NEWS: STIPENDI IN CONTANTI, PAGAMENTO VIETATO DAL 1 LUGLIO 2018

NEWS: STIPENDI IN CONTANTI, PAGAMENTO VIETATO DAL 1 LUGLIO 2018

La presente informativa è volta ad aggiornarvi in merito ad alcune novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2018. Il nostro Governo, per combattere gli abusi contro i lavoratori, ha approvato il divieto di pagamento degli stipendi in contanti a partire dal 1 luglio 2018 e di conseguenza l’obbligo di pagamento delle retribuzioni tramite mezzi tracciabili. Le sanzioni per chi viola il divieto, anche per gli acconti di stipendio, vanno da 1.000 a 5.000 euro, con possibilità di riduzione a 1.667 euro.

Vediamo in dettaglio le novità.

 

La nuova normativa sul pagamento delle retribuzioni è contenuta nel comma 910 e seguenti all'art. 1 della Legge di Bilancio 2018 (Legge 205 del 27 dicembre 2017), che ha confermato in legge la proposta del primo firmatario l'onorevole Titti Di Salvo (Pd), presentata nel 2013, che mira ad evitare che i dipendenti, sotto il ricatto del licenziamento o della non assunzione, siano spinti a firmare una busta paga da cui risulta una retribuzione regolare anche se in realtà viene corrisposto un importo inferiore. Quindi dal 1 luglio 2018 il pagamento degli stipendi in contanti è vietato e diventa obbligatorio il pagamento della retribuzione tramite mezzi tracciabili. I mezzi di pagamento consentiti sono:

  • bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
  • strumenti di pagamento elettronico;
  • bonifico domiciliato ovvero pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro ha il conto;
  • assegno bancario o circolare intestato al lavoratore.

Pertanto, la legge indica degli specifici metodi di pagamento delle retribuzioni, ivi compreso gli acconti degli stipendi, con l'avvertenza poi chiarita dall'Ispettorato del lavoro nella nota protocollo n. 4538 del 2018, nella quale viene disposto che l’utilizzo di un qualsiasi strumento di pagamento delle retribuzioni diverso da quelli di cui sopra comporta l'irrogazione della sanzione, che può andare da 1.000 a 5.000 euro,  con possibilità di riduzione a un terzo, pagando entro 60 giorni dall’eventuale verbale di contestazione.

I rapporti di lavoro interessati dalla normativa sono quelli indicati al comma 912 della Legge di Bilancio 2018 e più precisamente:

  • contratto di lavoro a tempo indeterminato, determinato o contratto a termine, anche part-time;
  • contratto di lavoro a tempo parziale o part-time;
  • contratto di apprendistato;
  • collaborazione coordinate e continuative o cococo;
  • lavoro intermittente o accessorio o a chiamata;
  • contratti di lavoro con soci di cooperative;
  • e qualsiasi rapporto di lavoro subordinato.

Come confermato dall'Ispettorato del lavoro nella nota prot. n. 4538 del 22 maggio 2018, restano espressamente esclusi dal predetto obbligo i rapporti di lavoro instaurati con le pubbliche amministrazioni ed i rapporti di lavoro domestico. Quindi le famiglie italiane che pagano la colf o la badante o qualsiasi lavoratore del settore domestico, al quale viene applicato il CCNL del lavoro domestico, possono continuare ad erogare la retribuzione al lavoratore in contanti.

Sono inoltre esclusi da tale obbligo tutti i rapporti che non sono di lavoro subordinato o di collaborazione, quali ad esempio i tirocini formativi (o stage), i compensi derivanti da borse di studio e rapporti autonomi di natura occasionale (le cosiddette prestazioni occasionali ai sensi dell'art. 2222 del codice civile).

Da ultimo, la nuova normativa chiarisce che la firma nella busta paga apposta dal lavoratore non costituisce prova dell'avvenuto pagamento della retribuzione. Dunque l'avvenuto pagamento della retribuzione è attestato solo dalla copia del pagamento della retribuzione stessa, quindi copia del bonifico, fotocopia dell'assegno o comunque attestazione bancaria o postale.

Siamo a vostra disposizione per ulteriori chiarimenti.


PASSAGGIO GENERAZIONALE: Gestione strategica con particolare attenzione alle questioni relazionali ed emotive

PASSAGGIO GENERAZIONALE

Gestione strategica con particolare attenzione alle questioni relazionali ed emotive

In Italia le aziende familiari rappresentano il 65% delle imprese aventi fatturato superiore ai 20 milioni di euro ed il passaggio generazionale, dai fondatori agli eredi, nei prossimi 5 anni è stimabile nella misura del 20% dei casi, considerando gli attuali ultrasettantenni ancora a capo di tali realtà. Un dato molto interessante è che statisticamente solo il 30% delle imprese sopravvive al proprio fondatore e solo il 13% di queste arriva alla terza generazione.

