Circolare speciale con le misure di sostegno alla liquidità delle imprese

CIRCOLARE INFORMATIVA

Di seguito la circolare speciale con le misure di sostegno alla liquidità delle imprese

CONTATTACI PER MAGGIORI INFORMAZIONI



    Proroga della Riscossione

    CIRCOLARE INFORMATIVA

    Di seguito informazioni utili riguardante il D.L. 30 gennaio 2021 n. 7.

    CONTATTACI PER MAGGIORI INFORMAZIONI



      Contributi per l'Imprenditoria Femminile

      Contributi per l'imprenditoria femminile

      CIRCOLARE INFORMATIVA

      Di seguito informazioni utili riguardanti il Bando per l’erogazione di contributi alle PMI a prevalente partecipazione femminile.

      CONTATTACI PER MAGGIORI INFORMAZIONI



        Focus: Telefisco 2021, la prima della consegna nelle cessioni intracomunitarie "franco fabbrica"

        Focus: Telefisco 2021, la prova della consegna nelle cessioni intracomunitarie “franco fabbrica”

        Riportiamo una scheda utile per capire l’evento Telefisco 2021.

        CONTATTACI PER MAGGIORI INFORMAZIONI



          FocusLo Sport nella Legge di bilancio 2021

          News: Lo sport nella Legge di bilancio 2021

          Riportiamo l’articolo pubblicato da SPORTVicentino.

          Come ogni anno in questo periodo l’informazione nazionale dà largo spazio alla Legge di bilancio (un tempo nota come legge “finanziaria”).
          L’approvazione e la pubblicazione di tale legge è molto attesa poiché in essa sono solitamente contenuti interventi volti ad agevolare i diversi settori economici. E, nel passato recente, lo sport (anche dilettantistico) è riuscito a ritagliarsi il suo spazio ottenendo di fatto il riconoscimento della sua importanza sia a livello sociale che economico.
          E nella legge di Bilancio 2021 non sono mancati gli interventi a favore dello sport. Il settore come per altro molti altri, ha risentito nel corso del 2020 della pandemia che ha comportato a tutti i livelli l’interruzione delle attività, poi parzialmente riprese solo per alcune discipline, per lo più a livello professionistico. Inutile sottolineare quanto il danno economico per le associazioni e le società sportive sia stato rilevante.
          La Legge si compone di 29 articoli, ma il primo di questi da solo conta 1150 commi e non è quindi immediata l’individuazione delle norme legate allo sport.
          Andando con ordine, la Legge di bilancio ha previsto ai commi 34 e 35 la creazione di un fondo finalizzato al riconoscimento di un esonero dei contributi previdenziali a carico delle federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti promozione sportiva, associazioni e società sportive dilettantistiche, con esclusione dei premi e dei contributi dovuti all’INAIL, relativamente ai rapporti di lavoro sportivo instaurati con atleti, allenatori, istruttori, direttori tecnici, preparatori atletici, direttori sportivi e direttori di gara.

          Un aiuto per un settore colpito in maniera pesante dalla pandemia. Previsti sgravi fiscali ed agevolazioni.

          Il fondo stanziato è di 50 milioni di euro per la annualità 2021-2022. Tale decontribuzione è compatibile con altre esoneri o riduzioni delle aliquote previdenziali previsti da altre norme.
          I commi 36 e 37 sospendono i termini dei versamenti in scadenza nei mesi di gennaio e febbraio 2021, i versamenti delle imposte sul reddito, dell’IVA e dei contributi previdenziali per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva, le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e operano nell’ambito di competizioni in corso di svolgimento ai sensi del D.P.C.M 24 ottobre 2020. I versamenti sospesi riguardano le ritenute di lavoro dipendente e assimilato, i contributi previdenziali ed i premi per l’assicurazione obbligatoria dall’01/01/2021 al 28/02/2021, l’Iva e le imposte sui redditi scadenti dall’01/01/2021 al 28/02/2021.
          I versamenti sospesi potranno essere effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un’unica soluzione entro il 30 maggio 2021 o mediante rateizzazione fino ad un massimo di 24 rate mensili di pari importo con il versamento della prima rata entro il 30 maggio 2021. I versamenti rateali dei mesi di dicembre 2021 e 2022 devono essere effettuati entro il giorno 16 di detti mesi.
          Arrivando quindi al comma 561 si parla dello stanziamento di un fondo di 50 milioni volto a potenziare l’attività di base “nei territori per tutte le fasce della popolazione e di ottimizzare gli interventi di prevenzione primaria, secondaria e terziaria attraverso l’esercizio fisico”.
          Per sapere di cosa di tratta in concreto, i requisiti e le modalità per accedervi bisognerà tuttavia attendere un apposito decreto attuativo come disposto dal comma 562.

