Nuovi obblighi di comunicazione all’ENEA per le detrazioni fiscali

 

I lavori di ristrutturazione che implicano dei benefici in termini di risparmio energetico e che permettono l’accesso al beneficio fiscale di detrazione del 50% devono essere comunicati in via telematica all’ENEA.

La legge di bilancio ha introdotto, a partire dal 2018, l’obbligo di trasmissione all’Enea delle informazioni sui lavori effettuati di ristrutturazione edilizia, al pari di quanto già previsto per quanto concerne la riqualificazione energetica degli edifici.

La Legge di stabilità 2018 (art. 1, comma 3, lett. b), n. 4, Legge n. 205/2018) ha integrato il D.L. n. 63/2013, relativo alle agevolazioni fiscali su opere con finalità di risparmio energetico, ampliando l’ambito degli interventi da comunicare, al termine dei lavori, all’ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile.

Attenzione

Per individuare gli interventi oggetto di comunicazione obbligatoria, l’ENEA ha emanato nel novembre 2018 una specifica guida (disponibile in formato elettronico sul sito internet: http://www.acs.enea.it/ristrutturazioni-edilizie/), ove sono indicati i lavori oggetto di comunicazione.

 

  1.  RISPARMIO ENERGETICO

FINO AD ORA…

Gli interventi che richiedono la comunicazione in commento sono i seguenti:

 

Componenti
e tecnologie
Tipo di intervento
Strutture edilizie • riduzione della trasmittanza delle pareti verticali che delimitano gli ambienti riscaldati dall’ esterno, dai vani freddi e dal terreno;

• riduzione delle trasmittanze delle strutture opache orizzontali e inclinate (coperture) che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno e dai vani freddi;

• riduzione della trasmittanza termica dei Pavimenti che delimitano gli ambienti riscaldati dall’ l’esterno, dai vani freddi e dal terreno;

 

Infissi • riduzione della trasmittanza dei serramenti comprensivi di infissi che delimitano gli ambienti riscaldati dall’ esterno e dai vani freddi;

 

Impianti
tecnologici
• installazione di collettori solari (solare termico) per la produzione di acqua calda sanitaria e/o il riscaldamento degli ambienti;

• sostituzione di generatori di calore con caldaie a condensazione per il riscaldamento degli ambienti (con o senza produzione di acqua calda sanitaria) o per la sola produzione di acqua calda per una pluralità di utenze ed eventuale adeguamento dell’impianto;

• sostituzione di generatori con generatori di calore ad aria a condensazione ed eventuale adeguamento dell’impianto;

• pompe di calore per climatizzazione degli ambienti ed eventuale adeguamento dell’impianto;

• sistemi ibridi (caldaia a condensazione e pompa di calore) ed eventuale adeguamento dell’impianto;

• microcogeneratori (Pe<50kWe);

• scaldacqua a pompa di calore;

• generatori di calore a biomassa;

• installazione di sistemi di contabilizzazione del calore negli impianti centralizzati per una pluralità di utenze;

• installazione di sistemi di termoregolazione e building automation;

• installazione di impianti fotovoltaici.

 

Elettrodomestici Solo se collegati ad un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a decorrere dal 1° gennaio 2017):

• forni

• frigoriferi

• lavastoviglie

• piani cottura elettrici

• lavasciuga

• lavatrici.

* Classe energetica minima prevista A+ ad eccezione dei forni la cui classe minima è la A.

 

  • Soggetti interessati

Sono tenuti alla comunicazione all’ENEA i contribuenti che abbiano commissionato o eseguito lavori di interventi edilizi e tecnologici che accedono alle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie che comportano risparmio energetico e/o l’utilizzo delle fonti rinnovabili di energia.

Detta comunicazione deve essere trasmessa dal contribuente che intende avvalersi della detrazione fiscale. In alternativa, la comunicazione può essere trasmessa in qualità di intermediario (tecnico, amministratore, ecc., che compila la dichiarazione per conto di un cliente, di un assistito, di un condominio o di una società).

  • RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

DA ORA IN POI….

NOVITA’: Obbligo Di Trasmissione All’enea

La legge di bilancio ha introdotto, a partire dal 2018, l’obbligo di trasmissione all’Enea delle informazioni sui lavori di ristrutturazione effettuati, al pari di quanto già previsto per quanto concerne la riqualificazione energetica degli edifici.

La finalità dell’introduzione di tale obbligo è quella di monitorare e valutare, a seguito della realizzazione degli interventi di recupero del patrimonio edilizio, il risparmio energetico che è stato conseguito.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la guida aggiornata in materia di agevolazioni fiscali previste per gli interventi di ristrutturazione edilizia, a seguito delle modifiche apportate alla disciplina con la legge di Bilancio 2018.

Il documento riepiloga, in maniera approfondita, i vari aspetti che caratterizzano tali misure agevolative.

Le agevolazioni consistono nella possibilità, per i soggetti beneficiari, di usufruire di detrazioni d’imposta (IRPEF) nella misura:

  • del 50% delle spese sostenute (rilevano i bonifici) tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2018 (soglia massima di spesa pari a 96.000 per ogni unità immobiliare);
  • del 36% delle spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2019 (soglia massima di spesa pari a 48.000 per ogni unità immobiliare).

Il limite di spesa va rapportato al singolo immobile.

Se gli interventi di ristrutturazione vengono effettuati su immobili residenziali che sono altresì adibiti all’esercizio della professione ovvero di un’attività commerciale, la misura della detrazione è ridotta alla metà.

  • Detrazione: Soggetti Beneficiari

I contribuenti residenti (e non), assoggettati a IRPEF che:

  • sono proprietari degli immobili sui quali vengono effettuati gli interventi;
  • vantano diritti reali/personali di godimento sui predetti immobili,
  • e che sostengono le relative spese.

Possono pertanto usufruire dell’agevolazione i seguenti soggetti:

  • proprietari o nudi proprietari;
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • locatari o comodatari;
  • soci di cooperative divise e indivise;
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce;
  • soggetti che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

A condizione che sostengano le spese per la realizzazione degli interventi (e siano intestatari di bonifici e fatture), possono beneficiare delle detrazioni anche:

  • il familiare convivente con il possessore o il detentore dell’immobile oggetto dell’intervento;
  • il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato (per le spese che sono sostenute dal 1° gennaio 2016);
  • il coniuge separato al quale è stato assegnato l’immobile intestato all’altro coniuge.

In tali ultime ipotesi (restando ferme le altre condizioni), spetta la detrazione anche qualora le abitazioni comunali siano intestate al proprietario dell’immobile.

  • Tipologie Di Interventi

Diverse le tipologie di interventi di ristrutturazione per i quali è riconosciuta la possibilità di avvalersi della detrazione fiscale.

Si tratta:

  • degli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati su immobili residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze;
  • degli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi (indipendentemente dal fatto che detti lavori non rientrano nella categoria sopra indicata);
  • dei lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori e montacarichi (per esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione), nonché alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone con disabilità gravi;
  • degli interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi;
  • degli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico;
  • degli interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia;
  • degli interventi per l’adozione di misure antisismiche, con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica;
  • degli interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici.
  • PROCEDURE

La Procedura, come descritta dalla già citata guida pubblicata dell’ENEA (disponibile in formato elettronico sul sito internet: http://www.acs.enea.it/ristrutturazioni-edilizie/), prevede preliminarmente l’iscrizione da parte del soggetto trasmittente la comunicazione:

La trasmissione dei dati relativi agli interventi realizzati va effettuata seguendo i seguenti passi:

  • FASE 1. Registrazione degli utenti
  • FASE 2. Dati del Beneficiario
  • FASE 3. Dati dell’immobile
  • FASE 4. Scheda descrittiva degli interventi
  • FASE 5. Trasmissione

 Attenzione

Dai dati richiesti nelle diverse fasi della procedura di comunicazione, si desume che non è richiesta la coincidenza tra soggetto che effettua la trasmissione e soggetto beneficiario della detrazione fiscale spettante sugli interventi eseguiti.

