Moratoria mutui PMI – Comunicato stampa ABI

Gentile Cliente,

la presente per informare che l’ABI, attraverso un comunicato stampa che riportiamo in calce alla presente, ha fornito ai propri associati informazioni circa l’operatività delle moratorie.

In particolare, con le nuove moratorie:

  1. le piccole e medie imprese danneggiate dall’emergenza epidemiologica “COVID-19” possono chiedere la sospensione o l’allungamento dei prestiti contratti fino al 31 gennaio 2020;
  2. è prevista la sospensione fino ad un anno del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti;
  3. la misura si applica ai finanziamenti a medio lungo termine (compresi quelli perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie) ed alle operazioni di leasing, immobiliare o mobiliare; in quest’ultimo caso, la sospensione riguarda la quota capitale implicita dei canoni di leasing;
  4. per le operazioni di allungamento dei mutui, il periodo massimo di estensione della scadenza del finanziamento può arrivare fino al 100 per cento della durata residua dell’ammortamento. Per il credito a breve termine il periodo massimo di allungamento delle scadenze è pari a 270 giorni.

Suggeriamo pertanto ai Clienti interessati di contattare gli istituti di credito per richiedere l’attivazione della moratoria.

Lo Studio rimane a disposizione e porge cordiali saluti.

 

                                                                                              Studio G&G Commercialisti Associati

 

COMUNICATO STAMPA - ABI

Alle nuove moratorie, sottoscritte dall’ABI e dalle Associazioni di rappresentanza delle imprese, aderiscono Banche che già rappresentano il 90% in termini di totale dell’attivo, con una presenza in tutte le parti d’Italia. L’Associazione Bancaria Italiana segnala che l’Addendum all’Accordo per il Credito 2019, pubblicato il 7 marzo, è immediatamente operativo e questa mattina ha inviato ai propri associati la lettera circolare per fornire informazioni per la piena operatività delle moratorie. In particolare, con le nuove moratorie, viene estesa ai prestiti contratti fino al 31 gennaio 2020 la possibilità di chiedere la sospensione o l’allungamento. La moratoria è riferita ai finanziamenti alle piccole e medie imprese danneggiate dall’emergenza epidemiologica “COVID-19”. La sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti può essere chiesta fino a un anno. La sospensione è applicabile ai finanziamenti a medio lungo termine (mutui), anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, e alle operazioni di leasing, immobiliare o mobiliare. In questo ultimo caso, la sospensione riguarda la quota capitale implicita dei canoni di leasing. Per le operazioni di allungamento dei mutui, il periodo massimo di estensione della scadenza del finanziamento può arrivare fino al 100% della durata residua dell’ammortamento. Per il credito a breve termine e il credito agrario di conduzione il periodo massimo di allungamento delle scadenze è pari rispettivamente a 270 giorni e a 120 giorni. Nell’accordo è previsto che, ove possibile, le banche possono applicare misure di maggior favore per le imprese rispetto a quelle previste nell’Accordo stesso e si auspica che, al fine di assicurare massima tempestività nella risposta, si accelerino le procedure di istruttoria. Restano ferme le altre condizioni previste dal citato Accordo. Nell’Addendum, ABI, Alleanza delle Cooperative Italiane (AGCI, Confcooperative, Legacoop) CIA-Agricoltori Italiani, CLAAI, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confimi Industria, Confindustria e Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti) chiedono, inoltre, di ampliare l’operatività del Fondo di Garanzia per le PMI e misure aggiuntive per agevolare l’accesso al credito. Al fine di favorire la realizzazione delle operazioni di sospensione o allungamento delle scadenze dei finanziamenti, l’ABI e le Associazioni di rappresentanza delle imprese firmatarie si impegnano a promuovere, presso le competenti Autorità europee e nazionali, una modifica delle attuali disposizioni di vigilanza riguardo le misure di tolleranza (c.d. forbearance), necessaria in una situazione emergenziale, come quella attuale.

Roma, 9 marzo 2020


Coronavirus: le proposte dei commercialisti

Disapplicazione ISA generalizzata per l’anno 2020 e rinvio dei termini per l’annualità 2019, sospensione delle limitazioni delle compensazioni introdotte con il decreto fiscale 2020, rinvio a 180 giorni del termine per l’approvazione dei bilanci d’esercizio chiusi al 31 dicembre 2019. Sono alcune delle proposte che le Associazioni di categoria dei commercialisti (ADC, AIDC, ANC, ANDOC, FIDDOC, SIC, UNAGRACO, UNGDCEC e UNICO) hanno avanzato per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Le proposte tengono conto tanto delle esigenze dei contribuenti quanto di quelle dei professionisti che operano nella materia tributaria.

