Friday | 21 November 2014

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Focus


BENI IN GODIMENTO AI SOCI E FAMILIARI  

Come già comunicato in precedenza, il D.L. n. 138/2011, meglio noto come Manovra d’estate, ha introdotto, nell’ambito del testo unico delle imposte sui redditi, una nuova tipologia che si considera produttiva di redditi diversi concernente l’utilizzo di beni aziendali da parte dei soci della società o da parte dei familiari dell’imprenditore, nel caso in cui lo stesso avvenga a titolo gratuito ovvero a fronte di un corrispettivo inferiore al valore di mercato del diritto di godimento.

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COMUNICAZIONE DEI BENI IN GODIMENTO A SOCI E FAMILIARI

La Manovra di ferragosto, D.L. n. 138 del 13/08/2011 convertito con modificazioni dalla Legge n. 148 del 14/09/2011, ha previsto l’obbligo di comunicazione di quelle situazioni nelle quali beni intestati formalmente alle società vengono invece utilizzati dai soci delle stesse o dai familiari dell’imprenditore.

 Nello specifico, la Manovra ha previsto, a partire dal periodo d’imposta 2012,:

-         da un lato, all’art. 2 comma 36 terdecies, che “la differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo per la concessione in godimento di beni dell’impresa a soci o familiari dell’imprenditore” costituisce per il beneficiario una fonte di reddito diverso, assoggettata a tassazione IRPEF;

-         dall’altro, al successivo comma 36 quaterdecies, che per la società (o meglio l’esercente attività d’impresa) concedente, “i costi relativi ai beni dell’impresa concessi in godimento a soci o familiari dell’imprenditore per un corrispettivo annuo inferiore al valore di mercato del diritto di godimento non sono in ogni caso ammessi in deduzione dal reddito imponibile”.

L’Agenzia delle Entrate, con il recente Provvedimento n. 166485 del 16/11/2011, ha individuato modalità e termini per l’effettuazione della comunicazione obbligatoria da farsi alla stessa Agenzia in caso di concessione in godimento dei beni d’impresa.

In generale, il Provvedimento ha previsto che:

-  la comunicazione dovrà essere inviata entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta in cui i beni sono concessi in godimento;

- è obbligatorio adempiere all’invio della comunicazione quando i beni dell’impresa vengono concessi in godimento a:

  • soci, tanto persone fisiche quanto persone giuridiche;
  • imprenditore;
  • familiari dei soci e dell’imprenditore;

- i soggetti obbligati ad adempiere a tale comunicazione sono le società concedenti i beni in godimento, ovvero in via alternativa, il socio o il familiare dell’imprenditore che beneficiano dei beni medesimi;

- i beni dell’impresa concessi in godimento che devono essere oggetto di comunicazione sono i seguenti:

  • autovetture o altri veicoli;
  • unità da diporto;
  • aeromobili;
  • immobili;
  • qualsiasi altro bene, il cui valore sia superiore ad Euro 3.000,00 al netto dell’IVA;

- nella comunicazione andrà poi evidenziato l’eventuale corrispettivo pattuito tra le parti per il godimento del bene ed il valore di mercato relativo al godimento dello stesso;

- formano oggetto di comunicazione, inoltre, i finanziamenti e le capitalizzazioni effettuati dai soci, imprenditore e familiari alle società.

L’intervento normativo, volto a rafforzare le misure che presiedono il recupero della base imponibile non dichiarata, ha la finalità di riportare l’intestazione dei beni all’effettivo utilizzatore, scoraggiando l’occultamento anche attraverso lo schermo societario di beni che di fatto vengono posti nella disponibilità dei soci, comprese le persone fisiche che direttamente, ma anche indirettamente detengono partecipazioni nell’impresa concedente, o dei familiari dell’imprenditore, che ne traggono immediata utilità.

Sulla base dei dati trasmessi, l’Agenzia delle Entrate potrà procedere al controllo sistematico della posizione delle persone fisiche che utilizzano i beni concessi in godimento e che effettuano finanziamenti o capitalizzazioni, anche ai fini della ricostruzione sintetica del reddito nei confronti dei predetti soggetti.

Va evidenziato che, sebbene la Manovra al comma 36 duodevicies dell’art. 2 abbia previsto che la disposizione in esame entra in vigore dal periodo d’imposta 2012, nel suddetto Provvedimento è stato introdotto l’obbligo della comunicazione anche per i beni per i quali il godimento permane nel periodo d’imposta in corso al 17 settembre 2011, così come per i finanziamenti o le capitalizzazioni in corso nello stesso periodo. In tal caso, la comunicazione deve quindi essere effettuata entro il 31 marzo 2012. I primi commentatori della normativa ritengono però che per il periodo d’imposta 2011 tale comunicazione non dovrebbe avere effetti né sulla tassazione in capo ai soci o familiari né sulla deducibilità dei relativi costi in capo alla società.

Tuttavia, vista l’attuale incertezza, Vi preghiamo di esaminare già da ora le casistiche che potrebbero interessarVi e Vi segnaliamo che lo studio è a Vostra disposizione per esaminare le problematiche inerenti.

Appena ci saranno ulteriori chiarimenti provvederemo a segnalarVeli.