  • MEMO – Registrazione degli utenti

Gli utenti già registrati sul portale per la trasmissione dei dati per gli interventi di riqualificazione energetica ai sensi della Legge n. 296/06 (https://finanziaria2018.enea.it/index.asp), potranno utilizzare le credenziali già in loro possesso per accedere al portale http://ristrutturazioni2018.enea.it senza bisogno di un’ulteriore registrazione.

Analogamente, la registrazione eseguita per la trasmissione sul sito http://ristrutturazioni2018.enea.it è valida anche per l’accesso al portale dedicato agli interventi di riqualificazione energetica ai sensi della L. 296/2006.

  • SANZIONI

Nelle norme di legge, nello specifico il nuovo comma 2-bis del novellato art. 16 del D.L. n. 63/2013, e nelle disposizioni attuative, assenti in questo caso e sostituite dalla guida operativa emanata dall’ENEA, non sono indicate specifiche sanzioni.

In caso di omessa trasmissione della comunicazione all’ENEA, il contribuente, quindi, ai fini della remissione in bonis, deve:

  • effettuare la comunicazione richiesta entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile;
  • versare contestualmente l’importo pari alla misura minima della sanzione disciplinata dall’art. 11 comma 1 del DLgs. 471/97 (250 euro), mediante modello F24 senza possibilità di compensazione.
  • SCADENZA

La trasmissione dei dati dovrà avvenire entro il termine di 90 giorni a partire dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo.

Per gli interventi la cui data di fine lavori (come da collaudo delle opere, dal certificato di fine dei lavori o da dichiarazione di conformità) è compresa tra il 01/01/2018 e il 21/11/2018 (data di apertura del sito) il termine dei 90 giorni decorre dal 21/11/2018, vale a dire entro il 19 febbraio 2019.

Per computare la data di decorrenza è necessario individuare la data di ultimazione dei lavori o del collaudo, non rilevano pertanto le date in cui sono avvenuti i pagamenti da parte del contribuente.

In assenza del collaudo, ove esso non sia richiesto, come nel caso di installazione di infissi, la data di fine lavori può essere comprovata dalla documentazione emessa dal soggetto che ha eseguito i lavori (o dal tecnico che compila la scheda informativa). Non è ritenuta valida, a tal fine, una dichiarazione del contribuente resa in sede di autocertificazione.


FATTURAZIONE ELETTRONICA NEL SETTORE PRIVATO, COME FUNZIONA?

FATTURAZIONE ELETTRONICA NEL SETTORE PRIVATO, COME FUNZIONA?

La Legge di Bilancio del 2018 ha introdotto, com’è noto, l’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica (FE) a partire dal 1° gennaio 2019 per tutte le operazioni fra soggetti residenti o stabiliti (l’obbligo è invece già in vigore da luglio 2018 per la cessione di gasolio e benzina per autotrazione, tranne quelle effettuate presso impianti stradali di distribuzione, nonché per i subappalti o subforniture nella filiera degli appalti pubblici).

Con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018 sono state emanate le specifiche tecniche per l’emissione e la ricezione di dette fatture che deve avvenire attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) gestito dalla Sogei (lo stesso già usato per le fatture elettroniche verso la P.A.). L’impatto per gli operatori è particolarmente rilevante giacché cambierà radicalmente molte abitudini e prassi operative sia per le aziende che provvedono in proprio alla gestione degli adempimenti di fatturazione e tenuta della contabilità, sia per quelle che si affidano in tutto o in parte allo Studio. Va altresì premesso che il quadro applicativo non risulta ancora del tutto completo, mancando provvedimenti e/o istruzioni per la gestione di molte operazioni particolari (autofatture omaggi/cessioni gratuite, splafonamento esportatori abituali, passaggi interni, estrazioni depositi Iva, etc.) nonché per la protocollazione delle fatture ricevute e l’integrazione di quelle in reverse charge.        Ulteriori novità (attualmente al vaglio dei tecnici dell’Amministrazione finanziaria come confermato nell’audizione del 3 ottobre 2018 del direttore dell’Agenzia delle Entrate), potrebbero riguardare, in logica distensiva, la definizione dei tempi di trasmissione della fattura e dell’esercizio del diritto alla detrazione.

Soggetti e operazioni interessate

Sono obbligatoriamente interessati tutti i soggetti passivi Iva (indipendentemente dai limiti dimensionali) con la sola esclusione dei contribuenti minimi e forfetari (per i quali l’uso della FE rimane facoltativo, salvo verso la P.A.) e per gli agricoltori in regime di esonero (per i quali la fattura va emessa dal cessionario ancorché non siano ancora state individuate con precisione le modalità in regime di FE). Le operazioni coinvolte sono tutte le cessioni e prestazioni di servizi oggetto di fatturazione fra soggetti residenti o stabiliti senza distinzione di attività (dalla manifattura al commercio, dagli esercenti ai professionisti). Non sono coinvolte invece le operazioni da/per l’estero (cessioni/acquisti intra, esportazioni/importazioni, servizi internazionali) oppure anche interne da/verso i non stabiliti (ancorché identificati direttamente o con rappresentante fiscale, per i quali si veda oltre la tabella) per le quali non sono obbligatorie le nuove modalità. Per dette operazioni (con facoltà di escludere le bollette doganali o quelle in fatturazione elettronica facoltativa) è prevista, invece, l’introduzione di una comunicazione dati fatture (“spesometro trasfrontaliero” o “esterometro”) a scadenza mensile (dal 2019 viene invece eliminato l’attuale spesometro generale semestrale).

Il funzionamento

Il funzionamento può essere sintetizzato nei seguenti 3 punti:

  1. la FE deve essere conforme al contenuto e al formato (XML) delineato nelle specifiche tecniche allegate al provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 89757 del 30 aprile 2018 (i clienti che fatturano in proprio devono quindi in primis assicurarsi che i propri programmi siano implementati nel rispetto di dette specifiche e dei successivi aggiornamenti);
  2. l’emittente (il contribuente o un suo intermediario incaricato) trasmette la FE al SdI tramite i canali previsti dal provvedimento (pec, SdiCoop o SdIFtp o tramite il portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate);
  3. il SdI, effettuati taluni controlli (entro un lasso temporale che può variare da pochi secondi a massimo 5 giorni), recapita le fatture al domicilio informatico scelto dal destinatario (codice destinatario o pec destinatario); le fatture che non superano i citati controlli sono scartate dal SdI e si considerano (fin dall’origine) non emesse (con possibilità di ritrasmissione corretta – senza conseguenze sanzionatorie - se effettuata entro 5 giorni).

Cosa cambia del contenuto della fattura?

La fattura elettronica di cui al provvedimento 30 aprile 2018 contiene tutti gli elementi obbligatori attualmente noti di una fattura (cioè quelli previsti dagli articoli 21 e 21-bis, D.P.R. 633/1972), ma in formato strutturato cioè all’interno di “tag” riconoscibili in modo univoco dai vari gestionali ai fini dell’elaborazione (importazione anziché digitazione) dei dati.

