Focus: Credito d’imposta per contenere gli effetti negativi del Covid-19 sulle rimanenze finali di magazzino nel settore tessile, della moda e degli accessori ex art. 48-bis D.L. “Rilancio” n. 34/2020 e reso operativo dal D.L. “Sostegni-bis” n. 73/2021.

Il Decreto Sostegni-bis ha reso operativo il credito d’imposta introdotto dall’art. 48-bis del Decreto Rilancio, modificando come segue l’originaria disciplina del credito d’imposta. In particolare:

  • l’agevolazione è stata prorogata al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2021;
  • sono state potenziate le risorse finanziarie che costituiscono il limite di spesa sia per il periodo d’imposta 2020 (95 milioni di Euro) sia 2021 (150 milioni di Euro);
  • è stato introdotto l’obbligo di una comunicazione preventiva all’Agenzia delle entrate per la fruizione del credito, per la quale si è ancora in attesa dell’apposito Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Ne deriva che per i periodi 2020 e 2021, ai soggetti esercenti attività d’impresa nell’industria tessile e della moda, della produzione calzaturiera e della pelletteria sarà riconosciuto un contributo, nella forma di credito d’imposta, nella misura del 30% sulla differenza del valore delle rimanenze finali di magazzino di cui all’articolo 92, comma 1, del Testo unico di cui D.P.R. 917/1986, eccedenti la media dello stesso valore registrato nei tre periodi d’imposta precedenti a quello di spettanza del beneficio, pertanto per il calcolo delle eccedenze sulle quali applicare la percentuale teorica del 30% occorrerà confrontare la media delle rimanenze finali degli anni:

  • 2017, 2018 e 2019 col valore delle rimanenze finali di magazzino del 2020;
  • 2018, 2019 e 2020 col valore delle rimanenze finali di magazzino del 2021.

Circa la identificazione dei soggetti beneficiari, invece, occorrerà far riferimento ai seguenti codici ATECO, individuati dall’art. 2 del decreto ministeriale del 7 luglio 2021:

13.10.00 Preparazione e filatura di fibre tessili
13.20.00 Tessitura
13.30.00 Finissaggio dei tessili, degli articoli di vestiario e attività similari
13.91.00 Fabbricazione di tessuti a maglia
13.92.10 Confezionamento di biancheria da letto, da tavola e per l’arredamento
13.92.20 Fabbricazione di articoli in materie tessili nca
13.93.00 Fabbricazione di tappeti e moquette
13.94.00 Fabbricazione di spago, corde, funi e reti
13.95.00 Fabbricazione di tessuti non tessuti e di articoli in tali materie (esclusi gli articoli di abbigliamento)
13.96.10 Fabbricazione di nastri, etichette e passamanerie di fibre tessili
13.96.20 Fabbricazione di altri articoli tessili tecnici e industriali
13.99.10 Fabbricazione di ricami
13.99.20 Fabbricazione di tulle, pizzi e merletti
13.99.90 Fabbricazione di feltro e articoli tessili diversi
14.11.00 Confezione di abbigliamento in pelle e similpelle
14.12.00 Confezione di camici, divise e altri indumenti da lavoro
14.13.10 Confezione in serie di abbigliamento esterno
14.13.20 Sartoria e confezione su misura di abbigliamento esterno
14.14.00 Confezione di camicie, t-shirt, corsetteria e altra biancheria intima
14.19.10 Confezioni varie e accessori per l’abbigliamento
14.19.21 Fabbricazione di calzature realizzate in materiale tessile senza suole applicate
14.19.29 Confezioni di abbigliamento sportivo o di altri indumenti particolari
14.20.00 Confezione di articoli in pelliccia
14.31.00 Fabbricazione di articoli di calzetteria in maglia
14.39.00 Fabbricazione di pullover, cardigan ed altri articoli simili a maglia
15.11.00 Preparazione e concia del cuoio e pelle; preparazione e tintura di pellicce
15.12.01 Fabbricazione di frustini e scudisci per equitazione
15.12.09 Fabbricazione di altri articoli da viaggio, borse e simili, pelletteria e selleria
15.20.10 Fabbricazione di calzature
15.20.20 Fabbricazione di parti in cuoio per calzature
16.29.11 Fabbricazione di parti in legno per calzature
16.29.12 Fabbricazione di manici di ombrelli, bastoni e simili
20.42.00 Fabbricazione di prodotti per toletta: profumi, cosmetici, saponi e simili
20.59.60 Fabbricazione di prodotti ausiliari per le industrie tessili e del cuoio
32.12.10 Fabbricazione di oggetti di gioielleria e oreficeria in metalli preziosi o rivestiti di metalli preziosi
32.12.20 Lavorazione di pietre preziose e semipreziose per gioielleria e per uso industriale
32.13.01 Fabbricazione di cinturini metallici per orologi (esclusi quelli in metalli preziosi)
32.13.09 Fabbricazione di bigiotteria e articoli simili nca
32.50.50 Fabbricazione di armature per occhiali di qualsiasi tipo; montatura in serie di occhiali comuni
32.99.20 Fabbricazione di ombrelli, bottoni, chiusure lampo, parrucche e affini.

Punto critico riguardante il credito d’imposta in oggetto, che rimane tutt’ora in fase di definizione, riguarda quanto sancito dal comma 2 dell’art. 48-bis del D.L. 34/2020 il quale recita come segue: “nei riguardi dei soggetti di cui al comma 1 con bilancio certificato, i controlli sono svolti sulla base dei bilanci. Le imprese non soggette a revisione legale dei conti e prive di collegio sindacale devono avvalersi di una certificazione della consistenza delle rimanenze di magazzino, rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale dei conti iscritti nella sezione A del registro di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39 […]”.
L’interpretazione letterale del suddetto comma andrebbe a ridurre notevolmente la platea dei soggetti beneficiari di tale credito d’imposta obbligando, di fatto, le società a dotarsi di una certificazione di un revisore legale riguardante il valore di rimanenze di magazzino da effettuarsi ex post di ben quattro anni (anno in corso e tre precedenti), senza che lo stesso possa procedere alle normali procedure di revisione, tra le quali si annovera in primis la conta fisica delle rimanenze. Appare pertanto iniquo il trattamento riservato ai soggetti dotati di un collegio sindacale o di un revisore legale dei conti rispetto a quelle imprese non assoggettate a tali controlli.
Per i chiarimenti su questa criticità si attende, perciò, il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che dovrebbe, peraltro, stabilire anche le modalità di richiesta e fruizione del credito in discussione.

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