compilazione di questionari qualitativi in ambito ESG, al fine di utilizzare le informazioni per la valutazione del loro merito creditizio e per la “bancabilità” delle operazioni richieste.

Indirettamente, quindi, anche le PMI non quotate potrebbero essere “obbligate” a fornire informazioni di sostenibilità a imprese lungo la propria catena del valore, qualora da esse (fornitori o clienti) richieste. Tale obbligo assume una valenza strategica e competitiva, non strettamente normativa, come del resto dovrebbe essere considerata l’attività di rendicontazione di sostenibilità.

Le PMI devono pertanto attrezzarsi per identificare, raccogliere e diffondere una serie di informazioni per mitigare il rischio di un allontanamento di primari committenti verso altri operatori che, ai fini della compliance normativa, garantiscano loro gli input informativi di cui necessitano.

IL BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ COME NUOVA OPPORTUNITÀ PER LE PMI

Il bilancio di sostenibilità deve inoltre essere visto come una nuova opportunità per le PMI.

Fondamentale per le PMI è quindi avviare il processo, muovere i primi passi per iniziare il suo percorso verso la sostenibilità, ed incominciare gradualmente a preparare l’azienda per ciò che l’aspetta.

Lo Studio affiancherà l’azienda, dalle fasi necessarie per iniziare il passaggio alla fase di redazione del bilancio di sostenibilità.

 

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