          Previsto lo stanziamento di un altro fondo di 50 milioni volto a potenziare l’attività sportiva di base.

          In vista delle Olimpiadi invernali 2026, per le sole regioni interessate dai giochi (Lombardia, Veneto e Province autonome di Trento e di Bolzano), ai commi 773 e 774 è stata prevista una spesa di 45 milioni di euro per il 2021, di 50 milioni per il 2022 e di 50 milioni per il 2023 finalizzata alla realizzazione e sistemazione delle opere legate all’impiantistica sportiva.
          Rispetto all’anno precedente sono tuttavia venute meno alcune agevolazioni. Sembra infatti non essere stato rinnovato il cosiddetto “sport bonus” introdotto con la legge di bilancio 2019 (art.1 c.621-626) e prorogato dalla Legge di bilancio 2020 (art.1 c.177-179) a tutto il 2020.
          Questa agevolazione consentiva alle persone fisiche, agli enti non commerciali e ai soggetti titolari di reddito d’impresa di accedere ad un credito d’importa per le erogazioni liberali in denaro effettuate per interventi di manutenzione, restauro o realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche. Il credito d’importa spettante era pari al 65& delle erogazioni effettuate nel limite del 20% se erogati da persone fisiche ed enti non commerciali e nel limite del 10 per mille dei ricavi annui per i titolari di reddito d’impresa.
          Non ha trovato posto nella legge di Bilancio 2021 neppure il credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari in favore di Leghe e società e associazioni sportive dilettantistiche previsto dall’art.81 del D.L. 104/2020.
          Potevano usufruirne imprese, lavoratori autonomi, enti non commerciali per sponsorizzazioni e campagne pubblicitarie nei confronti dei predetti soggetti.
          A fronte di queste sponsorizzazioni era riconosciuto un credito di importa nella misura del 50% degli investimenti effettuati a decorrere dal 1 luglio al 31 dicembre 2020 con un investimento minimo di euro 10.000. Tuttavia erano esclusi dall’agevolazione gli investimenti pubblicitari effettuati nei confronti delle ASD e SSD che aderiscono al regime forfettario previsto dalla legge 398 del 1991 limitando quindi fortemente la diffusione di questo strumento nel mondo dei dilettanti.
          Ci si attendeva dal “Milleproroghe” la proroga di tali agevolazioni (che non è arrivata!) tuttavia non è escluso, ed è anzi auspicabile, che, visto il proseguimento dello stato di emergenza legato alla pandemia, possano essere istituiti o rinnovati ulteriori agevolazioni per il settore nel corso dell’anno.

           

          SPORTVicentino | gennaio 2021

          CONTATTACI PER MAGGIORI INFORMAZIONI



            Focus: Questione Brexit

            Focus: Questione Brexit

            Riportiamo un articolo utile per capire i principali effetti IVA dell’Accordo siglato tra UE e UK.

            Brexit: i principali effetti IVA dell’Accordo siglato tra UE e UK

            A far data 1° gennaio 2021 il Regno Unito non è più parte del territorio doganale e fiscale (IVA e accise) dell’Unione Europea.
            La circolazione delle merci tra UK e UE viene regolata dal recente accordo – pubblicato sulla GUUE serie L 444 del 31 dicembre 2020 – entrato in vigore in via transitoria con efficacia fino al 28 febbraio 2021 (d’ora innanzi “l’Accordo”), In effetti, giacché i negozianti tra UE e UK si sono conclusi in una fase molto tardiva, il Consiglio ha adottato una decisione per l’applicazione provvisoria dell’Accordo.
            Le prossime tappe dell’iter di approvazione prevedono che al Parlamento Europeo spetti il compito di approvare l’Accordo, mentre al Consiglio quello di ratificarlo.