Il passaggio generazionale, inteso non solo come trasferimenti di quote e cariche ma soprattutto come patrimonio di competenze aziendali, risulta dunque un tema molto delicato, acuito dal protrarsi della congiuntura economica non favorevole e da un contesto via via più complesso e variabile. Si tratta di una fase delicata e critica della vita aziendale che coinvolge diverse dimensioni della gestione dell'impresa e della famiglia: la sovrapposizione tra Sistema Famiglia e Sistema Impresa mette in gioco dinamiche ed interessi contrapposti nelle scelte strategiche, nei processi di gestione e di governance, nella cultura e nei valori personali che inevitabilmente coinvolge anche il rapporto emotivo e relazionale in essere fra genitori e figli.

In tale processo di cambiamento il rischio più forte è che il passaggio non avvenga, determinando così l'interruzione dell'attività imprenditoriale. Tra gli errori più comuni che determinano tale insuccesso vi è quello di confondere e sovrapporre i ruoli di proprietà - governo - direzione, di voler insistere su un modello di business che ha funzionato in passato ma che risulta oramai obsoleto, la mancanza di formazione imprenditoriale delle successive generazioni, l'idea che il patrimonio tradizionale di valori rappresenti l'unica soluzione per il proseguimento dell’impresa e la volontà di gestire autonomamente ed internamente alla famiglia il ricambio generazionale.

L'esistenza di una proprietà responsabile è invece il prerequisito fondamentale per far fronte alla sfida del passaggio generazionale, insieme ad un sistema di valori che guardando alle doti e capacità individuali, promuova l'eccellenza più che l'appartenenza familiare. In tal senso, secondo quanto emerge anche dalle storie di molte imprese, il coinvolgimento in questa fase di attori terzi e consulenti esterni, permette di integrare le conoscenze dell'imprenditore, ampliandone le valutazioni economiche, fornendo altresì una specifica competenza professionale ed una valutazione obiettiva e mirata anche a superare e risolvere le barriere emotive intergenerazionali che spesso condizionano il ricambio generazionale.

Numerose sono, infatti, le opportunità che una adeguata pianificazione del passaggio generazionale può offrire sul fronte strategico, manageriale e finanziario. Esso deve essere, infatti, considerato un momento di revisione della realtà aziendale che, attraverso un'analisi dei fattori di forza e di debolezza dell'impresa, apra la strada all'impostazione di nuove strategie di crescita e di sviluppo, alla ridefinizione o redistribuzione delle responsabilità gestionali o delle quote azionarie, all'acquisizione di nuove competenze gestionali, all'eventuale apertura al capitale esterno, alle innovazioni di processo e di prodotto con l'obiettivo di permettere all'impresa di competere e crescere con successo, senza metterne a repentaglio la continuità.

L'intervento di un consulente qualificato sostiene il passaggio generazionale supportando gli imprenditori nella gestione strategica del processo di successione, anche sotto il profilo relazionale ed emotivo, fornendo una assistenza obiettiva nella fase di pianificazione dell'evoluzione dell'impresa che tenga conto anche delle competenze e delle inclinazioni personali e dell'adeguatezza delle medesime alle necessità aziendali.

Fondamentale in ogni processo di cambiamento è, infatti, la pianificazione condivisa di quelli che saranno i nuovi equilibri aziendali, che considerino congiuntamente le dimensioni di famiglia, proprietà ed impresa, definiti per mezzo di una accurata analisi e valutazione di tutte le possibili opzioni; tra queste l'ipotesi che il passaggio generazionale coinvolga solo uno degli eredi, che la gestione sia affidata ad un manager esterno mantenendo la proprietà in capo alla famiglia, la possibilità di un riassetto proprietario anche con l'intervento di soci esterni non familiari e/o di fondi di investimento, l'utilizzo di strumenti quali il "fondo patrimoniale", il "patto di famiglia", la costituzione di un "trust" o di una fondazione valutando, altresì, anche l'ipotesi ultima di vendere l'azienda medesima.

Lo Studio G&G Commercialisti Associati è a completa disposizione per studiare assieme a Voi l’operazione più appropriata al caso specifico.


OBBLIGO DI FATTURAZIONE ELETTRONICA: SCHEDA CARBURANTE ABOLITA DAL 2019 MA CONFERMA IMMEDIATA PER I SUBAPPALTI

OBBLIGO DI FATTURAZIONE ELETTRONICA: SCHEDA CARBURANTE ABOLITA DAL 2019 MA CONFERMA IMMEDIATA PER I SUBAPPALTI

Con il Decreto Legge n. 79 del 27 giugno 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 148 del 28 giugno 2018 vengono recepite in extremis le preoccupazioni manifestate dagli operatori del settore in merito all’obbligo di emissione della fattura elettronica introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 per le cessioni di carburante per autotrazione con contestuale abolizione della scheda carburante previsti già a partire dal 1° luglio 2018.

Il Decreto Legge n. 79 del 27 giugno 2018 fa slittare al 1° gennaio 2019 l’obbligo di emissione della fattura elettronica per cessioni di carburanti per autotrazione, precedentemente fissato al 1° luglio 2018. Fino a fine anno, pertanto, sarà ancora possibile utilizzare la scheda carburante, anche se per poter detrarre l’IVA e dedurre la spesa, resta indispensabile già dal 1° luglio 2018 l’utilizzo di mezzi di pagamento tracciabili.