Elemento fondamentale e innovativo del contenuto della fattura in analisi è, però, il domicilio elettronico del destinatario ossia il <CodiceDestinatario> oppure <PecDestinatario> che dovrà essere gestito nelle anagrafiche cliente.

Per le fatture nel settore privato non è obbligatoria (a differenza della fatturazione elettronica verso la P.A. per le quali rimangono immutate regole e procedure) l’apposizione della firma digitale, qui ammessa in via facoltativa. Il file della FE consente di inserire facoltativamente ulteriori dati utili alla gestione del ciclo attivo e passivo degli operatori (in alcuni casi come nel settore dei carburanti per il tipo di carburante o dei subappalti nella P.A. per il Cig e Cup tali dati sono obbligatori). Le specifiche consentono anche di inserire in XML degli allegati (campo attachement).

Codice destinatario (o codice SdI) a 7 caratteri

Il codice destinatario (a 7 caratteri) è rilasciato dallo SdI nel caso in cui si scelga di adottare la trasmissione e/o la ricezione delle FE attraverso i canali SdICoop o SdIFtp. Si tratta di canali di dialogo diretto con il SdI/Sogei gestiti sostanzialmente dalle software house che raccolgono dallo SdI tanto il flusso attivo quanto quello passivo delle FE legato al <CodiceDestinatario> in gestione alle stesse (difficile, per chi non è particolarmente esperto, riuscire ad attivare in autonomia detto dialogo). Attraverso specifici servizi, generalmente in ambiente cloud offerti dalle software house specializzate, l’operatore può quindi ricevere e trasmettere da/verso il SdI (che di fatto funge da postino) le fatture elettroniche legate alla propria partita Iva. Il citato codice destinatario viene quindi fornito dalla propria software house o da quella dello Studio.

Nel caso in cui desiderasse affidarsi al nostro Studio per la gestione dell’adempimento, nelle modalità che potremmo insieme concordare, il codice destinatario che dovrà comunicare a tutti i suoi fornitori è:

T9K4ZHO

Canale pec e codice destinatario convenzionale “0000000”

Nel caso in cui il destinatario scelga invece il canale di recapito via pec (campo <PecDestinatario>) va comunque sempre obbligatoriamente compilato (dal punto di vista informatico) anche il campo <CodiceDestinatario> utilizzando in questo caso il codice convenzionale “0000000”. Detto codice convenzionale va utilizzato anche nel caso di fatture emesse verso privati consumatori (nel qual caso la fattura elettronica va anche consegnata in modalità cartacea) oppure per le fatture emesse verso minimi, forfetari o agricoltori in regime di esonero (ferma restando la possibilità – se dotati – di indicare il codice destinatario o la pec).

È da sottolineare come la scelta del canale pec comporti la totale mancanza di collegamento con i gestionali per la tenuta della contabilità ed una più difficile gestione dei file in uscita ed in entrata con il rischio di non scaricare tutte le fatture/ricevute in entrata e/o gli eventuali scarti del sistema.

Riteniamo pertanto, a tal proposito, che le soluzioni offerte dal nostro Studio, che prevedono il costante monitoraggio delle fatture attive e passive in un apposito cruscotto via web, limiti le possibilità di errore.

L’imposta di bollo

Altra novità di sicuro rilievo riguarda l’applicazione dell’imposta di bollo che, nei casi in cui sia dovuta (non sono cambiate le casistiche), va assolta esclusivamente secondo la procedura di cui all’articolo 6 D.M. 17 giugno 2014 (va versata cioè con F24 – codice tributo 2501 - entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio). Si tratta quindi di compilare gli appositi campi <BolloVirtuale> e <ImportoBollo> presenti nella sezione generale della FE; per l’eventuale scelta di rivalsa sulla controparte andrà comunque inserita apposita riga di addebito dei 2 euro (con natura N1 “escluso” o N2 “non soggetto”). Vanno dimenticate, quindi, le altre modalità vigenti per la fatturazione cartacea (contrassegno o assolvimento virtuale attraverso l’autorizzazione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate).

Soluzioni per la generazione delle FE

Oltre che con software e soluzioni di mercato (che devono produrre file conformi alle specifiche tecniche), le fatture elettroniche potranno essere generate (anche tramite intermediari) con i seguenti strumenti resi disponibili gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate:

  • una procedura web presente (già da luglio 2016) sul portale “Fatture e Corrispettivi”[1];
  • un’app per telefonini e tablet (disponibile dal 29 giugno 2018)[2];
  • un softwarestand alone” per pc (disponibile dal 2 luglio 2018)[3].

Ciò premesso, va assolutamente evidenziato che le soluzioni gratuite dell’Agenzia delle Entrate possono rappresentare una soluzione fruibile nel caso di soggetti con limitate esigenze (cioè con emissione di poche fatture all’anno), mentre per la gestione di grossi carichi il ricorso alle soluzioni offerte dalla propria software house appare ineludibile. Allo stato va anche segnalato che se la procedura web  contiene la possibilità di gestire tutte le informazioni (campi) previste dalle specifiche tecniche (ma l’utilizzo web può non essere sempre agevole a causa di interruzioni o di caduta della linea), la prima versione del softwarestand alone” presenta rilevanti carenze (manca ad esempio la possibilità di inserire le modalità di pagamento nonché, per i professionisti o gli agenti, la gestione del contributo integrativo e della ritenuta d’acconto). Lacune che, tuttavia, dovrebbero essere prossimante colmate.

Modalità di recapito (dal SdI al destinatario)

Il destinatario riceverà la fattura tramite il canale di recapito (Codice destinatario o PecDestinatario) che avrà registrato nell’apposito servizio previsto nell’area autenticata “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle entrate o, in mancanza, attraverso il recapito indicato nell’apposito campo (<CodiceDestinatario> o <PecDestinatario>) dall’emittente la fattura.

È inteso che il nostro Studio è a disposizione per assistervi in questa fase fondamentale, eseguendo la procedura in qualità di intermediario laddove vi affidiate a noi per gestione dell’adempimento “FE”. Diversamente saremo comunque disponibili nel guidarvi in questa procedura.

Coordinamento con lo Studio

In queste settimane, come molti di voi avranno già notato, vi stiamo contattando per coordinare insieme le modalità ed i costi di gestione di questo nuovo adempimento.

A tal fine, abbiamo creato un apposito Team di Lavoro disponibile nel fornirvi l’assistenza necessaria nell’affrontare questa rivoluzione contabile che vi seguirà sia nella parte normativa che contrattualistica, organizzativa ed operativa.

Quadro di sintesi

Tipo operazioni Obbligo sì/no Note
Operazioni fra residenti o stabiliti

(tanto imponibili con Iva esposta immediata o differita, in reverse charge o split payment, quanto non imponibili, esenti o non soggette)

·    non è obbligatorio l’utilizzo della FE da parte dei minimi e forfetari (se non verso la P.A.)