Con una nota stampa del 10 marzo, le Associazioni dei commercialisti hanno stilato le proposte congiunte per fronteggiare le conseguenze economiche dell’emergenza Coronavirus.
In sintesi, i commercialisti propongono:
- l’allargamento a tutto il territorio delle misure introdotte dal D.L. n. 9/2020;
- la sospensione per sei mesi degli adempimenti fiscali, oltre che previdenziali e assistenziali, ivi compresi i relativi versamenti (anche per imposte regionali o comunali) su tutto il territorio nazionale;
- l’estensione a tutto il territorio nazionale dei provvedimenti legislativi emanati a sostegno dell’economia e delle imprese anche alle attività libero-professionali;
- la sospensione degli atti impositivi, in materia previdenziale e tributaria, con rinvio di ogni termine sostanziale, di pagamento o di impugnazione nonché processuale, ivi comprese tutte le altre scadenze di contenzioso o contraddittorio con gli uffici (quali, tra gli altri, la presentazione dell’istanza di reclamo-mediazione o accertamento con adesione o ancora di autotutela);
- la sospensione per sei mesi degli atti impositivi, in materia previdenziale e tributaria, con rinvio di ogni termine sostanziale, di pagamento o di impugnazione nonché processuale, ivi comprese tutte le altre scadenze di contenzioso o contraddittorio con gli uffici, quali, tra gli altri, la presentazione dell’istanza di reclamo-mediazione o accertamento con adesione o ancora di autotutela;
- sospensione di tutte le procedure cautelari in corso da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, nonché degli enti pubblici per la riscossione diretta dei propri tributi, delle società in house e dei concessionari sino a 15 giorni successivi alla dichiarazione di termine dello stato di cui al D.P.C.M. 10 marzo 2020;
- la sospensione degli adempimenti e rinvio di tutti i termini connessi a procedure concorsuali ed esecutive;
- la disapplicazione ISA generalizzata per l’anno 2020 e rinvio dei termini per l’annualità 2019 ai fini ISA (stante le difficoltà di reperimento dati relativi al periodo d’imposta 2019 a fronte dell’emergenza sanitaria in corso);
- la sospensione delle limitazioni delle compensazioni introdotti con Decreto fiscale 2020, e conseguente facoltà di utilizzo dei crediti anche antecedentemente alla presentazione della dichiarazione;
- l’introduzione di un credito d’imposta pari al 100% della spesa documentata per introduzione ed implementazione di forme di smart working e telelavoro, inclusa la formazione, così da preparare gli italiani a future situazioni di emergenza ovvero, alternativamente, l’allargamento territoriale dell’ambito di applicazione dei servizi e delle soluzioni innovative collegate all’iniziativa di solidarietà digitale del Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione (https://solidarietadigitale.agid.gov.it);
- la previsione dell’applicazione di ammortizzatori sociali generalizzati per dipendenti di imprese e di lavoratori autonomi e di professionisti;
- l’allargamento dell’adozione di misure di sostegno a favore delle zone economiche speciali (ZES) anche ai territori maggiormente colpiti dall’emergenza sanitaria;
- la sospensione fino a 12 mesi del pagamento delle rate dei mutui e dei finanziamenti di qualsiasi genere , per famiglie, lavoratori autonomi e imprese di qualsiasi dimensione nonché la sospensione dei pagamenti dei canoni per contratti di locazione finanziaria aventi a oggetto beni strumentali all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale, agricola o professionale, con raccomandazione che la stessa sospensione non abbia ripercussioni sulla centrale rischi;
- il rinvio a 180 giorni del termine per l’approvazione dei bilanci d’esercizio chiusi al 31 dicembre 2019 e pari slittamento per approvazione dei bilanci per gli enti pubblici e enti locali;
- la proroga dei termini previsti per le misure di allerta volte ad innescare i meccanismi di prevenzione della crisi d’impresa;
- l’estensione dell’art. 16, D.L. n. 9/2020 anche a tutti i professionisti del territorio nazionale iscritti alle casse di previdenza autonome dei rispettivi Ordini professionali;
- la previsione di contributi a fondo perduto per tutti i titolari di partita IVA compreso professionisti a sostegno delle attività a causa del forzato blocco economico generalizzato;
- la moratoria all’applicazione della nuova disciplina in materia di appalti e subappalti.
Inoltre, per tutte le attività d’impresa e di lavoro autonomo, viene proposto il riconoscimento per il periodo d’imposta 2020 di una deduzione dal reddito assoggettato a IRPEF o a IRES, nonché dalla base imponibile IRAP. La deduzione sarà commisurata ad una percentuale (ad esempio 20%) da applicarsi all’importo documentato della riduzione del fatturato, o dei corrispettivi, maturata nel periodo interessato dalle misure di contenimento e per i 6 mesi successivi alla revoca delle stesse. Per tutte le altre attività d’impresa e di lavoro autonomo, non collocate nelle zone soggette alle misure di contenimento e di gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID2019, si riconosce per il periodo d’imposta 2020 una deduzione dal reddito assoggettato ad IRPEF o ad IRES, nonché dalla base imponibile IRAP, pari al 2 % dei corrispettivi dichiarati nell’ultimo esercizio, precedente a quello in corso.
Oltre a quanto sopra specificato, le Associazioni di categoria propongono:
- l’utilizzo della delega unica telematica, per il disbrigo di tutte le pratiche di natura tributaria da parte del professionista; ovvero in subordine, la gestione delle deleghe con Agenzia delle Entrate in modalità remota;
- la registrazione di tutti gli atti in modalità remota (modalità ad oggi consentita solo per le locazioni, RLI telematico) ovvero l’ampliamento da parte dell’Agenzia delle Entrate delle attività veicolabili tramite CIVIS e l’incentivazione dei collegamenti telefonici;
- l’introduzione di un aiuto alla crescita e alla competitività con interventi di medio periodo (5 anni), attraverso contributi in conto interessi parametrato al fatturato (max 5%) o al patrimonio netto (50%), con libertà di utilizzo, a condizione che sussista la continuità aziendale ed il tutto sia asseverato da un commercialista iscritto all’albo;
- la previsione della deduzione di borse di studio erogate da imprese e professionisti a favore di borse di ricerca anche in materie non inerenti all’attività di impresa o professionale;
procedure semplificate e straordinarie di liquidazione dei debiti in particolare della PA, diminuendo il tempo medio di pagamento fino a 40 giorni (rispetto agli attuali 70) in favore delle imprese e i lavoratori autonomi con sede legale o operativa nelle zone soggette a disposizioni restrittive.

Coronavirus - COVID19 - Avviso a Clienti ed Istituzioni

                                   

 

Vicenza, 12.03.2020

 

Gentili Clienti ed Istituzioni,

a seguito dell’ultimo DPCM dell’11.03.2020, ci troviamo costretti ad affrontare un’emergenza che solo qualche giorno fa era per tutti noi impensabile e che ci pone al centro di delicate responsabilità sociali e professionali.

Ecco perché il nostro Studio con la nostra società di servizi, Prima Consulting Srl, si sono attivati con la massima prontezza ed attenzione affinché sia tutelata in primis la salute del proprio personale, dei propri collaboratori e di quanti possano interagire con le nostre strutture e, al tempo stesso, sia garantito il nostro impegno verso i Clienti.

Abbiamo quindi deciso di chiudere lo Studio al pubblico, sospendendo le riunioni e gli accessi dall’esterno. Tuttavia, siamo pienamente operativi, avendo attivato lo smartworking (“lavoro agile”), quindi raggiungibili tramite e-mail e cellulare contattando il vostro professionista di riferimento.