Va, tuttavia, osservato come il rinvio all’1.01.2019 non si estende agli acquisti di carburanti effettuati dai soggetti privati: dal 1° luglio 2018, infatti, gli esercenti impianti stradali di distribuzione (i cosiddetti “benzinai”) continueranno ad essere esonerati dall’obbligo di certificazione fiscale mediante scontrino o ricevuta fiscale, con tuttavia un obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi (vedremo, comunque, che tale obbligo partirà in modo progressivo). Infine, restano fuori dalla proroga e quindi viene confermato l’obbligo di emettere fattura elettronica a partire dal 1° luglio per le prestazioni rese da subappaltatori e subcontraenti nell’ambito degli appalti pubblici.

 

Confermato l’obbligo di utilizzare mezzi di pagamento tracciati

Pur in presenza dello slittamento dell’obbligo di emettere fattura elettronica, ai fini della detraibilità dell’Iva e della deduzione della spesa, dal 1° luglio 2018 sarà comunque obbligatorio utilizzare mezzi di pagamento diversi dal denaro contante, oltre ovviamente a dover continuare ad utilizzare la scheda carburante (o la fattura nel caso di contratti di netting) quale strumento di certificazione della spesa. Si ricorda a tal proposito che, con Provvedimento n. 73203 del 4 aprile 2018, l’Agenzia delle entrate ha stabilito che assumono rilevanza tutti i mezzi di pagamento esistenti diversi dal denaro contante: non solo, quindi, gli assegni, bancari e postali, circolari e non, i vaglia cambiari e postali, ma anche i mezzi di pagamento elettronici, come l’addebito diretto, il bonifico bancario o postale e il bollettino postale, oltre alle carte di debito di credito.

 

Obbligo graduale per le cessioni a privati consumatori

Con il Provvedimento n. 106701 del 28 maggio 2018, l’Agenzia delle entrate ha stabilito che dal 1° luglio 2018, in relazione all’acquisto di carburante effettuato da privati consumatori, l’esercente l’impianto di distribuzione sarà obbligato alla memorizzazione elettronica e alla trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

L’obbligo, tuttavia, parte da subito per le sole cessioni di benzina e gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motore effettuate dagli operatori che gestiscono impianti di distribuzione stradale ad elevata automazione, in cui il rifornimento avviene unicamente in modalità self service prepagato muniti di sistemi automatizzati di tele-rilevazione dei dati di impianto, di terminali per il pagamento tramite accettatori di banconote e moneta elettronica (bancomat, carte di credito, prepagate, etc.) e di sistemi informatici per la gestione in remoto dei dati di carico e di scarico delle quantità di carburante. È altresì previsto che con un successivo provvedimento tale l’adempimento verrà progressivamente esteso sino al termine del 1° gennaio 2020 a tutte le ulteriori categorie di soggetti passivi che effettuano cessioni di carburanti.

 

Nessun rinvio per i subappalti “pubblici”

Il citato Decreto, purtroppo, non dispone il rinvio per l’altro obbligo di fatturazione elettronica previsto dalla Legge di Bilancio 2018: le prestazioni rese da subappaltatori e subcontraenti nell’ambito degli appalti pubblici.

Pur decorrendo l’obbligo già dal prossimo 1° luglio 2018 permangono, tuttavia, numerose incertezze applicative soprattutto in merito all’individuazione dell’ambito oggettivo di applicazione della fatturazione elettronica, non essendo ad esempio chiaro cosa debba intendersi con precisione per “filiera delle imprese”. È, quindi, auspicabile un rapidissimo intervento chiarificatore da parte dell’Agenzia.

Lo Studio rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.


NEWS: INFORMATIVA PRIVACY

INFORMATIVA PRIVACY

Con la presente informativa il Dott. Antonio Zanarotti, Socio Senior dello Studio G&G Commercialisti Associati, in qualità di titolare del trattamento, la informa su come saranno trattati i suoi dati personali.

Lo Studio G&G Commercialisti Associati è uno studio di commercialisti che svolge l’attività di consulenza nel campo societario, fiscale, amministrativo. La nostra sede legale è in Via dei Cairoli 9, 36100, Vicenza.

