FOCUS:
Credito Sanificazione "Bis"

Focus: Credito Sanificazione “Bis”

Credito sanificazione “Bis” per i mesi di giugno, luglio e agosto 2021

La presente per informarvi che è stato previsto un nuovo credito d’imposta sanificazione per il quale occorre presentare apposita comunicazione delle spese ammissibili dal 4 ottobre al 4 novembre 2021.
In sintesi l’art. 32 del DL 73/2021 riconosce un credito d’imposta in misura pari al 30% delle spese sostenute nei mesi di giugno, luglio e agosto 2021 (vale per le imprese il criterio di competenza economica) per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti comprese (a differenza del primo credito sanificazione) le spese per la somministrazione dei tamponi per COVID-19, fino ad un massimo di 60.000 euro (DI CREDITO) per ciascun beneficiario.
Il credito d’imposta “teorico”, da indicare nel modello di comunicazione, è pari al 30% delle spese complessivamente comunicate, con un limite massimo per il credito d’imposta di 60.000 euro.
Al fine di garantire il rispetto del limite complessivo di spesa, pari a 200 milioni di euro per il 2021, dopo aver ricevuto le comunicazioni delle spese ammissibili con l’indicazione del credito teorico, l’Agenzia delle Entrate determinerà la quota percentuale dei crediti effettivamente fruibili, in rapporto alle risorse disponibili: la percentuale sarà resa nota con provvedimento della stessa da emanare entro il 12 novembre 2021. Il credito sarà quindi usabile solo successivamente a tale provvedimento.

Elenco spese ammissibili:

Il credito d’imposta per la sanificazione spetta in relazione alle spese sostenute per:

  1. la sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;
  2. la somministrazione di tamponi a coloro che prestano la propria opera nell’ambito delle attività lavorative e istituzionali esercitate dai soggetti beneficiari;
  3. l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
  4. l’acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti;
  5. l’acquisto di dispositivi di sicurezza diversi da quelli di cui alla lettera c), quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano confermo ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione;
  6. l’acquisto di dispositivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione

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    FOCUS:
    Regime Speciale del One Stop Shop

    Focus: Regime Speciale del One Stop Shop

    È partito il 1° luglio 2021 il regime speciale del One Stop Shop (OSS)
    Con l’adozione dei regimi opzionali Oss e Ioss l’Italia da attuazione al c.d. “VAT e-commerce package”, che rappresenta una priorità all’interno del più ampio Digital Single Market Strategy e uno dei pilastri della riforma globale dell’IVA rappresentata dalla Commissione europea nel VAT action plan del 2016.
    L’entrata in vigore dei regimi OSS/IOSS, originariamente prevista dalla Direttiva UE n. 2455/2017 il 1°gennaio 2021, è stata posticipata al 1° luglio 2021 in considerazione degli effetti negativi della pandemia Covid-194.
    Una volta entrati in vigore, in questi regimi confluirà anche quello del MOSS. I regimi OSS/IOSS introducono un sistema europeo di assolvimento dell’IVA, centralizzato e digitale, che ampliando il campo di applicazione del MOSS (concernente solo i servizi elettronici, di telecomunicazione e di teleradiodiffusione), ricomprende le seguenti transazioni:

    • vendite a distanza di beni importati da territori terzi o Paesi terzi (ad eccezione dei beni soggetti ad accise) effettuate da fornitori o tramite l’uso di un’interfaccia elettronica;
    • vendite a distanza intracomunitarie di beni effettuate da fornitori o tramite l’uso di un’interfaccia elettronica;
    • vendite nazionali di beni effettuate tramite l’uso di un’interfaccia elettronica;
    • prestazioni di servizi da parte di soggetti passivi non stabiliti nell’UE o da soggetti passivi stabiliti all’interno dell’UE ma non nello Stato membro di consumo a soggetti non passivi (consumatori finali).