Per eventuali urgenze e necessità non differibili al professionista vi invitiamo a scrivere a Erika Maran (emaran@gegstudio.com).

Tutto ciò, come da Decreto Ministeriale, sarà valido da oggi al 25.03.2020, salvo ulteriori proroghe a norma di legge.

Siamo convinti che le nostre risorse professionali possano continuare ad essere profuse anche in questo difficile momento, con la disponibilità di sempre, confermando che siamo a vostra completa disposizione con le nostre diverse competenze per aiutarvi ad affrontare l’emergenza ed accelerare il ritorno alla normalità.

Confidando che il nostro Governo provveda tempestivamente all’aiuto e al sostegno delle attività economiche e produttive, sarà nostra cura e premura informarvi in merito alle opportunità ed agevolazioni, eventuali proroghe di scadenze fiscali, civilistiche, societarie e tributarie già fissate, per le vostre realtà lavorative, ciò che ci sta più a cuore.

Augurandoci di tornare presto all’ordinarietà, vi ringraziamo per la vostra fiducia.

 

Studio G&G Commercialisti Associati                                                     Prima Consulting Srl

 

“Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento” (C. Darwin)

#iorestoacasa 


AVVISO AI CONTRIBUENTI CHE PRESENTANO LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI (Legge di Bilancio 2020 n. 160/2019)

La Legge di Bilancio 2020 ha introdotto importanti novità. In particolare l’art. 1 comma 679-680, ha previsto che dal 1° gennaio 2020, ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, la detrazione dell’imposta lorda nella misura del 19%, spetta a condizione che la spesa venga sostenuta utilizzando sistemi di pagamento tracciabili quali:

 

  • Carte di credito o debito
  • Bancomat o pos
  • Assegni bancari o circolari
  • Bonifici bancari o postali

 

Pertanto TUTTE le spese che concorrono al beneficio fiscale del 19% in sede di dichiarazione dei redditi, a decorrere dall’anno 2020, non potranno essere più effettuate con l’utilizzo del denaro contante, pena la perdita della detrazione. A titolo semplificativo riassumiamo di seguito le spese soggette a questo sistema di pagamento:

 

  • Spese sanitarie
  • Interessi per mutui ipotecari
  • Spese di istruzione
  • Spese funebri
  • Spese per l’assistenza personale
  • Spese per attività sportiva per ragazzi
  • Spese per intermediazione immobiliare
  • Spese per canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sede

 

  • Erogazioni liberali
  • Spese veterinarie
  • Premi per assicurazioni sulla vita e contro infortuni
  • Spese per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico regionale ed interregionale

Si possono ancora pagare in contanti:

  • Medicinali e dispositivi medici
  • Prestazioni sanitarie rese dalle sole strutture sanitarie accreditate al Servizio Sanitario Nazionale.

 

Lo Studio è sempre a disposizione per ogni eventuale delucidazione.

 

STUDIO G&G

Commercialisti Associati


Approvate le nuove specifiche tecniche in materia di fatturazione elettronica

Con il Provvedimento n. 99922 del 28.02.2020 il Direttore dell’Agenzia delle Entrate:

  1. ha disposto un (ulteriore) differimento del termine per aderire al servizio di consultazione delle fatture elettroniche dell’Agenzia delle Entrate al prossimo 4 maggio 2020;
  2. ha previsto che i consumatori finali che abbiano effettuato l’adesione al servizio di consultazione possono consultare le proprie fatture ricevute a decorrere dal 1° marzo 2020;
  3. ha approvato le nuove specifiche tecniche in materia di fatturazione elettronica.

Con riferimento al punto n. 3 si fa osservare che le nuove specifiche tecniche sostituiscono, con decorrenza 4 maggio 2020, la precedente versione approvata con Provvedimento del 30.04.2018.

Il medesimo Provvedimento ammette comunque la possibilità di trasmettere al SDI e di recapitare le fatture elettroniche anche secondo le specifiche tecniche precedenti fino al 30 settembre 2020.

Quanto alle novità apportate alle specifiche tecniche, queste sono in particolare rappresentate dall’introduzione di nuove importanti codifiche dei “tipi documento – TD” nonché da una maggiore articolazione dei codici relativi alla natura dell’operazione “N”.

Tra le nuove codificazioni previste dalle specifiche tecniche, riteniamo di segnalare l’introduzione di due diversi codici di identificazione della fattura differita:

  • il TD24 che riguarda le fatture differite che i contribuenti utilizzano per le cessioni dei beni a seguito di emissione, al momento di effettuazione dell’operazione, di specifici documenti di trasporto (DDT) ovvero per le prestazioni di servizi quando le stesse sono, al massimo al momento di effettuazione dell’operazione, idoneamente documentate (es. mediante “fattura proforma” o “avviso di parcella”). In questo caso la fattura deve essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione;
  • il TD25 che  riguarda le fatture differite emesse in caso di c.d. “triangolare interna”, che comporta l’intervento di tre soggetti nazionali, ove un cedente “A” fattura una cessione di beni nei confronti di un proprio cliente “B” avendoli acquistati da un fornitore “C”, e per i quali ha incaricato quest’ultimo di provvedere alla consegna direttamente al medesimo cliente “B”. In questo caso la fattura deve essere emessa entro il mese successivo a quello della consegna o spedizione dei beni (mese nel quale viene spostata anche l’esigibilità dell’imposta), assumendo in tal senso rilevanza la data del DDT emesso dal primo cedente verso il destinatario dei beni.

Per un approfondimento completo delle novità contenute nel menzionato Provvedimento del 28.02.2020, si rimanda ad una Circolare dello Studio in corso di pubblicazione.


Dichiarazioni d’intento con nuove regole dal 2 marzo 2020

Per mezzo del Provvedimento n. 96911 del 27 febbraio 2020 l’Agenzia delle Entrate ha disposto che a decorrere dal 2 marzo 2020 vengono resi disponibili a ciascun fornitore, per mezzo del “Cassetto fiscale”,  le informazioni relative alle dichiarazioni d’intento trasmesse dagli esportatori abituali per via telematica al fine di avvalersi del regime di non imponibilità previsto dall’art. 8, co. 2 del D.P.R. n. 633/1972.