·    verso minimi e forfetari il fornitore dovrà comunque emettere la FE indicando come codice destinatario “0000000”; idem per le forniture verso gli agricoltori in regime di esonero e verso i privati consumatori (1)

·    non è obbligatorio l’uso della FE verso i soggetti non residenti meramente identificati o con residenza fiscale in Italia; l’uso non è tuttavia vietato purché sia garantita a richiesta la copia cartacea (circolare n. 13/E/2018, § 1.2)

Operazioni da/verso non residenti (a prescindere dal trattamento) No ·    per queste operazioni dal 2019 entrerà in vigore la comunicazione dati fatture mensile (spesometro transfrontaliero)

·    l’obbligo sarà facoltativo per le operazioni con bolletta doganale e per quelle con fattura elettronica emesse in via facoltativa (2)

Note di variazione (note di accredito o note di addebito/fatture integrative) ·    solo per quelle emesse dal fornitore verso il cessionario/committente (tipo documento TD04 o TD05)

·    escluso l’uso del SdI per quelle dal cliente verso il fornitore (provvedimento n. 89757/2018, § 6.2)

Autofattura denuncia ex articolo 6, comma 8, D.lgs 471/97 ·    nel caso in cui il cessionario/committente riceve fattura irritualmente non in formato elettronico XML la fattura si considera non emessa con obbligo del cessionario di emettere l’autofattura (Tipo documento TD20) attraverso il SdI (articolo 1, comma 6, D.Lgs 127/2015; (provvedimento n. 89757/2018, § 6)
Altre autofatture Sì, ma mancano le istruzioni operative ·    la casistica (ad esempio acquisti da agricoltori in regime di esonero, autofatture per omaggi, passaggi interni, estrazione dai depositi Iva, etc.) non è stata disciplinata dal provvedimento del 30 aprile 2018, ma sarà oggetto di prossimi provvedimenti e/o chiarimenti
(1) Verso i privati consumatori è obbligatorio (salvo rinuncia dell’interessato) consegnare anche copia (analogica o elettronica) della fattura che sarà disponibile anche in un’area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate.

(2) Per le fatture attive emesse verso i non residenti sarà possibile evitare lo spesometro transfrontaliero trasmettendo la fattura al SdI indicando “XXXXXXX” come codice destinatario del cliente (e fermo restando la consegna della copia analogica al cliente anche ai fini dell’espletamento dei vari adempimenti, ad esempio, all’esportazione); l’adempimento mensile rimarrà comunque ineludibile per le fatture passive non elettroniche.

 

Lo Studio rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti, invitandovi a non trascurare questa nuova modalità di gestione della fatturazione.

[1] Accessibile attraverso credenziali Fisconline/Entratel, CNS o SPID.

[2] L’applicazione è scaricabile da Google Play del dispositivo mobile e il servizio è accessibile mediane le credenziali Fisconline/Entratel del contribuente.

[3] Il software è scaricabile dal sito dell’Agenzia delle entrate dalla sezione software > tutti i software > vomunicazioni > fatturazione elettronica.


FAI PUBBLICITA’ ALLA TUA AZIENDA? USUFRUISCI DEL CREDITO D’IMPOSTA PER INVESTIMENTI PUBBLICITARI

NEWS: FAI PUBBLICITA’ ALLA TUA AZIENDA?
USUFRUISCI DEL CREDITO D’IMPOSTA PER INVESTIMENTI PUBBLICITARI

In relazione agli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali è stato previsto un credito d’imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione, pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90% nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start-up innovative.
Per beneficiare dell’agevolazione è necessario che l’ammontare complessivo degli investimenti pubblicitari, effettuati a partire dal 1 gennaio 2018 superi almeno dell’1% l’importo degli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi d’informazione nell’anno 2017.
Il credito d’imposta spetta anche in relazione agli investimenti effettuati, esclusivamente sulla stampa (anche online), dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre 2017, rispetto agli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nel corrispondente periodo dell’anno 2016.
Entro il 22 ottobre 2018 devono essere inviate le comunicazioni per poter usufruire del credito.
Lo Studio è a Vostra completa disposizione per approfondimenti e per Assistervi nell’adempimento.


NEWS: STIPENDI IN CONTANTI, PAGAMENTO VIETATO DAL 1 LUGLIO 2018

NEWS: STIPENDI IN CONTANTI, PAGAMENTO VIETATO DAL 1 LUGLIO 2018

La presente informativa è volta ad aggiornarvi in merito ad alcune novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2018. Il nostro Governo, per combattere gli abusi contro i lavoratori, ha approvato il divieto di pagamento degli stipendi in contanti a partire dal 1 luglio 2018 e di conseguenza l’obbligo di pagamento delle retribuzioni tramite mezzi tracciabili. Le sanzioni per chi viola il divieto, anche per gli acconti di stipendio, vanno da 1.000 a 5.000 euro, con possibilità di riduzione a 1.667 euro.

Vediamo in dettaglio le novità.

 

La nuova normativa sul pagamento delle retribuzioni è contenuta nel comma 910 e seguenti all'art. 1 della Legge di Bilancio 2018 (Legge 205 del 27 dicembre 2017), che ha confermato in legge la proposta del primo firmatario l'onorevole Titti Di Salvo (Pd), presentata nel 2013, che mira ad evitare che i dipendenti, sotto il ricatto del licenziamento o della non assunzione, siano spinti a firmare una busta paga da cui risulta una retribuzione regolare anche se in realtà viene corrisposto un importo inferiore. Quindi dal 1 luglio 2018 il pagamento degli stipendi in contanti è vietato e diventa obbligatorio il pagamento della retribuzione tramite mezzi tracciabili. I mezzi di pagamento consentiti sono:

  • bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
  • strumenti di pagamento elettronico;
  • bonifico domiciliato ovvero pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro ha il conto;
  • assegno bancario o circolare intestato al lavoratore.

Pertanto, la legge indica degli specifici metodi di pagamento delle retribuzioni, ivi compreso gli acconti degli stipendi, con l'avvertenza poi chiarita dall'Ispettorato del lavoro nella nota protocollo n. 4538 del 2018, nella quale viene disposto che l’utilizzo di un qualsiasi strumento di pagamento delle retribuzioni diverso da quelli di cui sopra comporta l'irrogazione della sanzione, che può andare da 1.000 a 5.000 euro,  con possibilità di riduzione a un terzo, pagando entro 60 giorni dall’eventuale verbale di contestazione.

I rapporti di lavoro interessati dalla normativa sono quelli indicati al comma 912 della Legge di Bilancio 2018 e più precisamente:

  • contratto di lavoro a tempo indeterminato, determinato o contratto a termine, anche part-time;
  • contratto di lavoro a tempo parziale o part-time;
  • contratto di apprendistato;
  • collaborazione coordinate e continuative o cococo;
  • lavoro intermittente o accessorio o a chiamata;
  • contratti di lavoro con soci di cooperative;
  • e qualsiasi rapporto di lavoro subordinato.

Come confermato dall'Ispettorato del lavoro nella nota prot. n. 4538 del 22 maggio 2018, restano espressamente esclusi dal predetto obbligo i rapporti di lavoro instaurati con le pubbliche amministrazioni ed i rapporti di lavoro domestico. Quindi le famiglie italiane che pagano la colf o la badante o qualsiasi lavoratore del settore domestico, al quale viene applicato il CCNL del lavoro domestico, possono continuare ad erogare la retribuzione al lavoratore in contanti.

Sono inoltre esclusi da tale obbligo tutti i rapporti che non sono di lavoro subordinato o di collaborazione, quali ad esempio i tirocini formativi (o stage), i compensi derivanti da borse di studio e rapporti autonomi di natura occasionale (le cosiddette prestazioni occasionali ai sensi dell'art. 2222 del codice civile).

Da ultimo, la nuova normativa chiarisce che la firma nella busta paga apposta dal lavoratore non costituisce prova dell'avvenuto pagamento della retribuzione. Dunque l'avvenuto pagamento della retribuzione è attestato solo dalla copia del pagamento della retribuzione stessa, quindi copia del bonifico, fotocopia dell'assegno o comunque attestazione bancaria o postale.