            Il predetto Accordo non riguarda soltanto gli scambi di merci e servizi, ma anche un’ampia gamma di altri settori d’interesse per l’US, quali gli investimenti, la concorrenza, gli aiuti di Stato, la trasparenza fiscale, i trasporti aerei e stradali, l’energia e la sostenibilità, la pesca, la protezione dei dati e il coordinamento dei regimi di sicurezza sociale. Con particolare riferimento al commercio dei beni, l’Accordo dispone l’assenza di tariffe e contingenti con riferimento alle merci conformi alle regole in materia di origine preferenziale. Affinché il divieto di imposizione daziaria sia efficace è necessario che le merci reciprocamente esportate rispettino tutte le regole di origine che sono enunciate nel Capitolo 2 dell’Accordo.
            Il medesimo Accordo prevede che per fornire la prova dell’origine unionale delle merci in esportazione verso il Regno Unito potrà farsi ricorso alternativamente a:

            • dichiarazione da parte dell’esportatore nella quale viene attestato il carattere originario UE delle merci esportate;
            • la conoscenza da parte dell’importatore che le merci sono originarie dell’UE.

            La dichiarazione dell’origine potrà essere resa direttamente su fattura o su un qualunque altro documento commerciale che accompagna la merce.
            In attesa dell’attivazione del nuovo Portale unionale REX e dell’acquisizione di eventuali ulteriori elementi rinvenienti dall’Accordo in fase di ratifica, colori che risultino ancora privi del codice REX, potranno rendere la dichiarazione di origine indicando il proprio codice EORI nonché l’indirizzo completo nel campo “luogo e data” della predetta dichiarazione.
            Poiché il Regno Unito diviene un paese terzo nei confronti dell’UE, tutte le cessioni di merci dall’Italia al Regno Unito, e viceversa, rappresentano rispettivamente operazioni di esportazione (verso paese terzo – extra US) e di importazione (da un paese terzo – extra UE), con la conseguenza che sarà necessario espletare le formalità doganali.
            Il principale adempimento che gli operatori economici sono chiamati ad assolvere è rappresentato dalla dichiarazione doganale. Le merci unionali che devono lasciare il territorio UE, per diventare extra UE, devono infatti essere vincolate al regime doganale dell’esportazione, da formalizzare su formulario DAU.

            Profili IVA
            Sotto il profilo dell’IVA, cambia il regime applicabile sebbene si rimanga nell’alveo della non imponibilità.
            Le cessioni e gli acquisti di beni tra Italia e Regno Unito non potranno più qualificarsi come operazioni intracomunitarie, ma avranno natura, rispettivamente di cessioni all’esportazione (per i beni dall’Italia al Regno Unito) e di beni in importazione (all’atto dell’introduzione in Italia di merci provenienti dal Regno Unito) e sarà dunque necessario espletare le relative formalità doganali.
            L’operatore italiano non è tenuto a includere l’operazione nell’elenco delle cessioni intracomunitarie (Intrastat) così come non è tenuto a includere l’operazione nella comunicazione delle operazioni transfrontaliere, essendo escluse dall’adempimento le operazioni per le quali è stata emessa una bolletta doganale.

            Per quanto attiene le prestazioni di servizi generiche B2B da ITA e UK, esse restano fuori campo di applicazione dell’IVA in Italia poiché il committente inglese non è stabilito nel territorio dello Stato. Si rilevano tuttavia delle variazioni in termini di obblighi documentali:

            • ante Brexit il prestatore italiano era tenuto a comprovare lo status di soggetto passivo del committente inglese mediante interrogazione dell’archivio VIES;
            • post Brexit il prestatore italiano è dovuto a comprovare lo status si soggetto passivo d’imposta del committente inglese facendosi inviare prova documentale rilasciata dall’autorità competente.

            Cambia inoltre la dicitura da indicare nella fattura che il cedente italiano è tenuto ad emettere nei confronti del committente inglese ai sensi dell’art. 21, co. 6-bis del DPR n. 633/72:

            • ante Brexit la dicitura inversione contabile”;
            • post Brexit la dicitura “non soggetta”.