    Gli operatori che effettuano vendite a distanza e prestazioni di servizi B2C intra UE devono valutare tempestivamente la convenienza dell’adesione al regime speciale del One Stop Shop (OSS).
    Mediante l’adesione all’OSS, che rappresenta una “estensione” del precedente regime MOSS (limitato alle prestazioni “TTE”), il soggetto passivo può evitare di registrarsi nei singoli Stati di “consumo”, dichiarando e versando l’imposta nel solo Stato di identificazione, il quale provvederà a riversare l’IVA agli Stati competenti
    Posto che le nuove regole recepite con il D.Lgs.n. 83/2021 comportano, fra l’altro, l’abolizione delle attuali soglie di riferimento per le vendite a distanza e l’introduzione di una soglia unica complessiva pari a 10.000 euro, è evidente che anche gli operatori di minori dimensioni dovrebbero valutare gli effetti delle nuove misure.
    L’applicazione della soglia “unionale”, in effetti, che tiene conto sia delle vendite a distanza intracomunitarie di beni che delle prestazioni TTE verso privati di altri Stati membri, potrebbe imporre anche ai soggetti di minori dimensioni l’obbligo di assolvimento dell’IVA in altri Stati membri per tali operazioni.

    Proprio in questo senso è opportuno evidenziare che l’applicazione del regime OSS è facoltativo: pertanto, i soggetti che effettuano vendite a distanza intra UE devono valutare fin d’ora la possibilità di aderire al nuovo regime, tenendo conto dei termini di efficacia della registrazione.
    In particolare, in virtù di quanto disposto dall’art. 57-quinquies del Reg. Ue 282/2011 (modificato dal Reg. Ue 2026/2019), gli effetti della registrazione decorrono dal 1° giorno del trimestre civile successivo alla comunicazione, per cui un soggetto passivo IVA che intendeva avvalersi dell’OSS dal 1° luglio avrebbe dovuto registrarsi entro il 30 giugno 2021.

    Viene altresì previsto che se un soggetto passivo inizia ad effettuare cessioni/prestazioni prima di essersi registrato, egli è comunque legittimato ad avvalersi del regime sin dalla prima cessione/prestazione comunicando allo Stato membro di identificazione, entro il decimo giorno del mese successivo all’operazione, di aver iniziato ad effettuare cessioni rientranti nel regime.
    Ciò significa che se un soggetto passivo inizia a effettuare vendite a distanza intra-Ue eccedenti la soglia di Euro 10.000 dal mese di agosto 2021 dovrebbe avere tempo fino al 10 settembre successivo per registrarsi all’OSS.

    Lo Studio G&G rimane a disposizione per qualsiasi chiarimento.

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      FOCUS:
      Pillola per la buona pianificazione successoria e ricambio generazionale

      Focus: Pillola buona per la pianificazione successoria e ricambio generazionale

      I VANTAGGI TRIBUTARI DELLE DONAZIONI PRECEDENTI ALLA SUCCESSIONE – PIANIFICAZIONE PASSAGGI GENERAZIONALI

      La recente Ordinanza n. 22738 del 20.10.2020 della Corte di Cassazione conferma una linea consolidata in base alla quale per effetto della soppressione della progressività dell’imposta sulle Successioni e Donazioni ad opera della Legge n. 342/2000, deve ritenersi implicitamente abrogato l’art. 8, comma 4, del D.Lgs. n. 346/1990, che prevedeva di sommare all’asse ereditario in sede successoria, le donazioni precedenti, al solo fine di determinare l’aliquota progressiva da applicare.

      Tale meccanismo di cumulo (detto “coacervo”), infatti, è incompatibile con il regime impositivo odierno, caratterizzato dall’aliquota fissa sul valore, non dell’asse, ma della quota di eredità o del legato.

      Quindi la posizione della Cassazione riduce l’onere tributario.