  1. CATEGORIE DI DATI TRATTATI

Studio G&G Commercialisti Associati potrà trattare, a seconda dei casi, i seguenti dati (i “Dati”) riferiti a lei e/o al personale di riferimento (dipendenti o collaboratori) e/o ai soci o amministratori della società che rappresenta (il “Personale della società”) ai quali è tenuto a comunicare la presente informativa:

  1. a) dati anagrafici (nome, cognome, data di nascita, indirizzo etc.);
  2. b) dati di contatto dei soli membri del Personale della società che hanno degli scambi di comunicazioni con Studio G&G Commercialisti Associati (numero di telefono, email etc.);
  3. c) dati personali idonei a rivelare l’eventuale esistenza di condanne penali nonché di procedimenti penali in corso (dati giudiziari);
  4. d) speciali categorie di dati personali (per dati categorie particolari di dati, si intendono i dati personali idonei a rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e l’orientamento sessuale);
  5. e) ogni altro dato connesso con l’esecuzione del mandato.
  6. FINALITÀ, BASE GIURIDICA DEL TRATTAMENTO E NATURA DEL CONFERIMENTO DEI DATI

Studio G&G Commercialisti Associati tratterà i Dati per le seguenti finalità. In particolare:

  1. a) I dati di cui al punto 1, lettere a), b), c), d) e e) saranno trattati per la gestione dell’attività professionale con lei e/o con la società che rappresenta (la “Società”), inclusi i relativi adempimenti di carattere fiscale, legale, amministrativo e contabile (l’“Attività”). Il trattamento di tutte le categorie dei dati indicati, può essere necessario per l’adempimento di obblighi legali ai quali è soggetto Studio G&G Commercialisti Associati come, ad esempio, le prescrizioni richieste dalla normativa antiriciclaggio, antiterrorismo (art. 6, par. 1 lett. c) GDPR) e per l’esecuzione del mandato professionale conferitoci (art. 6, par. 1, lett b) GDPR). Il conferimento di tali dati è necessario per l’esecuzione dell’Attività e il mancato conferimento degli stessi comporta l’impossibilità da parte di Studio G&G Commercialisti Associati di darvi esecuzione.
  2. b) Oltre che per l’esecuzione dell’Attività, i soli dati personali di cui al punto 1, lettere a) e b), potranno essere utilizzati per l’invio, da parte di Studio G&G Commercialisti Associati, di comunicazioni connesse all’Attività attraverso newsletter, comunicazioni istituzionali e inviti a eventi, con modalità automatizzate e individuali. Tale trattamento viene effettuato sulla base del legittimo interesse (art. 6, par. 1, lett. f) GDPR) di Studio G&G Commercialisti Associati allo sviluppo delle relazioni con la propria clientela. Il conferimento dei dati per tale finalità è libero e il loro mancato conferimento non pregiudica l’esecuzione dell’Attività. Avrà sempre la possibilità di richiedere che i dati non vengano trattati per questa finalità o, qualora il trattamento sia già in corso, di esercitare il suo diritto di opposizione.
  3. MODALITÀ DEL TRATTAMENTO

Il trattamento dei Dati verrà effettuato nel rispetto dei principi di correttezza, liceità e trasparenza, con strumenti manuali, cartacei, informatici, telematici, automatizzati, anche atti a memorizzare, gestire o trasmettere i dati stessi, comunque idonei a garantire la sicurezza e la riservatezza dei Dati.

  1. PERIODO DI CONSERVAZIONE DEI DATI PERSONALI

I Dati verranno conservati, presso la sede dello Studio G&G Commercialisti Associati, per tutta la durata del rapporto contrattuale e, successivamente:

  1. a) per la finalità di cui al punto 2, lett. a), per il periodo di tempo previsto dalla normativa, anche contabile, applicabile al citato rapporto e, in ogni caso, per un tempo non superiore a 10 anni (termine prescrizionale);
  2. b) per la finalità di cui al punto 2, lett. b), per un periodo di cinque anni. Al termine di tali periodi i Dati verranno eliminati o resi in forma anonima.
  3. AMBITO DI COMUNICAZIONE E DIFFUSIONE DEI DATI PERSONALI

I dati non saranno oggetto di diffusione, salvo che ciò sia necessario per adempiere a obblighi previsti dalla legge o regolamenti.

I Dati potranno essere conosciuti ed utilizzati all’interno dello Studio G&G Commercialisti Associati, in particolare, a seconda dei compiti loro spettanti, dagli addetti delle strutture operative (contabilità, risorse umane, segreterie, gestione e manutenzione dei sistemi informatici e marketing), nonché dai professionisti e soci dello Studio G&G Commercialisti Associati.

Lo Studio G&G Commercialisti Associati si avvale inoltre di alcuni fornitori di servizi nominati responsabili esterni del trattamento. L’elenco di tali soggetti è costantemente aggiornato e, insieme alla copia delle garanzie appropriate o opportune è disponibile presso la sede dello Studio G&G Commercialisti Associati. Per informazioni sul punto può scrivere una mail all’indirizzo emaran@gegstudio.com.

6. DIRITTI DELL’INTERESSATO

Lei ha il diritto di ottenere la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che la riguardano, e ha diritto di ottenere l’indicazione:

(a) dell’origine dei dati personali;

(b) delle finalità e modalità del trattamento;

(c) della logica applicata in caso di trattamento effettuato con l’ausilio di strumenti elettronici;

(d) degli estremi identificativi del titolare, dei responsabili e del rappresentante designato;

(e) dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di rappresentante designato nel territorio dello Stato, di responsabili o incaricati.