Con il sopracitato Provvedimento l’Agenzia delle Entrate fornisce (finalmente) le indicazioni operative legate alle modifiche apportate dal c.d. “Decreto Crescita” alla disciplina delle dichiarazioni d’intento, in ossequio alle quali il fornitore dell’esportatore abituale dovrà indicare sulla fattura emessa gli estremi del protocollo di ricezione della dichiarazione d’intento.

Sempre per il tramite del Provvedimento dello scorso 27 febbraio è stato approvato un nuovo modello di lettera d’intento da utilizzare dal 2 marzo 2020. E’ comunque consentito l’utilizzo del precedente modello di lettera d’intento fino al 60° giorno successivo alla pubblicazione del menzionato Provvedimento (29 aprile 2020).


Nuovi obblighi di comunicazione all’ENEA per le detrazioni fiscali

 

I lavori di ristrutturazione che implicano dei benefici in termini di risparmio energetico e che permettono l’accesso al beneficio fiscale di detrazione del 50% devono essere comunicati in via telematica all’ENEA.

La legge di bilancio ha introdotto, a partire dal 2018, l’obbligo di trasmissione all’Enea delle informazioni sui lavori effettuati di ristrutturazione edilizia, al pari di quanto già previsto per quanto concerne la riqualificazione energetica degli edifici.

La Legge di stabilità 2018 (art. 1, comma 3, lett. b), n. 4, Legge n. 205/2018) ha integrato il D.L. n. 63/2013, relativo alle agevolazioni fiscali su opere con finalità di risparmio energetico, ampliando l’ambito degli interventi da comunicare, al termine dei lavori, all’ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile.

Attenzione

Per individuare gli interventi oggetto di comunicazione obbligatoria, l’ENEA ha emanato nel novembre 2018 una specifica guida (disponibile in formato elettronico sul sito internet: http://www.acs.enea.it/ristrutturazioni-edilizie/), ove sono indicati i lavori oggetto di comunicazione.

 

  1.  RISPARMIO ENERGETICO

FINO AD ORA…

Gli interventi che richiedono la comunicazione in commento sono i seguenti:

 

Componenti
e tecnologie
Tipo di intervento
Strutture edilizie • riduzione della trasmittanza delle pareti verticali che delimitano gli ambienti riscaldati dall’ esterno, dai vani freddi e dal terreno;

• riduzione delle trasmittanze delle strutture opache orizzontali e inclinate (coperture) che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno e dai vani freddi;

• riduzione della trasmittanza termica dei Pavimenti che delimitano gli ambienti riscaldati dall’ l’esterno, dai vani freddi e dal terreno;

 

Infissi • riduzione della trasmittanza dei serramenti comprensivi di infissi che delimitano gli ambienti riscaldati dall’ esterno e dai vani freddi;

 

Impianti
tecnologici
• installazione di collettori solari (solare termico) per la produzione di acqua calda sanitaria e/o il riscaldamento degli ambienti;

• sostituzione di generatori di calore con caldaie a condensazione per il riscaldamento degli ambienti (con o senza produzione di acqua calda sanitaria) o per la sola produzione di acqua calda per una pluralità di utenze ed eventuale adeguamento dell’impianto;

• sostituzione di generatori con generatori di calore ad aria a condensazione ed eventuale adeguamento dell’impianto;

• pompe di calore per climatizzazione degli ambienti ed eventuale adeguamento dell’impianto;

• sistemi ibridi (caldaia a condensazione e pompa di calore) ed eventuale adeguamento dell’impianto;

• microcogeneratori (Pe<50kWe);

• scaldacqua a pompa di calore;

• generatori di calore a biomassa;

• installazione di sistemi di contabilizzazione del calore negli impianti centralizzati per una pluralità di utenze;

• installazione di sistemi di termoregolazione e building automation;

• installazione di impianti fotovoltaici.

 

Elettrodomestici Solo se collegati ad un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a decorrere dal 1° gennaio 2017):

• forni

• frigoriferi

• lavastoviglie

• piani cottura elettrici

• lavasciuga

• lavatrici.

* Classe energetica minima prevista A+ ad eccezione dei forni la cui classe minima è la A.

 

  • Soggetti interessati

Sono tenuti alla comunicazione all’ENEA i contribuenti che abbiano commissionato o eseguito lavori di interventi edilizi e tecnologici che accedono alle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie che comportano risparmio energetico e/o l’utilizzo delle fonti rinnovabili di energia.

Detta comunicazione deve essere trasmessa dal contribuente che intende avvalersi della detrazione fiscale. In alternativa, la comunicazione può essere trasmessa in qualità di intermediario (tecnico, amministratore, ecc., che compila la dichiarazione per conto di un cliente, di un assistito, di un condominio o di una società).

  • RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

DA ORA IN POI….

NOVITA’: Obbligo Di Trasmissione All’enea

La legge di bilancio ha introdotto, a partire dal 2018, l’obbligo di trasmissione all’Enea delle informazioni sui lavori di ristrutturazione effettuati, al pari di quanto già previsto per quanto concerne la riqualificazione energetica degli edifici.

La finalità dell’introduzione di tale obbligo è quella di monitorare e valutare, a seguito della realizzazione degli interventi di recupero del patrimonio edilizio, il risparmio energetico che è stato conseguito.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la guida aggiornata in materia di agevolazioni fiscali previste per gli interventi di ristrutturazione edilizia, a seguito delle modifiche apportate alla disciplina con la legge di Bilancio 2018.

Il documento riepiloga, in maniera approfondita, i vari aspetti che caratterizzano tali misure agevolative.

Le agevolazioni consistono nella possibilità, per i soggetti beneficiari, di usufruire di detrazioni d’imposta (IRPEF) nella misura:

  • del 50% delle spese sostenute (rilevano i bonifici) tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2018 (soglia massima di spesa pari a 96.000 per ogni unità immobiliare);
  • del 36% delle spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2019 (soglia massima di spesa pari a 48.000 per ogni unità immobiliare).

Il limite di spesa va rapportato al singolo immobile.

Se gli interventi di ristrutturazione vengono effettuati su immobili residenziali che sono altresì adibiti all’esercizio della professione ovvero di un’attività commerciale, la misura della detrazione è ridotta alla metà.

