Friday | 24 October 2014

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BENI IN GODIMENTO AI SOCI E FAMILIARI  

Come già comunicato in precedenza, il D.L. n. 138/2011, meglio noto come Manovra d’estate, ha introdotto, nell’ambito del testo unico delle imposte sui redditi, una nuova tipologia che si considera produttiva di redditi diversi concernente l’utilizzo di beni aziendali da parte dei soci della società o da parte dei familiari dell’imprenditore, nel caso in cui lo stesso avvenga a titolo gratuito ovvero a fronte di un corrispettivo inferiore al valore di mercato del diritto di godimento.

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BENI IN GODIMENTO AI SOCI E AI FAMILIARI

1.      Proroga della prima comunicazione al 15 ottobre 2012.

Come già comunicato in precedenza, il D.L. n. 138/2011, meglio noto come Manovra d’estate, ha introdotto, nell’ambito del testo unico delle imposte sui redditi, una nuova tipologia che si considera produttiva di redditi diversi concernente l’utilizzo di beni aziendali da parte dei soci della società o da parte dei familiari dell’imprenditore, nel caso in cui lo stesso avvenga a titolo gratuito ovvero a fronte di un corrispettivo inferiore al valore di mercato del diritto di godimento.

Di conseguenza è stato introdotto, come noto, uno specifico obbligo di comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi a detto utilizzo. Il termine fissato per la prima comunicazione, relativa ai beni per i quali il godimento nel corso del 2011, così come per i finanziamenti o le capitalizzazioni in corso nello stesso periodo, inizialmente fissato per il prossimo 31 marzo, è stato prorogato a 15 ottobre 2012 con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate nr. 2012/37049 del 13 marzo 2012.

Tale proroga è dovuta alle particolari difficoltà di attuazione, dell’assoluta novità dell’obbligo e dei molti dubbi interpretativi, come verrà evidenziato di seguito. L’Agenzia delle Entrate non ha infatti ancora diffuso alcuna circolare esplicativa per descrivere esattamente quali siano gli elementi da inserire all’interno di tale comunicazione ed inoltre le specifiche tecniche per la stessa comunicazione non sono ancora completamente definite.

Tuttavia, occorre evidenziare che il D.L. n. 138/2011 prevede espressamente che gli effetti dovuti all’introduzione della norma in esame sulla tassazione in capo ai soci o familiari o sulla deducibilità dei relativi costi in capo alla società, si hanno a partire dal 01.01.2012. Pertanto, Vi chiediamo di  contattare lo Studio per esaminare le casistiche che interessano la Vostra società in modo da analizzare preventivamente le possibili soluzioni.

Al di là dei vari dubbi, riassumiamo di seguito le caratteristiche principali della nuova norma e della comunicazione.

Appena ci saranno ulteriori chiarimenti provvederemo a segnalarVeli tempestivamente.

 

 

2.      La norma e sue finalità.

Nello specifico, la norma prevede che:

-         la differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo previsto per la concessione in godimento di beni dell’impresa a soci o familiari dell’imprenditore concorre alla formazione del reddito complessivo del socio o familiare quale reddito diverso, ai sensi della nuova lettera h-ter) dell’art. 67, comma 1, del Tuir. La nozione di “valore di mercato” coincide con il valore normale di cui all’art. 9 del Tuir e, quindi, va tenuto conto delle condizioni che caratterizzano il mercato e del corrispettivo ottenibile secondo una libera contrattazione tra parti contrapposte e consapevoli: possono, quindi, rivelarsi utili i riferimenti a listini o tariffe esistenti (ad esempio quelli delle società di noleggio di autovetture, che riguardano però, solitamente, beni nuovi e comprendono le spese per l’assicurazione e la manutenzione ordinaria), tenendo conto degli sconti d’uso, ovvero ai dati dell’osservatorio immobiliare (per le abitazioni rientranti nelle tipologie ivi contemplate).