      Infatti la Cassazione, vista l’incompatibilità con il regime impositivo caratterizzato dalle aliquote fisse sul valore, non dell’asse dato da donazione e successione, ma della quota di eredità o del legato, implicitamente abroga la norma che prevedeva il cumulo dei beni donati  con il residuo oggetto di successione al solo fine di determinare l’aliquota progressiva da applicare.

      La soluzione, ha concluso il collegio, finirebbe infatti con l’attribuire alle donazioni una rilevanza fiscale postuma di erosione della franchigia non più in linea con la normativa di settore.

      La presa di posizione della Cassazione permette ora quindi di pianificare con maggior sicurezza i passaggi intra familiari in tema di passaggio generazionale, per i quali lo Studio G&G è a disposizione.

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        colonnine ricarica auto elettriche

        FOCUS:
        Deduzione per ricarica elettrica di auto aziendali elettriche

        Focus: Deduzione per ricarica elettrica di auto aziendali elettriche

        L’avvento dell’auto elettrica e dell’agevolazione legata all’installazione delle “colonnine” di ricarica elettrica, grazie alla quale al soggetto che ha sostenuto la spesa, spetta una detrazione fiscale pari al 50%, ripartita in dieci quote annuali di pari importo, su un ammontare complessivo non superiore a 3.000 euro, ha portato con sé una serie di dubbi.

        Alcuni dei quali sono legati al trattamento contabile e fiscale delle spese sostenute per le “colonnine” e le connesse spese di ricarica elettrica, qualora siano stata sostenute da un soggetto IRES e quindi da un’impresa.

        In merito alla prima questione un interpello dell’AdE ha chiarito che le infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici (Evc) acquistate da un professionista o da un’azienda per lo svolgimento delle proprie attività rientrano tra i beni strumentali ammortizzabili in base all’art. 102 del TUIR e quindi sono soggette ad ammortamento.
        Si precisa che il pagamento dell’intervento agevolabile sopra descritto deve essere effettuato con bonifico bancario o postale, al fine di tracciare la spesa sostenuta, dimostrando così all’Amministrazione la sua natura.

        Mentre le spese per la ricarica di energia di auto elettriche sono deducibili per l’azienda nella misura del 20%, se legate all’utilizzo di un’autovettura di cui alla lettera a) e alla lettera m) del comma 1 dell’articolo 54 del D.Lgs 285/1992, per i veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta la quota di deducibilità sale al 70% delle spese sostenute al pari di quelle per il carburante combustibile; in effetti nell’art. 164 del TUIR, non si fanno distinzioni tra il combustibile e l’energia elettrica.
        È evidente però che la deduzione indicata deve essere rilevabile da un’adeguata strumentazione (contatori delle colonnine ovvero contatore dedicato e riferibile esclusivamente alla ricarica automobile) in modo da tracciare inequivocabilmente i consumi di energia elettrica legati all’erogazione del servizio di ricarica. La mancata riconducibilità dei consumi allo specifico uso, renderebbe indeducibile il costo.

        Lo Studio G&G rimane a vostra disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti.

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          CIRCOLARE N.7:
          Speciale D.L. 25.05.2021, n.73 (DL "Sostegni Bis")

          CIRCOLARE INFORMATIVA

          Di seguito la circolare speciale riguardante le principali novità contenute nel D.L. 25.05.2021, n.73 (c.d. Decreto “Sostegni Bis”).

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            FOCUS:
            Decreto "Sostegni": esoneri prima rata IMU 2021

            Focus: Decreto “Sostegni”: esoneri prima rata IMU 2021

            L’art. 6-sexies del DL 41/2021 (decreto “Sostegni”), introdotto in sede di conversione ha previsto l’esenzione del versamento della prima rata dell’IMU per l’anno 2021, per altri soggetti. La norma stabilisce che i possessori di immobili che hanno i requisiti per ottenere il contributo a fondo perduto di cui all’art. 1 dello stesso DL 41/2021 sono esclusi dal versamento della prima rata dell’IMU 2021, sempreché in detti immobili venga anche esercitata la loro attività.