  • Detrazione: Soggetti Beneficiari

I contribuenti residenti (e non), assoggettati a IRPEF che:

  • sono proprietari degli immobili sui quali vengono effettuati gli interventi;
  • vantano diritti reali/personali di godimento sui predetti immobili,
  • e che sostengono le relative spese.

Possono pertanto usufruire dell’agevolazione i seguenti soggetti:

  • proprietari o nudi proprietari;
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • locatari o comodatari;
  • soci di cooperative divise e indivise;
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce;
  • soggetti che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

A condizione che sostengano le spese per la realizzazione degli interventi (e siano intestatari di bonifici e fatture), possono beneficiare delle detrazioni anche:

  • il familiare convivente con il possessore o il detentore dell’immobile oggetto dell’intervento;
  • il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato (per le spese che sono sostenute dal 1° gennaio 2016);
  • il coniuge separato al quale è stato assegnato l’immobile intestato all’altro coniuge.

In tali ultime ipotesi (restando ferme le altre condizioni), spetta la detrazione anche qualora le abitazioni comunali siano intestate al proprietario dell’immobile.

  • Tipologie Di Interventi

Diverse le tipologie di interventi di ristrutturazione per i quali è riconosciuta la possibilità di avvalersi della detrazione fiscale.

Si tratta:

  • degli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati su immobili residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze;
  • degli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi (indipendentemente dal fatto che detti lavori non rientrano nella categoria sopra indicata);
  • dei lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori e montacarichi (per esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione), nonché alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone con disabilità gravi;
  • degli interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi;
  • degli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico;
  • degli interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia;
  • degli interventi per l’adozione di misure antisismiche, con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica;
  • degli interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici.
  • PROCEDURE

La Procedura, come descritta dalla già citata guida pubblicata dell’ENEA (disponibile in formato elettronico sul sito internet: http://www.acs.enea.it/ristrutturazioni-edilizie/), prevede preliminarmente l’iscrizione da parte del soggetto trasmittente la comunicazione:

La trasmissione dei dati relativi agli interventi realizzati va effettuata seguendo i seguenti passi:

  • FASE 1. Registrazione degli utenti
  • FASE 2. Dati del Beneficiario
  • FASE 3. Dati dell’immobile
  • FASE 4. Scheda descrittiva degli interventi
  • FASE 5. Trasmissione

 Attenzione

Dai dati richiesti nelle diverse fasi della procedura di comunicazione, si desume che non è richiesta la coincidenza tra soggetto che effettua la trasmissione e soggetto beneficiario della detrazione fiscale spettante sugli interventi eseguiti.

  • MEMO – Registrazione degli utenti

Gli utenti già registrati sul portale per la trasmissione dei dati per gli interventi di riqualificazione energetica ai sensi della Legge n. 296/06 (https://finanziaria2018.enea.it/index.asp), potranno utilizzare le credenziali già in loro possesso per accedere al portale http://ristrutturazioni2018.enea.it senza bisogno di un’ulteriore registrazione.

Analogamente, la registrazione eseguita per la trasmissione sul sito http://ristrutturazioni2018.enea.it è valida anche per l’accesso al portale dedicato agli interventi di riqualificazione energetica ai sensi della L. 296/2006.

  • SANZIONI

Nelle norme di legge, nello specifico il nuovo comma 2-bis del novellato art. 16 del D.L. n. 63/2013, e nelle disposizioni attuative, assenti in questo caso e sostituite dalla guida operativa emanata dall’ENEA, non sono indicate specifiche sanzioni.

In caso di omessa trasmissione della comunicazione all’ENEA, il contribuente, quindi, ai fini della remissione in bonis, deve:

  • effettuare la comunicazione richiesta entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile;
  • versare contestualmente l’importo pari alla misura minima della sanzione disciplinata dall’art. 11 comma 1 del DLgs. 471/97 (250 euro), mediante modello F24 senza possibilità di compensazione.
  • SCADENZA

La trasmissione dei dati dovrà avvenire entro il termine di 90 giorni a partire dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo.

Per gli interventi la cui data di fine lavori (come da collaudo delle opere, dal certificato di fine dei lavori o da dichiarazione di conformità) è compresa tra il 01/01/2018 e il 21/11/2018 (data di apertura del sito) il termine dei 90 giorni decorre dal 21/11/2018, vale a dire entro il 19 febbraio 2019.

Per computare la data di decorrenza è necessario individuare la data di ultimazione dei lavori o del collaudo, non rilevano pertanto le date in cui sono avvenuti i pagamenti da parte del contribuente.

In assenza del collaudo, ove esso non sia richiesto, come nel caso di installazione di infissi, la data di fine lavori può essere comprovata dalla documentazione emessa dal soggetto che ha eseguito i lavori (o dal tecnico che compila la scheda informativa). Non è ritenuta valida, a tal fine, una dichiarazione del contribuente resa in sede di autocertificazione.


FATTURAZIONE ELETTRONICA NEL SETTORE PRIVATO, COME FUNZIONA?

FATTURAZIONE ELETTRONICA NEL SETTORE PRIVATO, COME FUNZIONA?

La Legge di Bilancio del 2018 ha introdotto, com’è noto, l’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica (FE) a partire dal 1° gennaio 2019 per tutte le operazioni fra soggetti residenti o stabiliti (l’obbligo è invece già in vigore da luglio 2018 per la cessione di gasolio e benzina per autotrazione, tranne quelle effettuate presso impianti stradali di distribuzione, nonché per i subappalti o subforniture nella filiera degli appalti pubblici).