Lei ha inoltre diritto di ottenere:

(f) l’aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi ha interesse, l’integrazione dei dati;

(g) la limitazione del trattamento nei casi di contestazione sull’esattezza dei dati, opposizione al trattamento o alla cancellazione dei dati personali nei confronti del titolare, nonché per l’accertamento, l’esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria;

(h) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati;

(i) l’attestazione che le operazioni di cui alle lettere f) e h) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si rivela impossibile o comporta un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato;

(j) i documenti di sui ai punti precedenti in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico, i dati personali forniti e di trasmetterli, direttamente o per mezzo del titolare, ad un altro titolare del trattamento (c.d. diritto alla portabilità dei dati).

Lei ha inoltre diritto di opporsi a quanto precedentemente descritto, in tutto o in parte:

(k) per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che la riguardano, ancorché pertinenti allo scopo della raccolta;

(l) al trattamento di dati personali che la riguardano a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale.

Qualora ritenga che i suoi diritti siano stati violati dal titolare e/o da un terzo, Lei ha il diritto di proporre reclamo all’Autorità per la protezione dei dati personali e/o ad altra autorità di controllo competente in forza del GDPR.

Per l’esercizio di tali diritti può scrivere una mail all’indirizzo emaran@gegstudio.com.

 

Vicenza, 25 maggio 2018

 

Studio G&G Commercialisti Associati

Dott. Antonio Zanarotti


NEWS: COMUNICAZIONE DATI FATTURA (NUOVO SPESOMETRO 2018)

NEWS: COMUNICAZIONE DATI FATTURA (NUOVO SPESOMETRO 2018)

In questo contributo si provvederà ad informarvi in merito alle novità per la compilazione del “nuovo spesometro” e le relative scadenze di presentazione.

Premessa normativa

Alla luce delle ultime novità introdotte dal Decreto Collegato Fiscale 2018, cui ha fatto seguito l’Agenzia delle Entrate con il provvedimento Prot. n. 29190/2018 del 5 febbraio 2018, la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute, meglio conosciuta con il nome di spesometro light, è stata modificata in modo tale da semplificare l'adempimento.

In base a tali modifiche, per lo spesometro 2018 è stata prevista la possibilità di effettuare l'invio dei dati delle fatture emesse e ricevute, con periodicità trimestrale o semestrale.

Soggetti obbligati ed esclusi

I soggetti obbligati alla comunicazione dei dati fatture emesse e ricevute 2018, sono tutti i soggetti passivi IVA.

Chi sono i soggetti esclusi dal nuovo spesometro 2018?

  • i contribuenti nel regime forfettario;
  • i contribuenti minimi;
  • i produttori agricoli in regime di esonero delle zone montane, ovvero:
    • se i terreni sono situati a 700 metri di altezza sopra il livello del mare, limitatamente alle particelle catastali che ricadono nella predetta altitudine;
    • se i terreni compresi nell'elenco dei territori montani compilato dalla commissione censuaria centrale;
    • se i terreni fanno parte di comprensori di bonifica montana.
  • la Pubblica Amministrazione e le Amministrazioni autonome;
  • i contribuenti titolari di partita IVA che hanno aderito all’invio telematico dei dati fatture emesse e ricevute e/o dell’opzione dei corrispettivi elettronici 2017 delle vendite di beni e delle prestazioni di servizi. Per tali soggetti, la normativa prevede l’esclusione dal nuovo spesometro 2018, ovvero, l’esonero dalla comunicazione trimestrale o semestrale dei dati delle fatture emesse e ricevute. Si ricorda ancora una volta che i contribuenti che si avvalgono della trasmissione telematica dei dati delle fatture emesse e ricevute mediante il Sistema di Interscambio, sono esonerati dagli obblighi di conservazione sostitutiva per le fatture elettroniche e i documenti informatici.

Operazioni da comunicare

  • Le fatture emesse, indipendentemente dalla loro registrazione (comprese quindi, per esempio, quelle annotate o da annotare nel registro dei corrispettivi, di cui all’art. 24 del D.P.R. n. 633/1972);
  • Le fatture ricevute e bollette doganali, registrate ai sensi dell’art. 25 del D.P.R. n. 633/1972, ivi comprese le fatture ricevute da soggetti che si avvalgono del regime forfetario o in regime di vantaggio.
  • Note di variazione delle fatture emesse e ricevute.

Non sono da comunicare, invece, i dati degli scontrini, delle ricevute fiscali o delle schede carburante (quest’ultima sarà abolita dal 1° luglio 2018).