            I soggetti che possono richiedere il contributo sono i “soggetti titolati di partita IVA, residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, che svolgono attività d’impresa, arte o professione o producono reddito agrario”.

            Possono beneficiare dell’agevolazione anche i contribuenti in regime forfettario e gli enti non commerciali, limitatamente all’attività commerciale esercitata.

            Tali soggetti possono richiedere il contributo (e quindi possono fruire dell’esenzione della prima rata dell’IMU 2021) a condizione che:

            • i ricavi/compensi non siano superiori a 10 milioni di euro nel 2019 (soggetti “solari”, la norma fa riferimento al secondo periodo d’imposta antecedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del DL 41/2021, avvenuta il 23 marzo 2021);
            • l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 sia inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019 (tale requisito non è richiesto per i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019).

            In considerazione del perdurare degli effetti connessi all’emergenza sanitaria da COVID-19, per l’anno 2021 non è dovuta la prima rata dell’imposta municipale propria (IMU) di cui all’articolo 1, commi da 738 a 783, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, relativa agli immobili posseduti da soggetti passivi per i quali ricorrono le condizioni di cui all’articolo 1, commi da 1 a 4, del presente decreto.

            L’esenzione di cui al comma 1 si applica solo agli immobili nei quali i soggetti passivi esercitano le attività di cui siano anche gestori.

            Lo Studio G&G rimane a disposizione per chiarimenti.

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              FOCUS:
              Decreto "Sostegni Bis": arriva la proroga al 31 dicembre della moratoria su mutui e finanziamenti

              Focus: Decreto “Sostegni Bis”: arriva la proroga al 31 dicembre della moratoria sui mutui e finanziamenti

              Arriva la proroga dal 30 giugno al 31 dicembre 2021 della moratoria sui mutui e sulle linee di credito già prevista dal decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2020).
              La sospensione, tuttavia, riguarda la sola quota capitale: di conseguenza, dal 1° luglio 2021, dovranno essere di nuovo pagati gli interessi.

              Inoltre, la moratoria non è automatica, ma dovrà essere richiesta con una apposita comunicazione che dovrà essere presentata, al più tardi, entro il 15 giugno 2021.
              Infine, possono accedere alla proroga della moratoria solo le imprese ed i professionisti che già beneficiano delle misure: non è infatti prevista una riapertura dei termini per accedere alle misure in commento.
              Le banche in sede di esame delle richieste di proroga faranno un’istruttoria con la quale richiederanno a imprese e professionisti interessati, il bilancio 2020 approvato nonché una situazione contabile aggiornata.
              Le banche faranno altresì una prima cernita in base al settore di attività degli operatori economici che richiedono la proroga: le richieste avanzate dalle imprese maggiormente penalizzate dal lockdown, quali bar, ristoranti, alberghi, attività ricettive, ecc., saranno esaminate con maggiore flessibilità alla concessione.

              Gli operatori degli altri settori, invece, dovranno valutare attentamente se avanzare la richiesta di proroga poiché se la banca, da un lato, è tenuta a concederla, dall’altro, con tutta probabilità porrà sotto osservazione il cliente e, all’uscita della moratoria, potrebbe valutare di classificare ad incaglio la posizione.
              Per tale ragione, al fine di evitare di ricadere in simili circostanze, è consigliabile di valutare attentamente la necessità di avanzare la richiesta di proroga e, solo nel caso in cui tale attività evidenzi una esigenza effettiva, procedere con l’invio dell’istanza alla propria banca.

               Lo Studio G&G rimane a completa disposizione per qualsiasi chiarimento.