Siamo a vostra disposizione per ulteriori chiarimenti.


PASSAGGIO GENERAZIONALE: Gestione strategica con particolare attenzione alle questioni relazionali ed emotive

PASSAGGIO GENERAZIONALE

Gestione strategica con particolare attenzione alle questioni relazionali ed emotive

In Italia le aziende familiari rappresentano il 65% delle imprese aventi fatturato superiore ai 20 milioni di euro ed il passaggio generazionale, dai fondatori agli eredi, nei prossimi 5 anni è stimabile nella misura del 20% dei casi, considerando gli attuali ultrasettantenni ancora a capo di tali realtà. Un dato molto interessante è che statisticamente solo il 30% delle imprese sopravvive al proprio fondatore e solo il 13% di queste arriva alla terza generazione.

Il passaggio generazionale, inteso non solo come trasferimenti di quote e cariche ma soprattutto come patrimonio di competenze aziendali, risulta dunque un tema molto delicato, acuito dal protrarsi della congiuntura economica non favorevole e da un contesto via via più complesso e variabile. Si tratta di una fase delicata e critica della vita aziendale che coinvolge diverse dimensioni della gestione dell'impresa e della famiglia: la sovrapposizione tra Sistema Famiglia e Sistema Impresa mette in gioco dinamiche ed interessi contrapposti nelle scelte strategiche, nei processi di gestione e di governance, nella cultura e nei valori personali che inevitabilmente coinvolge anche il rapporto emotivo e relazionale in essere fra genitori e figli.

In tale processo di cambiamento il rischio più forte è che il passaggio non avvenga, determinando così l'interruzione dell'attività imprenditoriale. Tra gli errori più comuni che determinano tale insuccesso vi è quello di confondere e sovrapporre i ruoli di proprietà - governo - direzione, di voler insistere su un modello di business che ha funzionato in passato ma che risulta oramai obsoleto, la mancanza di formazione imprenditoriale delle successive generazioni, l'idea che il patrimonio tradizionale di valori rappresenti l'unica soluzione per il proseguimento dell’impresa e la volontà di gestire autonomamente ed internamente alla famiglia il ricambio generazionale.

L'esistenza di una proprietà responsabile è invece il prerequisito fondamentale per far fronte alla sfida del passaggio generazionale, insieme ad un sistema di valori che guardando alle doti e capacità individuali, promuova l'eccellenza più che l'appartenenza familiare. In tal senso, secondo quanto emerge anche dalle storie di molte imprese, il coinvolgimento in questa fase di attori terzi e consulenti esterni, permette di integrare le conoscenze dell'imprenditore, ampliandone le valutazioni economiche, fornendo altresì una specifica competenza professionale ed una valutazione obiettiva e mirata anche a superare e risolvere le barriere emotive intergenerazionali che spesso condizionano il ricambio generazionale.

Numerose sono, infatti, le opportunità che una adeguata pianificazione del passaggio generazionale può offrire sul fronte strategico, manageriale e finanziario. Esso deve essere, infatti, considerato un momento di revisione della realtà aziendale che, attraverso un'analisi dei fattori di forza e di debolezza dell'impresa, apra la strada all'impostazione di nuove strategie di crescita e di sviluppo, alla ridefinizione o redistribuzione delle responsabilità gestionali o delle quote azionarie, all'acquisizione di nuove competenze gestionali, all'eventuale apertura al capitale esterno, alle innovazioni di processo e di prodotto con l'obiettivo di permettere all'impresa di competere e crescere con successo, senza metterne a repentaglio la continuità.

L'intervento di un consulente qualificato sostiene il passaggio generazionale supportando gli imprenditori nella gestione strategica del processo di successione, anche sotto il profilo relazionale ed emotivo, fornendo una assistenza obiettiva nella fase di pianificazione dell'evoluzione dell'impresa che tenga conto anche delle competenze e delle inclinazioni personali e dell'adeguatezza delle medesime alle necessità aziendali.

Fondamentale in ogni processo di cambiamento è, infatti, la pianificazione condivisa di quelli che saranno i nuovi equilibri aziendali, che considerino congiuntamente le dimensioni di famiglia, proprietà ed impresa, definiti per mezzo di una accurata analisi e valutazione di tutte le possibili opzioni; tra queste l'ipotesi che il passaggio generazionale coinvolga solo uno degli eredi, che la gestione sia affidata ad un manager esterno mantenendo la proprietà in capo alla famiglia, la possibilità di un riassetto proprietario anche con l'intervento di soci esterni non familiari e/o di fondi di investimento, l'utilizzo di strumenti quali il "fondo patrimoniale", il "patto di famiglia", la costituzione di un "trust" o di una fondazione valutando, altresì, anche l'ipotesi ultima di vendere l'azienda medesima.

Lo Studio G&G Commercialisti Associati è a completa disposizione per studiare assieme a Voi l’operazione più appropriata al caso specifico.


OBBLIGO DI FATTURAZIONE ELETTRONICA: SCHEDA CARBURANTE ABOLITA DAL 2019 MA CONFERMA IMMEDIATA PER I SUBAPPALTI

OBBLIGO DI FATTURAZIONE ELETTRONICA: SCHEDA CARBURANTE ABOLITA DAL 2019 MA CONFERMA IMMEDIATA PER I SUBAPPALTI

Con il Decreto Legge n. 79 del 27 giugno 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 148 del 28 giugno 2018 vengono recepite in extremis le preoccupazioni manifestate dagli operatori del settore in merito all’obbligo di emissione della fattura elettronica introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 per le cessioni di carburante per autotrazione con contestuale abolizione della scheda carburante previsti già a partire dal 1° luglio 2018.

Il Decreto Legge n. 79 del 27 giugno 2018 fa slittare al 1° gennaio 2019 l’obbligo di emissione della fattura elettronica per cessioni di carburanti per autotrazione, precedentemente fissato al 1° luglio 2018. Fino a fine anno, pertanto, sarà ancora possibile utilizzare la scheda carburante, anche se per poter detrarre l’IVA e dedurre la spesa, resta indispensabile già dal 1° luglio 2018 l’utilizzo di mezzi di pagamento tracciabili.

Va, tuttavia, osservato come il rinvio all’1.01.2019 non si estende agli acquisti di carburanti effettuati dai soggetti privati: dal 1° luglio 2018, infatti, gli esercenti impianti stradali di distribuzione (i cosiddetti “benzinai”) continueranno ad essere esonerati dall’obbligo di certificazione fiscale mediante scontrino o ricevuta fiscale, con tuttavia un obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi (vedremo, comunque, che tale obbligo partirà in modo progressivo). Infine, restano fuori dalla proroga e quindi viene confermato l’obbligo di emettere fattura elettronica a partire dal 1° luglio per le prestazioni rese da subappaltatori e subcontraenti nell’ambito degli appalti pubblici.

 

Confermato l’obbligo di utilizzare mezzi di pagamento tracciati

Pur in presenza dello slittamento dell’obbligo di emettere fattura elettronica, ai fini della detraibilità dell’Iva e della deduzione della spesa, dal 1° luglio 2018 sarà comunque obbligatorio utilizzare mezzi di pagamento diversi dal denaro contante, oltre ovviamente a dover continuare ad utilizzare la scheda carburante (o la fattura nel caso di contratti di netting) quale strumento di certificazione della spesa. Si ricorda a tal proposito che, con Provvedimento n. 73203 del 4 aprile 2018, l’Agenzia delle entrate ha stabilito che assumono rilevanza tutti i mezzi di pagamento esistenti diversi dal denaro contante: non solo, quindi, gli assegni, bancari e postali, circolari e non, i vaglia cambiari e postali, ma anche i mezzi di pagamento elettronici, come l’addebito diretto, il bonifico bancario o postale e il bollettino postale, oltre alle carte di debito di credito.