Con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018 sono state emanate le specifiche tecniche per l’emissione e la ricezione di dette fatture che deve avvenire attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) gestito dalla Sogei (lo stesso già usato per le fatture elettroniche verso la P.A.). L’impatto per gli operatori è particolarmente rilevante giacché cambierà radicalmente molte abitudini e prassi operative sia per le aziende che provvedono in proprio alla gestione degli adempimenti di fatturazione e tenuta della contabilità, sia per quelle che si affidano in tutto o in parte allo Studio. Va altresì premesso che il quadro applicativo non risulta ancora del tutto completo, mancando provvedimenti e/o istruzioni per la gestione di molte operazioni particolari (autofatture omaggi/cessioni gratuite, splafonamento esportatori abituali, passaggi interni, estrazioni depositi Iva, etc.) nonché per la protocollazione delle fatture ricevute e l’integrazione di quelle in reverse charge.        Ulteriori novità (attualmente al vaglio dei tecnici dell’Amministrazione finanziaria come confermato nell’audizione del 3 ottobre 2018 del direttore dell’Agenzia delle Entrate), potrebbero riguardare, in logica distensiva, la definizione dei tempi di trasmissione della fattura e dell’esercizio del diritto alla detrazione.

Soggetti e operazioni interessate

Sono obbligatoriamente interessati tutti i soggetti passivi Iva (indipendentemente dai limiti dimensionali) con la sola esclusione dei contribuenti minimi e forfetari (per i quali l’uso della FE rimane facoltativo, salvo verso la P.A.) e per gli agricoltori in regime di esonero (per i quali la fattura va emessa dal cessionario ancorché non siano ancora state individuate con precisione le modalità in regime di FE). Le operazioni coinvolte sono tutte le cessioni e prestazioni di servizi oggetto di fatturazione fra soggetti residenti o stabiliti senza distinzione di attività (dalla manifattura al commercio, dagli esercenti ai professionisti). Non sono coinvolte invece le operazioni da/per l’estero (cessioni/acquisti intra, esportazioni/importazioni, servizi internazionali) oppure anche interne da/verso i non stabiliti (ancorché identificati direttamente o con rappresentante fiscale, per i quali si veda oltre la tabella) per le quali non sono obbligatorie le nuove modalità. Per dette operazioni (con facoltà di escludere le bollette doganali o quelle in fatturazione elettronica facoltativa) è prevista, invece, l’introduzione di una comunicazione dati fatture (“spesometro trasfrontaliero” o “esterometro”) a scadenza mensile (dal 2019 viene invece eliminato l’attuale spesometro generale semestrale).

Il funzionamento

Il funzionamento può essere sintetizzato nei seguenti 3 punti:

  1. la FE deve essere conforme al contenuto e al formato (XML) delineato nelle specifiche tecniche allegate al provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 89757 del 30 aprile 2018 (i clienti che fatturano in proprio devono quindi in primis assicurarsi che i propri programmi siano implementati nel rispetto di dette specifiche e dei successivi aggiornamenti);
  2. l’emittente (il contribuente o un suo intermediario incaricato) trasmette la FE al SdI tramite i canali previsti dal provvedimento (pec, SdiCoop o SdIFtp o tramite il portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate);
  3. il SdI, effettuati taluni controlli (entro un lasso temporale che può variare da pochi secondi a massimo 5 giorni), recapita le fatture al domicilio informatico scelto dal destinatario (codice destinatario o pec destinatario); le fatture che non superano i citati controlli sono scartate dal SdI e si considerano (fin dall’origine) non emesse (con possibilità di ritrasmissione corretta – senza conseguenze sanzionatorie - se effettuata entro 5 giorni).

Cosa cambia del contenuto della fattura?

La fattura elettronica di cui al provvedimento 30 aprile 2018 contiene tutti gli elementi obbligatori attualmente noti di una fattura (cioè quelli previsti dagli articoli 21 e 21-bis, D.P.R. 633/1972), ma in formato strutturato cioè all’interno di “tag” riconoscibili in modo univoco dai vari gestionali ai fini dell’elaborazione (importazione anziché digitazione) dei dati.

Elemento fondamentale e innovativo del contenuto della fattura in analisi è, però, il domicilio elettronico del destinatario ossia il <CodiceDestinatario> oppure <PecDestinatario> che dovrà essere gestito nelle anagrafiche cliente.

Per le fatture nel settore privato non è obbligatoria (a differenza della fatturazione elettronica verso la P.A. per le quali rimangono immutate regole e procedure) l’apposizione della firma digitale, qui ammessa in via facoltativa. Il file della FE consente di inserire facoltativamente ulteriori dati utili alla gestione del ciclo attivo e passivo degli operatori (in alcuni casi come nel settore dei carburanti per il tipo di carburante o dei subappalti nella P.A. per il Cig e Cup tali dati sono obbligatori). Le specifiche consentono anche di inserire in XML degli allegati (campo attachement).

Codice destinatario (o codice SdI) a 7 caratteri

Il codice destinatario (a 7 caratteri) è rilasciato dallo SdI nel caso in cui si scelga di adottare la trasmissione e/o la ricezione delle FE attraverso i canali SdICoop o SdIFtp. Si tratta di canali di dialogo diretto con il SdI/Sogei gestiti sostanzialmente dalle software house che raccolgono dallo SdI tanto il flusso attivo quanto quello passivo delle FE legato al <CodiceDestinatario> in gestione alle stesse (difficile, per chi non è particolarmente esperto, riuscire ad attivare in autonomia detto dialogo). Attraverso specifici servizi, generalmente in ambiente cloud offerti dalle software house specializzate, l’operatore può quindi ricevere e trasmettere da/verso il SdI (che di fatto funge da postino) le fatture elettroniche legate alla propria partita Iva. Il citato codice destinatario viene quindi fornito dalla propria software house o da quella dello Studio.

Nel caso in cui desiderasse affidarsi al nostro Studio per la gestione dell’adempimento, nelle modalità che potremmo insieme concordare, il codice destinatario che dovrà comunicare a tutti i suoi fornitori è:

T9K4ZHO

Canale pec e codice destinatario convenzionale “0000000”

Nel caso in cui il destinatario scelga invece il canale di recapito via pec (campo <PecDestinatario>) va comunque sempre obbligatoriamente compilato (dal punto di vista informatico) anche il campo <CodiceDestinatario> utilizzando in questo caso il codice convenzionale “0000000”. Detto codice convenzionale va utilizzato anche nel caso di fatture emesse verso privati consumatori (nel qual caso la fattura elettronica va anche consegnata in modalità cartacea) oppure per le fatture emesse verso minimi, forfetari o agricoltori in regime di esonero (ferma restando la possibilità – se dotati – di indicare il codice destinatario o la pec).