I dati da comunicare per ciascuna fattura emessa o ricevuta sono:

  • Dati identificativi fiscali dei soggetti coinvolti nelle operazioni (partita IVA o, per i soggetti che non agiscono nell’esercizio di imprese, arti e professioni, il codice fiscale. Diventa facoltativo comunicare i dati anagrafici di dettaglio delle controparti);
  • Data e numero della fattura;
  • Base imponibile;
  • Aliquota applicata;
  • Imposta;
  • Tipologia di operazione (NATURA), nel caso in cui l’imposta non sia indicata in fattura:

- Operazioni escluse: per le fatture indicanti operazioni escluse da IVA: codice N1 – escluse: art. 15;

- Operazioni non soggette: per le fatture relative alle operazioni non soggette a IVA: N2 – non soggette;

- Operazioni non imponibili: per le fatture relative alle operazioni non imponibili, come esportazione e cessione di beni intra-UE: N3 – non imponibile;

- Operazioni esenti: per le fatture relative alle operazioni esenti, come le prestazioni sanitarie: N4 – esente;

- Operazioni soggette al regime del margine/IVA non esposta in fattura: per le fatture relative alle operazioni per le quali si applica il regime speciale dei beni usati, come la vendita di un’auto usata, per le fatture emesse senza separata indicazione dell’imposta, come nel caso dalle agenzie di viaggio e turismo: N5 – regime del margine/IVA non esposta in fattura;

- Operazioni soggette a inversione contabile IVA: le fatture reverse charge: N6 – inversione contabile (reverse charge);

- Operazioni soggette a modalità speciali di determinazione/assolvimento dell’IVA: per le fatture relative alle operazioni di vendite a distanza e alle prestazioni di servizi di telecomunicazioni: N7 – IVA assolta in altro Stato UE.

Termini e modalità di presentazione

Nuovo Spesometro 2018 scadenza Comunicazione IVA dati fatture:
Spesometro 2018 opzione semestrale scadenze:
  • I° semestre 2018: entro il 30 settembre 2018; (01/10/2018)
  • II° trimestre 2018: entro il 28 febbraio 2019;
Spesometro 2018 opzione trimestrale scadenze:
  • I° trimestre: entro il 31 maggio 2018;
  • II° trimestre: entro il 30 settembre 2018; (01/10/2018)
  • II° trimestre entro il 30 novembre 2018;
  • IV° trimestre entro l’ultimo giorno del mese di febbraio dell’anno successivo, 28 febbraio 2019.

Lo Studio è a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Cordiali saluti.


NEWS: FATTURAZIONE ELETTRONICA AI BLOCCHI DI PARTENZA, IN ARRIVO LE SOLUZIONI PERSONALIZZATE PER I NOSTRI CLIENTI

NEWS: FATTURAZIONE ELETTRONICA AI BLOCCHI DI PARTENZA, IN ARRIVO LE SOLUZIONI PERSONALIZZATE PER I NOSTRI CLIENTI

La presente informativa è volta ad informarvi in merito ad alcune novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2018. Vi è infatti una novità in particolare che impatta senza dubbio in modo significativo nell’ordinaria amministrazione di aziende e liberi professionisti: la fatturazione in formato elettronico, che diventerà obbligatoria a partire dal 1 gennaio 2019.

Premessa normativa

La fatturazione elettronica è già in vigore da alcuni anni per le operazioni svolte nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Tale modalità di fatturazione diventerà ora obbligatoria per tutti, come previsto dalla Legge di Bilancio, a partire dal 1 gennaio 2019, con alcune eccezioni per la filiera dei subappalti verso la PA e la compravendita di benzina e gasolio.

La Legge di Bilancio 2018 estende quindi l’obbligo di fatturazione elettronica agli scambi B2B, vale a dire la fatturazione tra aziende, e al B2C, ovvero alla fatturazione verso i consumatori privati privi di partita IVA, con le seguenti modalità:

  • 1° LUGLIO 2018: obbligo di fatturazione elettronica per la compravendita di benzina e gasolio ed all’interno della filiera dei subappalti verso la PA. La ricezione della fattura elettronica ed il pagamento attraverso carta di credito, debito o prepagata sono condizioni necessarie per la detrazione dell’Iva e la deduzione del costo. Le stazioni di servizio, qualora il cliente richieda l’emissione della fattura elettronica, sono obbligate ad emetterla in formato elettronico ed inviarla al richiedente tramite Sistema di Interscambio (SDI).
  • 1° GENNAIO 2019: obbligo di fatturazione elettronica verso tutti (soggetti passivi IVA e privati).

La Legge di Bilancio sottolinea il concetto che l’unica modalità di fatturazione B2B valida sarà quella elettronica. Qualsiasi fattura emessa, spedita e conservata in modalità diversa da quella elettronica sarà considerata non valida dall’Amministrazione Finanziaria con il rischio di incorrere in sanzioni e nel vedersi disconoscere deduzioni e detrazioni.

Siete pronti per affrontare questo nuovo importante adempimento della fatturazione elettronica?

Vi invitiamo a consultare e a scoprire il nostro servizio di fatturazione elettronica e i modelli operativi possibili: contattateci telefonicamente, senza impegno, per conoscere il nostro servizio e ricevere una consulenza gratuita e personalizzata sulla fatturazione elettronica.

Siamo a vostra disposizione.