-         i costi relativi ai beni dell’impresa concessi in godimento ai soci o ai familiari dell’imprenditore per un corrispettivo annuo inferiore al valore di mercato del diritto di godimento non sono ammessi in deduzione dal reddito imponibile. Non vi è dubbio che la norma si rende applicabile anche ai casi in cui il bene sia concesso ai soci o ai familiari in assenza di corrispettivo. Per quanto riguarda l’individuazione dei costi indeducibili, può trattarsi di quote di ammortamento, canoni di locazione, anche finanziaria, spese di manutenzione, tasse di possesso, ecc. La previsione di indeducibilità pone rilevanti questioni interpretative, in quanto andrebbe necessariamente coordinata con le norme che già prevedono una totale o parziale indeducibilità dei costi relativi a taluni beni: è il caso, ad esempio, dei componenti negativi relativi ai cosiddetti immobili-patrimonio di cui all’art. 90 del Tuir, o il caso delle autovetture usate promiscuamente di cui all’art. 164  del Tuir.

Si rimanda al paragrafo 4 per alcuni esempi, sulla base dei pochi chiarimenti ottenuti dall’Agenzia delle Entrate in occasione del Telefisco 2012 e del Videoforum 2012.

Le finalità dell’intervento sono:

-         da un lato, a disincentivare l’intestazione di beni che pur risultando formalmente dell’impresa sono, di fatto, concessi in godimento a fini privati a soci e familiari;

-         dall’altro, a potenziare l’applicazione dell’accertamento sintetico in capo all’utilizzatore di detti beni, meglio noto come nuovo redditometro.

 

 

3.      La comunicazione.

Come già evidenziato, esistono ancora molti dubbi in merito alla comunicazione e alla sua compilazione. Tuttavia, sulla base di quanto fin’ora chiarito dall’Agenzia delle Entrate in occasione del Telefisco 2012 e del Videoforum 2012, si evidenziano di seguito le caratteristiche principali.

 

 

3.1.Requisito soggettivo.

Secondo il Provvedimento obbligati alla comunicazione sono i soggetti che esercitano attività di impresa, sia in forma individuale che collettiva, e che nel periodo d’imposta hanno concesso in godimento beni dell’impresa ai soci, detenenti sia direttamente che indirettamente partecipazioni dell’impresa concedente, o ai familiari dell’imprenditore stesso. Inoltre, sempre secondo il Provvedimento, sono obbligati alla comunicazione i soggetti che esercitano attività di impresa e che nello stesso periodo d’imposta hanno ricevuto o effettuato qualsiasi forma di finanziamento o capitalizzazione da o verso i soci. Pertanto, obbligati ad adempiere a tale comunicazione dovrebbero essere:

- le società concedenti i beni in godimento;

- le società che hanno ricevuto o restituito qualsiasi forma di finanziamenti o capitalizzazione da parte dei soci;

- le società che hanno concesso finanziamenti a soci;

Il Provvedimento stabilisce che, in alternativa all’adempimento della comunicazione da parte dell’impresa, possano provvedere all’invio di tale comunicazione il socio o il familiare dell’imprenditore che beneficiano dei beni medesimi.

Dalla lettura del Provvedimento, e condividendo l’interpretazione data dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, dovrebbe essere obbligatorio adempiere all’invio della comunicazione quando i beni dell’impresa vengono concessi in godimento a:

  • soci della società, quindi:

- persone fisiche che direttamente o indirettamente detengono partecipazioni nell’impresa;

- persone fisiche soci o familiari di altra società appartenente al medesimo “gruppo”; (rimangono dubbi in merito a quale sia l’esatta nozione di gruppo, con l’auspicio che la stessa sia limitata alle società controllate, senza includervi quindi quelle collegate);

  • familiari dell’imprenditore e dei soci, che sono, ai sensi dell’art. 5, ultimo comma, del Tuir, il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.