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                FOCUS:
                Nuovi Contributi a fondo perduto per i soggetti titolari di P.Iva

                Focus: Novità del Decreto “Sostegni Bis” – Nuovi contributi a fondo perduto per i soggetti titolari di P.Iva

                L’art. 1 del D.L. 25.05.2021, n.73 (c.d. “Sostegni Bis”) ha introdotto un nuovo contributo a fondo perduto al fine di sostenere gli operatori economici colpiti dall’emergenza epidemiologica “Covid-19”.
                In particolare, vengono previste due tipologie di sostegno a favore degli operatori economici:

                1. un contributo a favore di tutti i soggetti che hanno la P.IVA attiva alla data del 26.05.2021 e hanno presentato istanza e ottenuto il precedente contributo a fondo perduto prevista del D.L. n. 41/2021 (c.d. decreto “Sostegni”);
                2. in alternativa, per tutti i soggetti residenti o stabiliti in Italia, con ricavi/compensi non superiori a 10 milioni di Euro nel 2019, è previsto un contributo sulla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo 1.4.2020-31.03.2021 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo 1.4.2019-31.03.2020.

                Viene altresì previsto un ulteriore contributo a fondo perduto condizionato ad un peggioramento del risultato economico dell’esercizio relativo al periodo d’imposta in corso al 31.12.2020, rispetto a quello relativo al periodo d’imposta in corso al 31.12.2019. L’efficacia ti tale misura di aiuto è tuttavia subordinata all’autorizzazione della Commissione Europea.

                Per quando riguarda il contributo di cui alla precedente lettera a), non è richiesta la presentazione di alcuna istanza.
                Esso viene erogato in misura pari a quello riconosciuto ai sensi del precedente Decreto “Sostegni” ed è corrisposto con le medesime modalità prescelte in precedenza (accredito diretto o credito d’imposta da utilizzare in compensazione).

                Il contributo di cui alla precedente lett. b), invece, è riconosciuto a prescindere che sia stata presentata, o meno, l’istanza per il contributo “Sostegni”, a condizione che l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo 1.4.2020-31.03.2021 sia inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo 1.4.2019-31.03.2020.
                Per quanto attiene alle modalità di calcolo, occorre distinguere tra soggetti che hanno già beneficiato del precedente contributo del decreto “Sostegni”, da un lato, e quelli che non hanno avuto accesso a tale misura.

                Per i soggetti che hanno già beneficiato del precedente aiuto, il contributo è determinato applicando alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo 1.4.2020-31.03.2021 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo 1.4.2019-31.03.2020 le seguenti percentuali differenziate in base agli scaglioni di ricavi/compensi 2019:

                • 60% fino a Euro 100.000;
                • 50% da Euro 100.000 a Euro 400.000;
                • 40% da Euro 400.000 e Euro 1.000.000;
                • 30% da Euro 1.000.000 e Euro 5.000.000;
                • 20% da Euro 5.000.000 a Euro 10.000.000.

                I soggetti che beneficiano del contributo di cui alla lettera A) potranno ottenere l’eventuale maggior valore del contributo alterativo; ovviamente il contributo già corrisposto di cui alla lettera A) verrà scomputato da quello in commento.

                Per i soggetti che non hanno già beneficiato del precedente aiuto, il contributo è determinato applicando le seguenti percentuali differenziate in base agli scaglioni di ricavi/compensi 2019:

                • 90% fino a Euro 100.000;
                • 70% da Euro 100.000 a Euro 400.000;
                • 50% da Euro 400.000 a Euro 1.000.000;
                • 40% da Euro 1.000.000 a Euro 5.000.000;
                • 30% da Euro 5.000.000 a Euro 10.000.000.

                Per il contributo di cui alla lettera b) è necessario presentare apposita istanza all’Agenzia delle Entrate, con modalità e termini che saranno definiti con provvedimento.

                Lo Studio G&G rimane a disposizione per chiarimenti.