 

Obbligo graduale per le cessioni a privati consumatori

Con il Provvedimento n. 106701 del 28 maggio 2018, l’Agenzia delle entrate ha stabilito che dal 1° luglio 2018, in relazione all’acquisto di carburante effettuato da privati consumatori, l’esercente l’impianto di distribuzione sarà obbligato alla memorizzazione elettronica e alla trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

L’obbligo, tuttavia, parte da subito per le sole cessioni di benzina e gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motore effettuate dagli operatori che gestiscono impianti di distribuzione stradale ad elevata automazione, in cui il rifornimento avviene unicamente in modalità self service prepagato muniti di sistemi automatizzati di tele-rilevazione dei dati di impianto, di terminali per il pagamento tramite accettatori di banconote e moneta elettronica (bancomat, carte di credito, prepagate, etc.) e di sistemi informatici per la gestione in remoto dei dati di carico e di scarico delle quantità di carburante. È altresì previsto che con un successivo provvedimento tale l’adempimento verrà progressivamente esteso sino al termine del 1° gennaio 2020 a tutte le ulteriori categorie di soggetti passivi che effettuano cessioni di carburanti.

 

Nessun rinvio per i subappalti “pubblici”

Il citato Decreto, purtroppo, non dispone il rinvio per l’altro obbligo di fatturazione elettronica previsto dalla Legge di Bilancio 2018: le prestazioni rese da subappaltatori e subcontraenti nell’ambito degli appalti pubblici.

Pur decorrendo l’obbligo già dal prossimo 1° luglio 2018 permangono, tuttavia, numerose incertezze applicative soprattutto in merito all’individuazione dell’ambito oggettivo di applicazione della fatturazione elettronica, non essendo ad esempio chiaro cosa debba intendersi con precisione per “filiera delle imprese”. È, quindi, auspicabile un rapidissimo intervento chiarificatore da parte dell’Agenzia.

Lo Studio rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.


NEWS: INFORMATIVA PRIVACY

INFORMATIVA PRIVACY

Con la presente informativa il Dott. Antonio Zanarotti, Socio Senior dello Studio G&G Commercialisti Associati, in qualità di titolare del trattamento, la informa su come saranno trattati i suoi dati personali.

Lo Studio G&G Commercialisti Associati è uno studio di commercialisti che svolge l’attività di consulenza nel campo societario, fiscale, amministrativo. La nostra sede legale è in Via dei Cairoli 9, 36100, Vicenza.

  1. CATEGORIE DI DATI TRATTATI

Studio G&G Commercialisti Associati potrà trattare, a seconda dei casi, i seguenti dati (i “Dati”) riferiti a lei e/o al personale di riferimento (dipendenti o collaboratori) e/o ai soci o amministratori della società che rappresenta (il “Personale della società”) ai quali è tenuto a comunicare la presente informativa:

  1. a) dati anagrafici (nome, cognome, data di nascita, indirizzo etc.);
  2. b) dati di contatto dei soli membri del Personale della società che hanno degli scambi di comunicazioni con Studio G&G Commercialisti Associati (numero di telefono, email etc.);
  3. c) dati personali idonei a rivelare l’eventuale esistenza di condanne penali nonché di procedimenti penali in corso (dati giudiziari);
  4. d) speciali categorie di dati personali (per dati categorie particolari di dati, si intendono i dati personali idonei a rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e l’orientamento sessuale);
  5. e) ogni altro dato connesso con l’esecuzione del mandato.
  6. FINALITÀ, BASE GIURIDICA DEL TRATTAMENTO E NATURA DEL CONFERIMENTO DEI DATI

Studio G&G Commercialisti Associati tratterà i Dati per le seguenti finalità. In particolare:

  1. a) I dati di cui al punto 1, lettere a), b), c), d) e e) saranno trattati per la gestione dell’attività professionale con lei e/o con la società che rappresenta (la “Società”), inclusi i relativi adempimenti di carattere fiscale, legale, amministrativo e contabile (l’“Attività”). Il trattamento di tutte le categorie dei dati indicati, può essere necessario per l’adempimento di obblighi legali ai quali è soggetto Studio G&G Commercialisti Associati come, ad esempio, le prescrizioni richieste dalla normativa antiriciclaggio, antiterrorismo (art. 6, par. 1 lett. c) GDPR) e per l’esecuzione del mandato professionale conferitoci (art. 6, par. 1, lett b) GDPR). Il conferimento di tali dati è necessario per l’esecuzione dell’Attività e il mancato conferimento degli stessi comporta l’impossibilità da parte di Studio G&G Commercialisti Associati di darvi esecuzione.
  2. b) Oltre che per l’esecuzione dell’Attività, i soli dati personali di cui al punto 1, lettere a) e b), potranno essere utilizzati per l’invio, da parte di Studio G&G Commercialisti Associati, di comunicazioni connesse all’Attività attraverso newsletter, comunicazioni istituzionali e inviti a eventi, con modalità automatizzate e individuali. Tale trattamento viene effettuato sulla base del legittimo interesse (art. 6, par. 1, lett. f) GDPR) di Studio G&G Commercialisti Associati allo sviluppo delle relazioni con la propria clientela. Il conferimento dei dati per tale finalità è libero e il loro mancato conferimento non pregiudica l’esecuzione dell’Attività. Avrà sempre la possibilità di richiedere che i dati non vengano trattati per questa finalità o, qualora il trattamento sia già in corso, di esercitare il suo diritto di opposizione.
  3. MODALITÀ DEL TRATTAMENTO

Il trattamento dei Dati verrà effettuato nel rispetto dei principi di correttezza, liceità e trasparenza, con strumenti manuali, cartacei, informatici, telematici, automatizzati, anche atti a memorizzare, gestire o trasmettere i dati stessi, comunque idonei a garantire la sicurezza e la riservatezza dei Dati.

  1. PERIODO DI CONSERVAZIONE DEI DATI PERSONALI

I Dati verranno conservati, presso la sede dello Studio G&G Commercialisti Associati, per tutta la durata del rapporto contrattuale e, successivamente:

  1. a) per la finalità di cui al punto 2, lett. a), per il periodo di tempo previsto dalla normativa, anche contabile, applicabile al citato rapporto e, in ogni caso, per un tempo non superiore a 10 anni (termine prescrizionale);
  2. b) per la finalità di cui al punto 2, lett. b), per un periodo di cinque anni. Al termine di tali periodi i Dati verranno eliminati o resi in forma anonima.
  3. AMBITO DI COMUNICAZIONE E DIFFUSIONE DEI DATI PERSONALI

I dati non saranno oggetto di diffusione, salvo che ciò sia necessario per adempiere a obblighi previsti dalla legge o regolamenti.

I Dati potranno essere conosciuti ed utilizzati all’interno dello Studio G&G Commercialisti Associati, in particolare, a seconda dei compiti loro spettanti, dagli addetti delle strutture operative (contabilità, risorse umane, segreterie, gestione e manutenzione dei sistemi informatici e marketing), nonché dai professionisti e soci dello Studio G&G Commercialisti Associati.