Qualora il socio sia una società fiduciaria e il bene sia concesso in godimento a persona fisica riferibile alla quota fiduciaria, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito, in occasione del Videoforum 2012 svolto lo scorso 18 gennaio, che come soggetto beneficiario va comunicato il fiduciante (persona fisica), trattandosi nella sostanza di detenzione indiretta di partecipazione. Stessa conclusione vale, a parere dell’Agenzia, per il caso in cui la società concedente sia partecipata da un trust e il bene sia in uso del disponente.

 

3.2. Requisito oggettivo

I beni dell’impresa concessi in godimento che devono essere oggetto di comunicazione sono stati suddivisi in sei categorie:

  • A = autovetture: è necessario comunicare il numero di telaio;
  • B = altri veicoli: (ad esempio, autocarri) è necessario comunicare il numero di telaio;
  • C = unità da diporto: è necessario indicare la lunghezza del natante;
  • D = aeromobili: è necessario indicare la potenza motore in KW;
  • E = immobili: è necessario comunicare i dati catastali dell’immobile concesso in godimento;
  • F = “altro”: qualsiasi altro bene il cui valore sia superiore ad Euro 3.000,00 al netto dell’IVA;

Per tutti i beni concessi in godimento è necessario inoltre comunicare la data di inizio e di fine della concessione, l’eventuale corrispettivo richiesto al socio/familiare dalla società per la concessione in godimento e il relativo valore di mercato.

La comunicazione deve essere trasmessa anche nel caso in cui il corrispettivo annuo non sia  inferiore al valore normale del diritto di godimento del bene: lo scopo della norma è infatti quello di fare emergere la disponibilità dei beni (e le spese sostenute per acquisirla) che possono assumere rilievo nell’accertamento sintetico.

 

3.3. I finanziamenti e le capitalizzazioni

Come è noto, sebbene la norma non lo abbia previsto, con il Provvedimento e come chiarito dall’Agenzia delle Entrate in occasione del Videoforum 2012, sono oggetto di comunicazione anche i finanziamenti ed i versamenti effettuati o ricevuti dai soci:

- per l’intero ammontare: la norma non prevede, infatti, un importo minimo al di sotto del quale tali operazioni non vanno segnalate (a differenza di quanto previsto, invece, per taluni beni di modesto valore assegnati in godimento);

- indipendentemente dal fatto che tali operazioni siano strumentali all’acquisizione dei beni poi concessi in godimento ai soci.

Pertanto, devono essere comunicati anche i finanziamenti effettuati da soci diversi dalle persone che utilizzano i beni (come nel caso di un bene dato in uso al coniuge di un socio, con finanziamento effettuato, invece, da quest’ultimo ovvero da un altro socio) o comunque non direttamente riconducibili all’acquisto dei beni che sono concessi in godimento.

È stato precisato dall’Agenzia delle Entrate nell’ambito di Telefisco 2012 che vanno comunicati oltre ai finanziamenti concretizzati nel periodo d’imposta 2011, anche quei finanziamenti che, pur realizzati in precedenti periodi d’imposta, risultano ancora in essere nel periodo d’imposta in corso al 17 settembre 2011.

 

3.4. I termini per la comunicazione

Per quanto concerne il termine di comunicazione dei dati, il Provvedimento stabilisce che la comunicazione va effettuata:

-         entro 31 marzo dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta in cui i beni sono concessi in godimento;

-         entro il 15 ottobre 2012 (come da proroga del 13 marzo 2012) per i beni concessi in godimento nel periodo d’imposta in corso al 17 settembre 2011.

Per il periodo d’imposta 2011, nonostante l’obbligo di invio della comunicazione, non dovrebbero esserci effetti sulla tassazione in capo ai soci o familiari o sulla deducibilità dei relativi costi in capo alla società, in quanto il D.L. n. 138/2011 prevede espressamente che tali effetti si esplichino dal 01.01.2012.

 

3.5. Sanzioni

In caso di omissione o infedeltà della comunicazione è dovuta, in solido tra la società e il beneficiario, una sanzione pari al 30 per cento della differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo. Se, però, il costo non è stato dedotto dall’impresa e la detta differenza ha concorso a formare il reddito del socio o familiare, la sanzione è ridotta ad un importo tra 258 e 2.065 euro.