                     


ANALISI DELLA CONCORRENZA: STRUMENTO E OPPORTUNITÀ PER LA TUA AZIENDA

ANALISI DELLA CONCORRENZA: STRUMENTO E OPPORTUNITÀ PER LA TUA AZIENDA

Dalla piccola alla grande azienda, oggi è fondamentale  conoscere il proprio mercato di riferimento, i principali concorrenti e i loro “numeri”. Gli imprenditori che affianchiamo lo sanno bene: nell'attuale contesto economico, nel quale la competitività e la strategia sono alla base del successo o del fallimento di un’azienda, è necessario conoscere il più possibile la concorrenza. In passato, quest’analisi veniva condotta soltanto dalle aziende più strutturate, sia per la difficoltà nel reperire le informazioni sia per una maggior lungimiranza del management. Ora sono disponibili numerosi strumenti che consentono anche alle piccole e medie aziende di sviluppare agevolmente un’analisi di questo tipo.

Ma in cosa consiste l’analisi della concorrenza? Si tratta in sostanza di studiare i propri competitors, individuarne i punti di forza, capire i punti di debolezza della propria azienda e cercare una soluzione per risolverli. Errore comune è quello di informarsi su cosa fanno i concorrenti solo quando i risultati di bilancio indicano un peggioramento delle performance, mentre sarebbe più utile agire prima attraverso un continuo monitoraggio, anno dopo anno.

Il metodo utilizzato dal nostro Studio, che si propone in qualità di partner strategico per l’azienda, prevede i seguenti steps:

  • Conoscere l’azienda;
  • Selezionare i concorrenti e raccogliere informazioni;
  • Elaborare dei dati reperiti;
  • Analizzare l’assetto organizzativo e i risultati economici;
  • Confronto dell’azienda cliente e studio delle strategie.

Nel corso dell’analisi vengono utilizzati diversi strumenti come bilanci di esercizio, riclassificazione dei dati di bilancio, indicatori e margini, che forniscono importanti informazioni riguardanti la solidità economica, il rendimento della gestione, la struttura degli investimenti e dei finanziamenti. I risultati vengono confrontati con i valori delle aziende concorrenti, elaborando per ciascun indicatore un grafico comparativo. Il tutto viene infine riassunto in un check up finale con prospetti riepilogativi e rappresentazioni grafiche, descrizioni e commenti in grado di dare una visione completa delle performance delle aziende.

Con un percorso di questo tipo, che prevede una stretta collaborazione tra Studio e cliente, si ha la possibilità di individuare eventuali punti di forza e di debolezza e di rispondere a domande come:

  • La propria redditività è in linea con la media del settore?
  • Qual è la propria struttura dei costi (fissi e variabili) rispetto agli altri?
  • Il settore nel quale si opera sta crescendo? È il momento di investire oppure no?
  • I concorrenti operano con beni di proprietà o li noleggiano?
  • Le attività svolte nelle altre realtà sono tutte gestite internamente o vengono esternalizzate?

Essere in grado di rispondere a queste e a molte altre domande può rivelarsi un elemento vincente e determinante per lo sviluppo e il futuro della propria realtà.

Individuati i punti di forza e di debolezza rispetto alle altre aziende, il percorso prosegue definendo le soluzioni più adatte e più efficienti per migliorare e per riconquistare terreno, stabilendo obiettivi precisi, chiari e raggiungibili. Per farlo lo Studio utilizza lo strumento del Gap Analysis: ad ogni “punto debole” viene associata un’azione da mettere in atto, come ad esempio l’acquisto di nuovi macchinari o l’aggiunta di servizi avanzati. Negli anni o nei mesi successivi, invece, ci concentreremo sul monitoraggio dell’andamento della propria azienda e delle concorrenti, gli obiettivi raggiunti e gli aspetti da migliorare ancora.

Il compito più arduo nello svolgimento dell’analisi è quello di rendere confrontabili aziende simili tra di loro ma diverse nella dimensione, nella struttura, nel personale e nei processi produttivi, non è sufficiente affidarsi ad un software ma è indispensabile l’apporto di un consulente esperto. Inoltre, data l’importanza delle scelte aziendali e per far sì che l’analisi aiuti realmente l’imprenditore, è fondamentale rivolgersi ad una società di consulenza strutturata e con le competenze necessarie all’incarico.

Per questo lo Studio G&G, forte dell’esperienza maturata sul campo e sul territorio vicentino, si propone per assistere e supportare tutte le aziende interessate.


NEWS: MANOVRA CORRETTIVA: VISTO DI CONFORMITA’ E NUOVE MODALITA’ PRESENTAZIONE F24

NEWS: MANOVRA CORRETTIVA: VISTO DI CONFORMITA’ E NUOVE MODALITA’ PRESENTAZIONE F24

E’ stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 24/04/2017 la Manovra Correttiva contenuta nel D.L. n. 50/2017 con la quale sono state previste alcune importanti novità tra le quali l’estensione dello split payment (anche ai professionisti), nuove modalità di calcolo dell’ACE, rottamazione delle liti tributarie, esclusione dei marchi dal patent box, aumento della tassazione sui giochi, nuovi adempimenti per le locazioni brevi.

Inoltre nella Manovra Correttiva sono contenute importanti novità per quanto riguarda la detrazione dell’IVA assolta sugli acquisti, la necessaria apposizione del visto di conformità per le compensazioni superiori ad Euro 5.000 e le modalità di presentazione dei modelli F24.