È da sottolineare come la scelta del canale pec comporti la totale mancanza di collegamento con i gestionali per la tenuta della contabilità ed una più difficile gestione dei file in uscita ed in entrata con il rischio di non scaricare tutte le fatture/ricevute in entrata e/o gli eventuali scarti del sistema.

Riteniamo pertanto, a tal proposito, che le soluzioni offerte dal nostro Studio, che prevedono il costante monitoraggio delle fatture attive e passive in un apposito cruscotto via web, limiti le possibilità di errore.

L’imposta di bollo

Altra novità di sicuro rilievo riguarda l’applicazione dell’imposta di bollo che, nei casi in cui sia dovuta (non sono cambiate le casistiche), va assolta esclusivamente secondo la procedura di cui all’articolo 6 D.M. 17 giugno 2014 (va versata cioè con F24 – codice tributo 2501 - entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio). Si tratta quindi di compilare gli appositi campi <BolloVirtuale> e <ImportoBollo> presenti nella sezione generale della FE; per l’eventuale scelta di rivalsa sulla controparte andrà comunque inserita apposita riga di addebito dei 2 euro (con natura N1 “escluso” o N2 “non soggetto”). Vanno dimenticate, quindi, le altre modalità vigenti per la fatturazione cartacea (contrassegno o assolvimento virtuale attraverso l’autorizzazione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate).

Soluzioni per la generazione delle FE

Oltre che con software e soluzioni di mercato (che devono produrre file conformi alle specifiche tecniche), le fatture elettroniche potranno essere generate (anche tramite intermediari) con i seguenti strumenti resi disponibili gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate:

  • una procedura web presente (già da luglio 2016) sul portale “Fatture e Corrispettivi”[1];
  • un’app per telefonini e tablet (disponibile dal 29 giugno 2018)[2];
  • un softwarestand alone” per pc (disponibile dal 2 luglio 2018)[3].

Ciò premesso, va assolutamente evidenziato che le soluzioni gratuite dell’Agenzia delle Entrate possono rappresentare una soluzione fruibile nel caso di soggetti con limitate esigenze (cioè con emissione di poche fatture all’anno), mentre per la gestione di grossi carichi il ricorso alle soluzioni offerte dalla propria software house appare ineludibile. Allo stato va anche segnalato che se la procedura web  contiene la possibilità di gestire tutte le informazioni (campi) previste dalle specifiche tecniche (ma l’utilizzo web può non essere sempre agevole a causa di interruzioni o di caduta della linea), la prima versione del softwarestand alone” presenta rilevanti carenze (manca ad esempio la possibilità di inserire le modalità di pagamento nonché, per i professionisti o gli agenti, la gestione del contributo integrativo e della ritenuta d’acconto). Lacune che, tuttavia, dovrebbero essere prossimante colmate.

Modalità di recapito (dal SdI al destinatario)

Il destinatario riceverà la fattura tramite il canale di recapito (Codice destinatario o PecDestinatario) che avrà registrato nell’apposito servizio previsto nell’area autenticata “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle entrate o, in mancanza, attraverso il recapito indicato nell’apposito campo (<CodiceDestinatario> o <PecDestinatario>) dall’emittente la fattura.

È inteso che il nostro Studio è a disposizione per assistervi in questa fase fondamentale, eseguendo la procedura in qualità di intermediario laddove vi affidiate a noi per gestione dell’adempimento “FE”. Diversamente saremo comunque disponibili nel guidarvi in questa procedura.

Coordinamento con lo Studio

In queste settimane, come molti di voi avranno già notato, vi stiamo contattando per coordinare insieme le modalità ed i costi di gestione di questo nuovo adempimento.

A tal fine, abbiamo creato un apposito Team di Lavoro disponibile nel fornirvi l’assistenza necessaria nell’affrontare questa rivoluzione contabile che vi seguirà sia nella parte normativa che contrattualistica, organizzativa ed operativa.

Quadro di sintesi

Tipo operazioni Obbligo sì/no Note
Operazioni fra residenti o stabiliti

(tanto imponibili con Iva esposta immediata o differita, in reverse charge o split payment, quanto non imponibili, esenti o non soggette)

·    non è obbligatorio l’utilizzo della FE da parte dei minimi e forfetari (se non verso la P.A.)

·    verso minimi e forfetari il fornitore dovrà comunque emettere la FE indicando come codice destinatario “0000000”; idem per le forniture verso gli agricoltori in regime di esonero e verso i privati consumatori (1)

·    non è obbligatorio l’uso della FE verso i soggetti non residenti meramente identificati o con residenza fiscale in Italia; l’uso non è tuttavia vietato purché sia garantita a richiesta la copia cartacea (circolare n. 13/E/2018, § 1.2)

Operazioni da/verso non residenti (a prescindere dal trattamento) No ·    per queste operazioni dal 2019 entrerà in vigore la comunicazione dati fatture mensile (spesometro transfrontaliero)

·    l’obbligo sarà facoltativo per le operazioni con bolletta doganale e per quelle con fattura elettronica emesse in via facoltativa (2)

Note di variazione (note di accredito o note di addebito/fatture integrative) ·    solo per quelle emesse dal fornitore verso il cessionario/committente (tipo documento TD04 o TD05)

·    escluso l’uso del SdI per quelle dal cliente verso il fornitore (provvedimento n. 89757/2018, § 6.2)

Autofattura denuncia ex articolo 6, comma 8, D.lgs 471/97 ·    nel caso in cui il cessionario/committente riceve fattura irritualmente non in formato elettronico XML la fattura si considera non emessa con obbligo del cessionario di emettere l’autofattura (Tipo documento TD20) attraverso il SdI (articolo 1, comma 6, D.Lgs 127/2015; (provvedimento n. 89757/2018, § 6)
Altre autofatture Sì, ma mancano le istruzioni operative ·    la casistica (ad esempio acquisti da agricoltori in regime di esonero, autofatture per omaggi, passaggi interni, estrazione dai depositi Iva, etc.) non è stata disciplinata dal provvedimento del 30 aprile 2018, ma sarà oggetto di prossimi provvedimenti e/o chiarimenti
(1) Verso i privati consumatori è obbligatorio (salvo rinuncia dell’interessato) consegnare anche copia (analogica o elettronica) della fattura che sarà disponibile anche in un’area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate.

