Focus: Crisi d’impresa: rinvii e nuovi strumenti. La portata del Decreto di Agosto.

Lo scorso 25 agosto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.L. 118/2021 recante importanti novità in materia di crisi d’impresa e misure sul risanamento aziendale.

Tale provvedimento normativo, che trova la sua ragion d’essere nelle ricadute economiche di medio – lungo determinate dalla crisi pandemica da Covid-19, da un lato ha portato il legislatore a riscrivere il calendario dell’entrata in vigore del Codice della Crisi e, dall’altro, a introdurre importanti strumenti per il risanamento dell’attività.

Il Decreto sopracitato interviene, in particolare, sui seguenti aspetti:

  •  il differimento al 16 maggio 2022 dell’entrata in vigore del Codice della crisi e delle procedure di allerta;
  • l’introduzione del nuovo strumento della “composizione negoziata per la soluzione della crisi d’impresa”;
  • la previsione di alcune modifiche alla legge fallimentare.

Il rinvio al 16 maggio 2022 dell’entrata in vigore del Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza si è reso necessario come risposta all’obiettivo di non creare incertezze attraverso gli innovativi meccanismi in esso disciplinati che stridono con la necessità di fare riferimento a regole stabili per la gestione graduale delle crisi indotte dalla pandemia. È stata altresì prorogata al 31 dicembre 2023 l’entrata in vigore delle procedure di allerta e composizione assistita della crisi, basate su parametri attualmente inadeguati stante il deterioramento della situazione economica e che potrebbero tradursi in una causa di estinzione delle imprese.

Va sottolineato che a fianco di tali rinvii, permane in vigore il primo set di disposizioni del Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza divenute operative dal 16 marzo 2019 tra cui le previsioni sugli assetti organizzativi dell’impresa (art. 2086 CC), e le disposizioni sulle responsabilità degli amministratori.

Posto che l’intervento normativo non poteva essere basato su un semplice differimento dell’applicazione delle norme, il Decreto 118/2021 introduce un nuovo strumento di ausilio alle imprese in difficoltà.

Dal 15 novembre 2021 entrerà in vigore il nuovo istituto della composizione negoziata per la soluzione della crisi di impresa, che rappresenta la novità più importante e corposa, introdotto con l’obiettivo di risanare le imprese che pur trovandosi in difficoltà sotto il profilo economico, patrimoniale o finanziario hanno le potenzialità per continuare ad operare nel mercato.

La composizione negoziata è basata su alcuni concetti fondamentali per cui, una volta che cesseranno le misure emergenziali gli effetti della crisi economica si potrebbero protrarre portando l’imprenditore (assistito dai sui consulenti) a dover fare un’autodiagnosi sullo stato di salute dell’impresa e sull’effettiva possibilità di perseguire il risanamento.

Punto chiave è che con l’accesso alla composizione negoziale è l’imprenditore a preservare la gestione dell’azienda, e viene affiancato da un Esperto che avrà in compito di agevolare le trattative riservate e autonome tra l’imprenditore stesso e i creditori dell’impresa senza richiedere il ricorso al tribunale.

Inoltre a fronte dell’attivazione di questo percorso di risanamento sono state previste delle agevolazioni tra cui un sistema di misure premiali di natura fiscale, la sospensione dell’obbligo di ricapitalizzazione e l’esonero dall’azione revocatoria e dei reati di bancarotta fraudolenta e bancarotta semplice.

Attraverso la composizione negoziata pertanto è possibile definire un accordo che genera i medesimi effetti del piano di risanamento, senza necessità di attestazione. All’esito delle trattative l’imprenditore può altresì richiedere al Tribunale l’omologa dell’accordo di ristrutturazione o accedere ad una procedura concorsuale. Qualora le trattative non abbiano esito positivo l’impresa potrà accedere al concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio, strumento che prevede, previa richiesta di parere dell’esperto e senza nomina di ulteriori soggetti, l’omologa da parte del Tribunale della proposta fatta in sede di composizione negoziale.

Infine il Decreto interviene in materia di Accordo di ristrutturazione dei debiti e concordato preventivo con alcune modifiche che riguardano, in particolare, la procedura di omologa anche in assenza di adesione, l’estensione degli accordi anche a creditori non aderenti tenuto conto di particolari condizioni, l’improcedibilità fino al 31.12.2021 dei ricorsi per risoluzione del concordato preventivo e per la dichiarazione di fallimento.

Lo Studio rimane a disposizione per qualsiasi chiarimento.

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