Art. 2 della Manovra Correttiva – Detrazione dell’IVA

Prima delle modifiche, il diritto alla detrazione andava esercitato entro la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello di costituzione del diritto. Ora è invece previsto che il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile ed è esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto (a regime il termine massimo per la presentazione della dichiarazione IVA è fissato al 30/04 dell’anno successivo) ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo.

Non è chiaro da quando tale modifica trova decorrenza. E’ auspicabile che in sede di approvazione definitiva del provvedimento la disposizione venga modificata con almeno la previsione della disciplina transitoria.

Art. 3 della Manovra Correttiva – Visto di conformità e compensazioni

È stato ridotto il limite di compensazione dei crediti (sia per IVA che per imposte dirette, IRAP e ritenute) senza visto di conformità: si passa da Euro 15.000 a Euro 5.000 euro il limite oltre il quale è obbligatoria l’apposizione sulla dichiarazione del visto di conformità o, in alternativa, la firma del collegio sindacale(rimane inalterata la facoltà di compensare il credito IVA TR senza l’apposizione del visto di conformità).

Viene inoltre previsto l’obbligo di utilizzo dei servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (prima della modifica previsti in caso di compensazione dei crediti IVA per un importo superiore a Euro 5.000 annui e di presentazione di modelli F24 a “zero”) per i soggetti IVA che intendono effettuare la compensazione utilizzando:

  • il credito annuale o relativo a periodi inferiori all’anno dell’IVA;
  • i crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito, all’IRAP e ai crediti d’imposta da indicare nel quadro RU.

In assenza di un regime transitorio ne deriva quindi che i contribuenti debbano già applicare le nuove disposizioni.


NEWS: PUBBLICATI GLI ELENCHI DEI SOGGETTI ALLO SPLIT PAYMENT

NEWS: PUBBLICATI GLI ELENCHI DEI SOGGETTI ALLO SPLIT PAYMENT

In attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.M. del 27/06/2017, sul sito del Dipartimento delle Finanze sono stati pubblicati gli elenchi delle Pubbliche Amministrazioni e delle società soggette allo split payment, in qualità di destinatari, ai sensi dell’art. 17-ter del DPR 633/72, al fine di “assicurare una maggiore certezza giuridica” ai soggetti passivi IVA che, a partire dal 01/07/2017 dovranno applicare le nuove norme in materia di scissione dei pagamenti introdotte dall’art. 1 del DL 50/2017 (conv. L. 96/2017).

Si ricorda infatti che, con il DL 50/2017, è stato esteso il meccanismo dello split payment:

  • ai compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito;
  • a tutte le Pubbliche Amministrazioni inserite nel conto economico consolidato (ad esempio le Agenzie fiscali, gli Ordini professionali, il CONI, le autorità amministrative indipendenti come l’AGCOM, ecc.);
  • alle società controllate direttamente, con controllo di diritto ex art. 2359 comma 1 n. 1) c.c., dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri, sia le società controllate direttamente o indirettamente, di diritto, da queste ultime;
  • alle società controllate direttamente, con controllo di fatto exart. 2359 comma 1 n. 2) c.c., dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri, nonché le società controllate direttamente o indirettamente, di diritto, da queste ultime;
  • alle società controllate direttamente, con controllo di diritto, dagli enti territoriali (Regioni, Province, Città metropolitane, Comuni e Unioni di Comuni), nonché delle società controllate di diritto, direttamente o indirettamente, da queste ultime;
  • alle 40 società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana. Quest’ultimo elenco potrebbe, per espressa previsione dell’art. 17-ter comma 1-bis lett. d) del DPR 633/72, essere sostituito da un indice di riferimento alternativo del mercato azionario, a seguito della pubblicazione del decreto attuativo della disciplina da parte del Ministero dell’Economia e delle finanze.

È evidente che gli elenchi pubblicati dal Dipartimento delle Finanze trovano ora riconoscimento normativo e costituiranno un riferimento fondamentale per gli operatori. È in dubbio se sia ancora possibile esperire la procedura prevista dall’art. 17-ter del DPR 633/72 comma 1-quater, in base alla quale il fornitore può richiedere all’ente o società acquirente il rilascio un’apposita attestazione, vincolante per l’emissione della fattura.


NEWS: PROROGA AL 28 SETTEMBRE DELLA COMUNICAZIONE DEI DATI DELLE FATTURE

NEWS: PROROGA AL 28 SETTEMBRE DELLA COMUNICAZIONE DEI DATI DELLE FATTURE

In attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM), su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, il Ministero dell’Economia e delle finanze ha reso noto che il termine per effettuare la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute, relative al primo semestre 2017, viene posticipato al 28 settembre 2017, in luogo del termine ordinario del 16 settembre.

La proroga del termine non incide sulla comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA riferite al secondo trimestre 2017, la quale dovrà avvenire comunque entro il termine ordinario del 18 settembre 2017.