(2) Per le fatture attive emesse verso i non residenti sarà possibile evitare lo spesometro transfrontaliero trasmettendo la fattura al SdI indicando “XXXXXXX” come codice destinatario del cliente (e fermo restando la consegna della copia analogica al cliente anche ai fini dell’espletamento dei vari adempimenti, ad esempio, all’esportazione); l’adempimento mensile rimarrà comunque ineludibile per le fatture passive non elettroniche.

 

Lo Studio rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti, invitandovi a non trascurare questa nuova modalità di gestione della fatturazione.

[1] Accessibile attraverso credenziali Fisconline/Entratel, CNS o SPID.

[2] L’applicazione è scaricabile da Google Play del dispositivo mobile e il servizio è accessibile mediane le credenziali Fisconline/Entratel del contribuente.

[3] Il software è scaricabile dal sito dell’Agenzia delle entrate dalla sezione software > tutti i software > vomunicazioni > fatturazione elettronica.


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NEWS: FAI PUBBLICITA’ ALLA TUA AZIENDA?
USUFRUISCI DEL CREDITO D’IMPOSTA PER INVESTIMENTI PUBBLICITARI

In relazione agli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali è stato previsto un credito d’imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione, pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90% nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start-up innovative.
Per beneficiare dell’agevolazione è necessario che l’ammontare complessivo degli investimenti pubblicitari, effettuati a partire dal 1 gennaio 2018 superi almeno dell’1% l’importo degli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi d’informazione nell’anno 2017.
Il credito d’imposta spetta anche in relazione agli investimenti effettuati, esclusivamente sulla stampa (anche online), dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre 2017, rispetto agli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nel corrispondente periodo dell’anno 2016.
Entro il 22 ottobre 2018 devono essere inviate le comunicazioni per poter usufruire del credito.
Lo Studio è a Vostra completa disposizione per approfondimenti e per Assistervi nell’adempimento.


NEWS: STIPENDI IN CONTANTI, PAGAMENTO VIETATO DAL 1 LUGLIO 2018

NEWS: STIPENDI IN CONTANTI, PAGAMENTO VIETATO DAL 1 LUGLIO 2018

La presente informativa è volta ad aggiornarvi in merito ad alcune novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2018. Il nostro Governo, per combattere gli abusi contro i lavoratori, ha approvato il divieto di pagamento degli stipendi in contanti a partire dal 1 luglio 2018 e di conseguenza l’obbligo di pagamento delle retribuzioni tramite mezzi tracciabili. Le sanzioni per chi viola il divieto, anche per gli acconti di stipendio, vanno da 1.000 a 5.000 euro, con possibilità di riduzione a 1.667 euro.

Vediamo in dettaglio le novità.

 

La nuova normativa sul pagamento delle retribuzioni è contenuta nel comma 910 e seguenti all'art. 1 della Legge di Bilancio 2018 (Legge 205 del 27 dicembre 2017), che ha confermato in legge la proposta del primo firmatario l'onorevole Titti Di Salvo (Pd), presentata nel 2013, che mira ad evitare che i dipendenti, sotto il ricatto del licenziamento o della non assunzione, siano spinti a firmare una busta paga da cui risulta una retribuzione regolare anche se in realtà viene corrisposto un importo inferiore. Quindi dal 1 luglio 2018 il pagamento degli stipendi in contanti è vietato e diventa obbligatorio il pagamento della retribuzione tramite mezzi tracciabili. I mezzi di pagamento consentiti sono:

  • bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
  • strumenti di pagamento elettronico;
  • bonifico domiciliato ovvero pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro ha il conto;
  • assegno bancario o circolare intestato al lavoratore.

Pertanto, la legge indica degli specifici metodi di pagamento delle retribuzioni, ivi compreso gli acconti degli stipendi, con l'avvertenza poi chiarita dall'Ispettorato del lavoro nella nota protocollo n. 4538 del 2018, nella quale viene disposto che l’utilizzo di un qualsiasi strumento di pagamento delle retribuzioni diverso da quelli di cui sopra comporta l'irrogazione della sanzione, che può andare da 1.000 a 5.000 euro,  con possibilità di riduzione a un terzo, pagando entro 60 giorni dall’eventuale verbale di contestazione.

I rapporti di lavoro interessati dalla normativa sono quelli indicati al comma 912 della Legge di Bilancio 2018 e più precisamente:

  • contratto di lavoro a tempo indeterminato, determinato o contratto a termine, anche part-time;
  • contratto di lavoro a tempo parziale o part-time;
  • contratto di apprendistato;
  • collaborazione coordinate e continuative o cococo;
  • lavoro intermittente o accessorio o a chiamata;
  • contratti di lavoro con soci di cooperative;
  • e qualsiasi rapporto di lavoro subordinato.

Come confermato dall'Ispettorato del lavoro nella nota prot. n. 4538 del 22 maggio 2018, restano espressamente esclusi dal predetto obbligo i rapporti di lavoro instaurati con le pubbliche amministrazioni ed i rapporti di lavoro domestico. Quindi le famiglie italiane che pagano la colf o la badante o qualsiasi lavoratore del settore domestico, al quale viene applicato il CCNL del lavoro domestico, possono continuare ad erogare la retribuzione al lavoratore in contanti.

Sono inoltre esclusi da tale obbligo tutti i rapporti che non sono di lavoro subordinato o di collaborazione, quali ad esempio i tirocini formativi (o stage), i compensi derivanti da borse di studio e rapporti autonomi di natura occasionale (le cosiddette prestazioni occasionali ai sensi dell'art. 2222 del codice civile).

Da ultimo, la nuova normativa chiarisce che la firma nella busta paga apposta dal lavoratore non costituisce prova dell'avvenuto pagamento della retribuzione. Dunque l'avvenuto pagamento della retribuzione è attestato solo dalla copia del pagamento della retribuzione stessa, quindi copia del bonifico, fotocopia dell'assegno o comunque attestazione bancaria o postale.

Siamo a vostra disposizione per ulteriori chiarimenti.