Lo Studio G&G Commercialisti Associati si avvale inoltre di alcuni fornitori di servizi nominati responsabili esterni del trattamento. L’elenco di tali soggetti è costantemente aggiornato e, insieme alla copia delle garanzie appropriate o opportune è disponibile presso la sede dello Studio G&G Commercialisti Associati. Per informazioni sul punto può scrivere una mail all’indirizzo emaran@gegstudio.com.

6. DIRITTI DELL’INTERESSATO

Lei ha il diritto di ottenere la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che la riguardano, e ha diritto di ottenere l’indicazione:

(a) dell’origine dei dati personali;

(b) delle finalità e modalità del trattamento;

(c) della logica applicata in caso di trattamento effettuato con l’ausilio di strumenti elettronici;

(d) degli estremi identificativi del titolare, dei responsabili e del rappresentante designato;

(e) dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di rappresentante designato nel territorio dello Stato, di responsabili o incaricati.

Lei ha inoltre diritto di ottenere:

(f) l’aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi ha interesse, l’integrazione dei dati;

(g) la limitazione del trattamento nei casi di contestazione sull’esattezza dei dati, opposizione al trattamento o alla cancellazione dei dati personali nei confronti del titolare, nonché per l’accertamento, l’esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria;

(h) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati;

(i) l’attestazione che le operazioni di cui alle lettere f) e h) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si rivela impossibile o comporta un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato;

(j) i documenti di sui ai punti precedenti in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico, i dati personali forniti e di trasmetterli, direttamente o per mezzo del titolare, ad un altro titolare del trattamento (c.d. diritto alla portabilità dei dati).

Lei ha inoltre diritto di opporsi a quanto precedentemente descritto, in tutto o in parte:

(k) per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che la riguardano, ancorché pertinenti allo scopo della raccolta;

(l) al trattamento di dati personali che la riguardano a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale.

Qualora ritenga che i suoi diritti siano stati violati dal titolare e/o da un terzo, Lei ha il diritto di proporre reclamo all’Autorità per la protezione dei dati personali e/o ad altra autorità di controllo competente in forza del GDPR.

Per l’esercizio di tali diritti può scrivere una mail all’indirizzo emaran@gegstudio.com.

 

Vicenza, 25 maggio 2018

 

Studio G&G Commercialisti Associati

Dott. Antonio Zanarotti


NEWS: COMUNICAZIONE DATI FATTURA (NUOVO SPESOMETRO 2018)

NEWS: COMUNICAZIONE DATI FATTURA (NUOVO SPESOMETRO 2018)

In questo contributo si provvederà ad informarvi in merito alle novità per la compilazione del “nuovo spesometro” e le relative scadenze di presentazione.

Premessa normativa

Alla luce delle ultime novità introdotte dal Decreto Collegato Fiscale 2018, cui ha fatto seguito l’Agenzia delle Entrate con il provvedimento Prot. n. 29190/2018 del 5 febbraio 2018, la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute, meglio conosciuta con il nome di spesometro light, è stata modificata in modo tale da semplificare l'adempimento.

In base a tali modifiche, per lo spesometro 2018 è stata prevista la possibilità di effettuare l'invio dei dati delle fatture emesse e ricevute, con periodicità trimestrale o semestrale.

Soggetti obbligati ed esclusi

I soggetti obbligati alla comunicazione dei dati fatture emesse e ricevute 2018, sono tutti i soggetti passivi IVA.

Chi sono i soggetti esclusi dal nuovo spesometro 2018?

  • i contribuenti nel regime forfettario;
  • i contribuenti minimi;
  • i produttori agricoli in regime di esonero delle zone montane, ovvero:
    • se i terreni sono situati a 700 metri di altezza sopra il livello del mare, limitatamente alle particelle catastali che ricadono nella predetta altitudine;
    • se i terreni compresi nell'elenco dei territori montani compilato dalla commissione censuaria centrale;
    • se i terreni fanno parte di comprensori di bonifica montana.
  • la Pubblica Amministrazione e le Amministrazioni autonome;
  • i contribuenti titolari di partita IVA che hanno aderito all’invio telematico dei dati fatture emesse e ricevute e/o dell’opzione dei corrispettivi elettronici 2017 delle vendite di beni e delle prestazioni di servizi. Per tali soggetti, la normativa prevede l’esclusione dal nuovo spesometro 2018, ovvero, l’esonero dalla comunicazione trimestrale o semestrale dei dati delle fatture emesse e ricevute. Si ricorda ancora una volta che i contribuenti che si avvalgono della trasmissione telematica dei dati delle fatture emesse e ricevute mediante il Sistema di Interscambio, sono esonerati dagli obblighi di conservazione sostitutiva per le fatture elettroniche e i documenti informatici.

Operazioni da comunicare

  • Le fatture emesse, indipendentemente dalla loro registrazione (comprese quindi, per esempio, quelle annotate o da annotare nel registro dei corrispettivi, di cui all’art. 24 del D.P.R. n. 633/1972);
  • Le fatture ricevute e bollette doganali, registrate ai sensi dell’art. 25 del D.P.R. n. 633/1972, ivi comprese le fatture ricevute da soggetti che si avvalgono del regime forfetario o in regime di vantaggio.
  • Note di variazione delle fatture emesse e ricevute.

Non sono da comunicare, invece, i dati degli scontrini, delle ricevute fiscali o delle schede carburante (quest’ultima sarà abolita dal 1° luglio 2018).

I dati da comunicare per ciascuna fattura emessa o ricevuta sono:

  • Dati identificativi fiscali dei soggetti coinvolti nelle operazioni (partita IVA o, per i soggetti che non agiscono nell’esercizio di imprese, arti e professioni, il codice fiscale. Diventa facoltativo comunicare i dati anagrafici di dettaglio delle controparti);
  • Data e numero della fattura;
  • Base imponibile;
  • Aliquota applicata;
  • Imposta;
  • Tipologia di operazione (NATURA), nel caso in cui l’imposta non sia indicata in fattura:

- Operazioni escluse: per le fatture indicanti operazioni escluse da IVA: codice N1 – escluse: art. 15;

- Operazioni non soggette: per le fatture relative alle operazioni non soggette a IVA: N2 – non soggette;

- Operazioni non imponibili: per le fatture relative alle operazioni non imponibili, come esportazione e cessione di beni intra-UE: N3 – non imponibile;

- Operazioni esenti: per le fatture relative alle operazioni esenti, come le prestazioni sanitarie: N4 – esente;

- Operazioni soggette al regime del margine/IVA non esposta in fattura: per le fatture relative alle operazioni per le quali si applica il regime speciale dei beni usati, come la vendita di un’auto usata, per le fatture emesse senza separata indicazione dell’imposta, come nel caso dalle agenzie di viaggio e turismo: N5 – regime del margine/IVA non esposta in fattura;

- Operazioni soggette a inversione contabile IVA: le fatture reverse charge: N6 – inversione contabile (reverse charge);

- Operazioni soggette a modalità speciali di determinazione/assolvimento dell’IVA: per le fatture relative alle operazioni di vendite a distanza e alle prestazioni di servizi di telecomunicazioni: N7 – IVA assolta in altro Stato UE.

Termini e modalità di presentazione

Nuovo Spesometro 2018 scadenza Comunicazione IVA dati fatture:
Spesometro 2018 opzione semestrale scadenze:
  • I° semestre 2018: entro il 30 settembre 2018; (01/10/2018)
  • II° trimestre 2018: entro il 28 febbraio 2019;
Spesometro 2018 opzione trimestrale scadenze:
  • I° trimestre: entro il 31 maggio 2018;
  • II° trimestre: entro il 30 settembre 2018; (01/10/2018)
  • II° trimestre entro il 30 novembre 2018;
  • IV° trimestre entro l’ultimo giorno del mese di febbraio dell’anno successivo, 28 febbraio 2019.