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                  FOCUS:
                  Aumento dell'imposta sulle successioni

                  Focus: Aumento dell’imposta sulle successioni

                  Prima dell’aumento dell’imposta sulle successioni.. passa in Studio G&G!

                  L’aumento della tassazione sul trasferimento del patrimonio per mortis causa non è solamente un rumor  di cui si è sentito parlare negli ultimi giorni, ma parte da più lontano: infatti era già apparsa all’interno della proposta di legge n. 2830 del 20/01/2015.

                  Si ricorda che oggetto dell’imposta di successione (vale anche ai fini dell’imposta di donazione) è rappresentato dall’attivo ereditario costituito da beni immobili, beni mobili, le azioni (esclusi i titoli di Stato) e le partecipazioni in società, il denaro, i gioielli e in generale quei beni posseduti per uso ed ornamento delle abitazioni.

                  Oggi l’importa ha un’aliquota pari al 4% sulle successioni/donazioni tra parenti in linea diretta tra coniugi e parenti in linea retta e di 100.000 Euro tra successioni/donazioni tra sorelle e fratelli.

                  È da evidenziare che l’attuale disciplina è di estremo favore rispetto al contesto europeo, in quanto la normativa italiana è fra le più generose a livello europeo dove le imposte sulla successione e donazione hanno un’aliquota a doppia cifra. Ad esempio in Francia le aliquote vanno dal 5% al 45% sopra ad euro 1.806.677 e la franchigia più elevata è di Euro 100.000 in favore dei figli; in Germania le aliquote vanno dal 7% al 30% per i beni sopra i 26 milioni di euro con franchigie solo per il coniuge e i figli rispettivamente di 500.000 Euro e 400.000 Euro; nel Regno Unito, seppur fuori dall’Unione Europea per effetto della Brexit, l’aliquota è del 40% con una franchigia in favore dei figli di 4750.000 sterline. Infine in Grecia l’imposta è azzerata sino al valore di 150.000 Euro in favore dei parenti in linea retta e coniuge, per salire al 10% su importi superiori a 600.000 Euro. Fanno meglio di noi, invece, il Portogallo in cui i coniugi, i discendenti e gli ascendenti sono totalmente esenti da imposta.

                  Quindi è ricorrente il pensiero di alcune parti politiche di avvicinare tale gap alle disposizione delle altre legislazioni europee.
                  La proposta di legge del 2015 perseguiva tale obiettivo, dimezzando le franchigie di esenzione per i coniugi e i parenti in linea retta ed aumentando le aliquote di imposta (7% per il coniuge e i parenti in linea retta fino al 15% per gli altri soggetti). Inoltre veniva proposto, per i patrimoni oltre i 5 milioni di auro un’aliquota triplicata rispetto alla ordinaria.

                  Da ultimo, un importante esponente politico della maggioranza di governo nelle ultime settimane ha ipotizzato un incremento dell’aliquota al 20% per le eredità superiori a 5 milioni di euro al fine di assicurare “una dote 10mila euro a ogni ragazzo che stia sotto un certo reddito, la metà dei diciottenni, che chiameremo i ceto medio”.

                  Ormai del tema se ne parla da anni per cui, data la precaria situazione delle finanze nazionali, è da attendersi che una delle prossime manovre economiche saranno incentrate su tale comparto.

                  Di fronte a questa normativa in probabile aggiornamento, lo Studio G&G offre il supporto e la consulenza in tema wealth planning, di programmazione e gestione del passaggio generazionale, con riguardo a tutti gli aspetti legali, fiscali e finanziari connessi, il tutto proponendo un’analisi complessiva degli attivi ereditari, grazie alla preparazione e all’esperienza di un team di esperti del settore.

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                    Lo Studio G&G Commercialisti Associati nasce nel 1983 dall’aggregazione di due Studi storici attivi professionalmente nel territorio vicentino, lo Studio Grieco – anno di fondazione 1947 e lo Studio Grazioli – anno di fondazione 1958.

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