PASSAGGIO GENERAZIONALE

Gestione strategica con particolare attenzione alle questioni relazionali ed emotive

In Italia le aziende familiari rappresentano il 65% delle imprese aventi fatturato superiore ai 20 milioni di euro ed il passaggio generazionale, dai fondatori agli eredi, nei prossimi 5 anni è stimabile nella misura del 20% dei casi, considerando gli attuali ultrasettantenni ancora a capo di tali realtà. Un dato molto interessante è che statisticamente solo il 30% delle imprese sopravvive al proprio fondatore e solo il 13% di queste arriva alla terza generazione.

Il passaggio generazionale, inteso non solo come trasferimenti di quote e cariche ma soprattutto come patrimonio di competenze aziendali, risulta dunque un tema molto delicato, acuito dal protrarsi della congiuntura economica non favorevole e da un contesto via via più complesso e variabile. Si tratta di una fase delicata e critica della vita aziendale che coinvolge diverse dimensioni della gestione dell’impresa e della famiglia: la sovrapposizione tra Sistema Famiglia e Sistema Impresa mette in gioco dinamiche ed interessi contrapposti nelle scelte strategiche, nei processi di gestione e di governance, nella cultura e nei valori personali che inevitabilmente coinvolge anche il rapporto emotivo e relazionale in essere fra genitori e figli.

In tale processo di cambiamento il rischio più forte è che il passaggio non avvenga, determinando così l’interruzione dell’attività imprenditoriale. Tra gli errori più comuni che determinano tale insuccesso vi è quello di confondere e sovrapporre i ruoli di proprietà – governo – direzione, di voler insistere su un modello di business che ha funzionato in passato ma che risulta oramai obsoleto, la mancanza di formazione imprenditoriale delle successive generazioni, l’idea che il patrimonio tradizionale di valori rappresenti l’unica soluzione per il proseguimento dell’impresa e la volontà di gestire autonomamente ed internamente alla famiglia il ricambio generazionale.

L’esistenza di una proprietà responsabile è invece il prerequisito fondamentale per far fronte alla sfida del passaggio generazionale, insieme ad un sistema di valori che guardando alle doti e capacità individuali, promuova l’eccellenza più che l’appartenenza familiare. In tal senso, secondo quanto emerge anche dalle storie di molte imprese, il coinvolgimento in questa fase di attori terzi e consulenti esterni, permette di integrare le conoscenze dell’imprenditore, ampliandone le valutazioni economiche, fornendo altresì una specifica competenza professionale ed una valutazione obiettiva e mirata anche a superare e risolvere le barriere emotive intergenerazionali che spesso condizionano il ricambio generazionale.

Numerose sono, infatti, le opportunità che una adeguata pianificazione del passaggio generazionale può offrire sul fronte strategico, manageriale e finanziario. Esso deve essere, infatti, considerato un momento di revisione della realtà aziendale che, attraverso un’analisi dei fattori di forza e di debolezza dell’impresa, apra la strada all’impostazione di nuove strategie di crescita e di sviluppo, alla ridefinizione o redistribuzione delle responsabilità gestionali o delle quote azionarie, all’acquisizione di nuove competenze gestionali, all’eventuale apertura al capitale esterno, alle innovazioni di processo e di prodotto con l’obiettivo di permettere all’impresa di competere e crescere con successo, senza metterne a repentaglio la continuità.

L’intervento di un consulente qualificato sostiene il passaggio generazionale supportando gli imprenditori nella gestione strategica del processo di successione, anche sotto il profilo relazionale ed emotivo, fornendo una assistenza obiettiva nella fase di pianificazione dell’evoluzione dell’impresa che tenga conto anche delle competenze e delle inclinazioni personali e dell’adeguatezza delle medesime alle necessità aziendali.

Fondamentale in ogni processo di cambiamento è, infatti, la pianificazione condivisa di quelli che saranno i nuovi equilibri aziendali, che considerino congiuntamente le dimensioni di famiglia, proprietà ed impresa, definiti per mezzo di una accurata analisi e valutazione di tutte le possibili opzioni; tra queste l’ipotesi che il passaggio generazionale coinvolga solo uno degli eredi, che la gestione sia affidata ad un manager esterno mantenendo la proprietà in capo alla famiglia, la possibilità di un riassetto proprietario anche con l’intervento di soci esterni non familiari e/o di fondi di investimento, l’utilizzo di strumenti quali il “fondo patrimoniale”, il “patto di famiglia”, la costituzione di un “trust” o di una fondazione valutando, altresì, anche l’ipotesi ultima di vendere l’azienda medesima.

Lo Studio G&G Commercialisti Associati è a completa disposizione per studiare assieme a Voi l’operazione più appropriata al caso specifico.