            Per quanto riguarda , invece, le prestazioni di servizi generiche B2B da UK a ITA,  esse rimangono rilevanti ai fini dell’IVA in Italia quando il committente è ivi stabilito.
            Anche questo in caso si registrano delle variazioni in termini di obblighi documentali:

            • ante Brexit il prestatore italiano è tenuto ad applicare l’imposta dovuta mediante inversione contabile integrando la fattura ricevuta dal prestatore unionale;
            • post Brexit  il prestatore italiano è tenuto ad applicare l’imposta dovuta mediante inversione contabile emettendo un’autofattura.

            L’operatore italiano è tenuto a includere le predette operazioni nella comunicazione delle operazioni transfrontaliere di cui all’art. 1, co. 3-bis del D.Lgs. n. 127/2015.
            Nel caso di movimentazione di beni a titolo diverso da quello traslativo della proprietà, non è più possibile applicare le norme IVA dedicate ai trasferimenti intracomunitari di beni e dovrà farsi riferimento alle norme IVA previste per le cessioni all’esportazione, oltre alle disposizioni doganali in materia di esportazione di beni.

            Irlanda del Nord
            In virtù di quanto sancito nell’Accordo di recesso del Regno Unito dall’Unione Europea, l’Irlanda del Nord:

            • resta soggetta alla normativa IVA per le cessioni di beni;
            • è considerato paese terzo per le prestazioni di servizi.

            La Commissione Europea, con direttiva UE 20.11.2020 n. 1756 ha stabilito che i soggetti passivi che effettuano nell’Irlanda del Nord cessioni di beni, comprese le cessioni intracomunitarie o gli acquisti intracomunitari di beni siano identificati, in conformità alla normativa IVA, con il codice «XI»,  diverso da quello del Regno Unito (che inizia con “GB”).

            Operazioni a cavallo d’anno
            L’Accordo di recesso stabilisce un principio di portata generale in base al quale mantengono la natura di operazioni intracomunitarie le operazioni aventi ad oggetto beni la cui spedizione o trasporto:

            • ha avuto inizio in vigenza del periodo transitorio (conclusosi il 31.12.2020);
            • ha fine quando il periodo transitorio è terminato (a far data all’1.1.2021).

            Tali operazioni si qualificheranno comunque come:

            • cessioni intracomunitarie, e non come cessioni all’esportazione, nel paese da cui partono;
            • acquisti intracomunitari, e non come importazioni, nel paese nel quale arrivano.

            Pertanto se i beni vengono inviati in UK il 29/12/2020 e le merci arrivano a destinazione il 3/1/2021 le transizioni si qualificano ancora come cessioni intracomunitarie.
            Tuttavia, sarà richiesto l’appuramento presso la Dogana dello Stato di destinazione dei beni, al fine di dimostrare la natura dell’operazione mediante documentazione che attesti l’inizio del trasporto o della spedizione del 2020.

            Lo studio rimane a disposizione per qualsiasi chiarimento.

            Studio G&G Commercialisti Accociati

            Vicenza, 25 gennaio 2021

            CONTATTACI PER MAGGIORI INFORMAZIONI



              scadenzario 2021

              Scadenzario Fiscale 2021

              CIRCOLARE INFORMATIVA

              Di seguito lo scadenziario fiscale 2021.

              CONTATTACI PER MAGGIORI INFORMAZIONI



                Segnalazione a default bancario per pochi euro

                CIRCOLARE INFORMATIVA

                Di seguito la segnalazione a default bancario per pochi euro.

                CONTATTACI PER MAGGIORI INFORMAZIONI



                  novità fatturazione elettronica

                  Novità in materia di fattura elettronica

                  CIRCOLARE INFORMATIVA

                  Di seguito riportiamo le novità in materia di fatturazione elettronica.

                  CONTATTACI PER MAGGIORI INFORMAZIONI



                    lotteria-scontrini

                    Focus: La Lotteria degli Scontrini

                    CIRCOLARE INFORMATIVA

                    Di seguito riportiamo nostro focus sul tema: La Lotteria degli Scontrini, come funziona e quali sono gli obblighi per gli esercenti.

                    CONTATTACI PER MAGGIORI INFORMAZIONI