Lo Studio è a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Cordiali saluti.


NEWS: FATTURAZIONE ELETTRONICA AI BLOCCHI DI PARTENZA, IN ARRIVO LE SOLUZIONI PERSONALIZZATE PER I NOSTRI CLIENTI

NEWS: FATTURAZIONE ELETTRONICA AI BLOCCHI DI PARTENZA, IN ARRIVO LE SOLUZIONI PERSONALIZZATE PER I NOSTRI CLIENTI

La presente informativa è volta ad informarvi in merito ad alcune novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2018. Vi è infatti una novità in particolare che impatta senza dubbio in modo significativo nell’ordinaria amministrazione di aziende e liberi professionisti: la fatturazione in formato elettronico, che diventerà obbligatoria a partire dal 1 gennaio 2019.

Premessa normativa

La fatturazione elettronica è già in vigore da alcuni anni per le operazioni svolte nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Tale modalità di fatturazione diventerà ora obbligatoria per tutti, come previsto dalla Legge di Bilancio, a partire dal 1 gennaio 2019, con alcune eccezioni per la filiera dei subappalti verso la PA e la compravendita di benzina e gasolio.

La Legge di Bilancio 2018 estende quindi l’obbligo di fatturazione elettronica agli scambi B2B, vale a dire la fatturazione tra aziende, e al B2C, ovvero alla fatturazione verso i consumatori privati privi di partita IVA, con le seguenti modalità:

  • 1° LUGLIO 2018: obbligo di fatturazione elettronica per la compravendita di benzina e gasolio ed all’interno della filiera dei subappalti verso la PA. La ricezione della fattura elettronica ed il pagamento attraverso carta di credito, debito o prepagata sono condizioni necessarie per la detrazione dell’Iva e la deduzione del costo. Le stazioni di servizio, qualora il cliente richieda l’emissione della fattura elettronica, sono obbligate ad emetterla in formato elettronico ed inviarla al richiedente tramite Sistema di Interscambio (SDI).
  • 1° GENNAIO 2019: obbligo di fatturazione elettronica verso tutti (soggetti passivi IVA e privati).

La Legge di Bilancio sottolinea il concetto che l’unica modalità di fatturazione B2B valida sarà quella elettronica. Qualsiasi fattura emessa, spedita e conservata in modalità diversa da quella elettronica sarà considerata non valida dall’Amministrazione Finanziaria con il rischio di incorrere in sanzioni e nel vedersi disconoscere deduzioni e detrazioni.

Siete pronti per affrontare questo nuovo importante adempimento della fatturazione elettronica?

Vi invitiamo a consultare e a scoprire il nostro servizio di fatturazione elettronica e i modelli operativi possibili: contattateci telefonicamente, senza impegno, per conoscere il nostro servizio e ricevere una consulenza gratuita e personalizzata sulla fatturazione elettronica.

Siamo a vostra disposizione.

                     


ANALISI DELLA CONCORRENZA: STRUMENTO E OPPORTUNITÀ PER LA TUA AZIENDA

ANALISI DELLA CONCORRENZA: STRUMENTO E OPPORTUNITÀ PER LA TUA AZIENDA

Dalla piccola alla grande azienda, oggi è fondamentale  conoscere il proprio mercato di riferimento, i principali concorrenti e i loro “numeri”. Gli imprenditori che affianchiamo lo sanno bene: nell'attuale contesto economico, nel quale la competitività e la strategia sono alla base del successo o del fallimento di un’azienda, è necessario conoscere il più possibile la concorrenza. In passato, quest’analisi veniva condotta soltanto dalle aziende più strutturate, sia per la difficoltà nel reperire le informazioni sia per una maggior lungimiranza del management. Ora sono disponibili numerosi strumenti che consentono anche alle piccole e medie aziende di sviluppare agevolmente un’analisi di questo tipo.

Ma in cosa consiste l’analisi della concorrenza? Si tratta in sostanza di studiare i propri competitors, individuarne i punti di forza, capire i punti di debolezza della propria azienda e cercare una soluzione per risolverli. Errore comune è quello di informarsi su cosa fanno i concorrenti solo quando i risultati di bilancio indicano un peggioramento delle performance, mentre sarebbe più utile agire prima attraverso un continuo monitoraggio, anno dopo anno.

Il metodo utilizzato dal nostro Studio, che si propone in qualità di partner strategico per l’azienda, prevede i seguenti steps:

  • Conoscere l’azienda;
  • Selezionare i concorrenti e raccogliere informazioni;
  • Elaborare dei dati reperiti;
  • Analizzare l’assetto organizzativo e i risultati economici;
  • Confronto dell’azienda cliente e studio delle strategie.

Nel corso dell’analisi vengono utilizzati diversi strumenti come bilanci di esercizio, riclassificazione dei dati di bilancio, indicatori e margini, che forniscono importanti informazioni riguardanti la solidità economica, il rendimento della gestione, la struttura degli investimenti e dei finanziamenti. I risultati vengono confrontati con i valori delle aziende concorrenti, elaborando per ciascun indicatore un grafico comparativo. Il tutto viene infine riassunto in un check up finale con prospetti riepilogativi e rappresentazioni grafiche, descrizioni e commenti in grado di dare una visione completa delle performance delle aziende.

Con un percorso di questo tipo, che prevede una stretta collaborazione tra Studio e cliente, si ha la possibilità di individuare eventuali punti di forza e di debolezza e di rispondere a domande come:

  • La propria redditività è in linea con la media del settore?
  • Qual è la propria struttura dei costi (fissi e variabili) rispetto agli altri?
  • Il settore nel quale si opera sta crescendo? È il momento di investire oppure no?
  • I concorrenti operano con beni di proprietà o li noleggiano?
  • Le attività svolte nelle altre realtà sono tutte gestite internamente o vengono esternalizzate?

Essere in grado di rispondere a queste e a molte altre domande può rivelarsi un elemento vincente e determinante per lo sviluppo e il futuro della propria realtà.

Individuati i punti di forza e di debolezza rispetto alle altre aziende, il percorso prosegue definendo le soluzioni più adatte e più efficienti per migliorare e per riconquistare terreno, stabilendo obiettivi precisi, chiari e raggiungibili. Per farlo lo Studio utilizza lo strumento del Gap Analysis: ad ogni “punto debole” viene associata un’azione da mettere in atto, come ad esempio l’acquisto di nuovi macchinari o l’aggiunta di servizi avanzati. Negli anni o nei mesi successivi, invece, ci concentreremo sul monitoraggio dell’andamento della propria azienda e delle concorrenti, gli obiettivi raggiunti e gli aspetti da migliorare ancora.

Il compito più arduo nello svolgimento dell’analisi è quello di rendere confrontabili aziende simili tra di loro ma diverse nella dimensione, nella struttura, nel personale e nei processi produttivi, non è sufficiente affidarsi ad un software ma è indispensabile l’apporto di un consulente esperto. Inoltre, data l’importanza delle scelte aziendali e per far sì che l’analisi aiuti realmente l’imprenditore, è fondamentale rivolgersi ad una società di consulenza strutturata e con le competenze necessarie all’incarico.

Per questo lo Studio G&G, forte dell’esperienza maturata sul campo e sul territorio vicentino, si propone per assistere e supportare tutte le aziende interessate.