E’ possibile l’annullamento della comunicazione e l’invio di una comunicazione sostitutiva entro il termine di trenta giorni dalla data indicata nella ricevuta telematica rilasciata dall’Agenzia delle Entrate attestante l’avvenuta trasmissione dei dati.

 

 

4.      Esempi e casi

Di seguito si riportano alcuni esempi trattati durante il Videoforum 2012 ed il Telefisco 2012.

 

4.1. Socio amministratore – auto aziendale – in presenza di fringe benefit

Caso: Tizio è socio amministratore di una Srl e ha in uso promiscuo un’auto aziendale, che concorre a formare il suo reddito come fringe benefit.

Soluzione: Non trova applicazione l’articolo 67, comma h-ter) ma la disciplina fiscale prevista dall’articolo 51 del Tuir (che considera fringe benefit tassato il 30% dell’importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale di 15.000 km, calcolato sulle tariffe ACI). Per la società i costi sono deducibili secondo le regole dell’articolo 164 del Tuir (deducibilità al 40%). La società è comunque tenuta a effettuare la comunicazione.

Pertanto, l’Agenzia delle Entrate ha rilevato che la nuova disciplina trova applicazione solo nel caso in cui il Tuir non contempli specifiche norme che tassino il reddito derivante dal godimento del bene in capo al soggetto utilizzatore.

 

4.2. La società del gruppo

Caso: La società B è partecipata al 100% dalla società A, che a sua volta è controllata da Tizio. La società B concede in godimento il proprio immobile a Tizio (socio di A) a titolo gratuito.

Soluzione: Il beneficiairio dell’immobile dovrà tassare quale reddito diverso il valore normale, mentre la società B non potrà dedurre i costi relativi dell’immobile. Andrà effettuata la comunicazione.

 

 

4.3. Corrispettivo non pagato

Caso: La X Srl ha concesso in uso un’auto al proprio socio. Il corrispettivo contrattualmente previsto è a valore di mercato, ma non è mai stato pagato.

Soluzione: Non dovrebbe rilevare il mancato pagamento del corrispettivo. L’impresa concedente potrà dedurre i costi e il socio non dovrà tassare il reddito. Andrà effettuata la comunicazione.

 

4.4. L’indeducibilità

Caso: Una società concede in godimento a un socio un bene in uso esclusivo a fronte di un corrispettivo (pari a 60) inferiore rispetto al valore di mercato (pari a 100).

Soluzione: Per la società concedente i costi sono indeducibili in misura pari al rapporto tra differenza tra valore di mercato e corrispettivo (100-60=40) e valore normale del godimento (100), ovvero il 40 per cento.

 

4.5. Il finanziamento

Caso: Il socio di una Spa effettua un finanziamento a favore della società che sarà utilizzato sia per l’acquisto di beni strumentai all’attività che per beni concessi poi in godimento ai soci.

Soluzione: Il versamento dovrà essere comunicato per l’intero ammontare effettuato, a prescindere dalla destinazione.

 

4.6. Gli acconti

Caso: Una società nel corso del 2011 ha concesso un bene in godimento a un socio a un valore inferiore a quello di mercato. Nel 2012 determina gli acconti utilizzando il metodo storico.

Soluzione: In sede di determinazione degli acconti 2012 la società dovrà assumere quale imposta del periodo precedente, quella che sarebbe scaturita non deducendo i costi relativi al bene. Anche il socio dovrà rideterminare gli acconti considerando il reddito diverso.

 

4.7. Il computer

Caso: Nel 2011 una società ha concesso in godimento al socio a titolo gratuito un pc dal valore di 2.500 euro.

Soluzione: La società e il socio non dovranno effettuare alcuna comunicazione entro il 2 aprile 2012, in quanto il valore dei beni (inclusi nella categoria “altro”) è inferiore a 3mila euro.