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27 Marzo 2024

IL CONCORDATO PREVENTIVO BIENNALE

Il concordato preventivo biennale (CPB), introdotto con il D.Lgs. 13/2024, ha lo scopo di favorire l’adempimento spontaneo da parte dei contribuenti di minori dimensioni: l’Agenzia delle Entrate “propone” un reddito, su cui il contribuente andrà a versare le imposte nei 2 periodi d’imposta successivi (2024 e 2025).

Gli eventuali maggiori o minori redditi effettivi conseguiti dal contribuente rispetto a quelli concordati con l’Agenzia delle Entrate non assumono quindi nessuna rilevanza, né ai fini delle imposte sui redditi (IRPEF/IRES) e dell’IRAP, né dei contributi previdenziali obbligatori.

Il CPB invece non ha alcun effetto ai fini IVA.

Possono accedere al CPB:

  • le persone fisiche o giuridiche (sia soggetti IRPEF come società di persone, che soggetti IRES come società di capitali), che esercitano attività d’impresa, arti o professioni, residenti nel territorio dello Stato, ai quali si applicano gli ISA (fatturato annuo non superiore a € 5.164.569);
  • i contribuenti che aderiscono al regime forfettario (in via sperimentale, per il solo 2024).

Per poter accedere al CPB, inoltre, il contribuente non deve avere debiti tributari riferibili al periodo d’imposta precedente a quello a cui si riferisce la proposta, oppure deve aver estinto quelli di importo pari o superiore a € 5.000 entro il termine per l’accettazione della proposta.

Tra le cause di esclusione, figurano:

  • l’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi per almeno uno dei tre periodi di imposta precedenti a quelli di applicazione del CPB;
  • l’inizio attività nel periodo d’imposta precedente a quello a cui si riferisce la proposta (2023, in prima applicazione).

Il reddito proposto dall’Agenzia si basa su:

  • dati forniti dal contribuente attraverso un’apposita piattaforma, disponibile dal 15 giugno 2024;
  • dati relativi ai modelli ISA (indici sintetici di affidabilità fiscale);
  • dati già presenti nelle banche dati dell’amministrazione finanziaria.

Il reddito concordato non potrà in ogni caso essere inferiore a € 2.000.

L’accettazione della proposta avviene compilando l’apposito modello CPB da presentare congiuntamente agli ISA oppure nella dichiarazione dei redditi (per i contribuenti forfettari), per cui il contribuente si impegna a dichiarare gli importi concordati nelle dichiarazioni dei redditi e IRAP relativi ai periodi d’imposta oggetto di concordato. Ad esempio, nel modello CPB in Unico 2024 (periodo d’imposta 2023) il contribuente si impegna per i modelli Unico/IRAP 2025 e Unico/IRAP 2026 (periodi d’imposta 2024 e 2025).

Nel biennio di concordato, restano invariati gli adempimenti contabili e dichiarativi e sarà in ogni caso necessaria la comunicazione dei dati ai fini degli ISA.

Gli effetti del CPB cessano di avere efficacia se si verificano circostanze eccezionali, da individuare con apposito Decreto Ministeriale, che determinano minori redditi effettivi superiori al 50% rispetto a quelli oggetto di concordato.

Il reddito proposto (e accettato) andrà in ogni caso integrato per tener conto di altri elementi, che seguono la disciplina fiscale ordinaria:

  • nel caso del reddito di lavoro autonomo, andrà aumentato delle plusvalenze e dei redditi di partecipazione, e ridotto delle minusvalenze;
  • nel caso del reddito di impresa, andrà aumentato delle plusvalenze, delle sopravvenienze attive e dei redditi di partecipazione, e ridotto delle minusvalenze, delle sopravvenienze passive e delle perdite fiscali;
  • per i contribuenti in regime forfettario, andrà ridotto dei contributi previdenziali obbligatori.

L’adesione al CPB comporta l’impossibilità per l’Amministrazione finanziaria di sottoporre il contribuente agli accertamenti presuntivi e induttivi, per gli anni oggetto di concordato; restano invece possibili accessi, ispezioni o verifiche. I soggetti ISA che aderiscono al CPB possono, inoltre, beneficiare del regime premiale previsto per chi ottiene un punteggio almeno pari a 8, a prescindere dal punteggio di affidabilità fiscale effettivamente ottenuto.

D’altra parte, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza intensificheranno l’attività di controllo nei confronti dei soggetti che non aderiscono al concordato preventivo biennale (anche per effetto del mancato invio dei dati utili ai fini dell’elaborazione della proposta) o ne decadono.

Il CPB può interrompersi per cessazione o per decadenza.

La cessazione avviene in caso di:

  • modifica dell’attività svolta nel corso del biennio, rispetto a quella esercitata nel periodo d’imposta precedente (applicazione di un modello ISA diverso);
  • cessazione dell’attività,

e ha effetto nel periodo d’imposta in cui la situazione si verifica.

Sono inoltre previsti diversi casi di decadenza, tra cui:

  • mancato versamento delle imposte derivanti dall’adesione al concordato;
  • emersione, a seguito di accertamento, di attività non dichiarate / indeducibilità di passività dichiarate per un importo superiore al 30% dei ricavi dichiarati;
  • presentazione di una dichiarazione integrativa con cui si determina una quantificazione diversa dei redditi rispetto a quelli in base ai quali è avvenuta l’accettazione della proposta di concordato.

I casi di decadenza travolgono entrambi i periodi d’imposta oggetto di concordato.

Decorso il biennio oggetto di concordato, permanendo i requisiti e in assenza delle cause di esclusione, l’Agenzia delle Entrate formula una nuova proposta di concordato relativa al biennio successivo a cui il contribuente può aderire.

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