Focus: Digitalizzazione del processo di richiesta dei certificati

Con la Determinazionen.23641/RU del 21 gennaio 2021, l’Agenzia delle dogane ha introdotto una procedura per la digitalizzazione del processo di richiesta dei certificati EUR1, EUR.MED e A.TR.

Tale procedura, fruibile per il tramite del portale AIDA, consente di acquisire i dati utili alla compilazione dei suddetti certificati direttamente dalla dichiarazione doganale di esportazione di riferimento e la stampa del certificato richiesto sui modelli tipografici previsti dalla normativa vigente.

Attraverso la nuova procedura introdotta dall’Agenzia delle dogane l’esportatore, direttamente o per il tramite del suo rappresentante doganale, in luogo di recarsi in Dogana e presentare istanza per il rilascio del certificato e poi tornarvi per il ritiro, può presentare la domanda di rilascio dei certificati direttamente in sede di compilazione telematica della dichiarazione doganale di esportazione, specificando nella casella 44 – sezione documenti della dichiarazione doganale di esportazione – uno dei seguenti sodici:

  • 26YY richiesta del certificato di circolazione delle merci EUR.1;
  • 27YY richieste del certificato A.T.R;
  • 28YY richiesta del certificato di circolazione delle merci EURMED.

La digitalizzazione della procedura di richiesta e rilascio dei certificati di origine preferenziale, semplifica e velocizza l’iter amministrativo, riducendo i tempi di rilascio e i conseguenti costi amministrativi per le imprese che esportano.

Come precisato nella Determinazione n. 23641/2021, l’utilizzo di uno dei codici nella casella n. 44 della dichiarazione doganale di esportazione sostituisce la presentazione del “formulario di domanda” disciplinato con Circolare n. 11/D del 2010 e ha valenza di autocertificazione resa ai sensi del D.PR. n. 445/00 della sussistenza dei presupposti e requisiti, previsti dai vigenti Accordi, che conferiscono il carattere di origine preferenziale unionale o dello status unionale delle merci come risultanti dei dati qualitativi e quantitativi riportati nella dichiarazione doganale medesima.

Pertanto, la nuova proceduta sin qui descritta no fa venir meno la responsabilità dell’operatore in ordine alla natura preferenziale del prodotto e alla disponibilità dei documenti che comprovano l’origine unionale delle merci, con il rilascio di eventuali sanzioni, anche di carattere penale, in caso di errori volontari.

Il sistema informativo dell’Agenzia delle dogane, dopo aver effettuato i controlli sulla dichiarazione doganale di esportazione, genera il certificato che viene registrato in un apposito archivio dell’Agenzia. Gli operatori dovranno procedere autonomamente con la stampa del documento e presentare successivamente il certificato all’Ufficio delle dogane dove è stata registrata la dichiarazione doganale di esportazione ai fini dell’apposizione del timbro conalbi e della firma del funzionario preposto.

Infine, la Determinazione sopracitata dispone che fino al 31 aprile 2021 rimane invariata l’attuale modalità di utilizzo dei certificati previdimati.

 

Lo studio rimane a disposizione per qualsiasi chiarimento.

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